Verifica di Governo: parte la fase 2. Quali ostacoli?

La verifica di Governo è stata avviata da Conte nel vertice ieri sera. Parte la fase 2 dell’esecutivo, con proposte per l’Agenda fino al 2023. I temi prioritari sono stati individuati. Restano, però, ostacoli per una vera unità di maggioranza.

Verifica di Governo: parte la fase 2. Quali ostacoli?

La verifica di Governo è ufficialmente iniziata. L’aveva promessa il Presidente del Consiglio entro gennaio e ieri c’è stata la prima importante riunione al vertice.

La fase 2 dell’esecutivo è stata lanciata e Conte ha espresso un cauto, ma determinato ottimismo. Cosa succederà nei prossimi mesi? L’esecutivo ha veramente trovato la strada dell’unità?

In realtà il dopo elezioni regionali ha portato in fibrillazione tutti i principali partiti nazionali e, soprattutto, della maggioranza. Oltre al Movimento 5 Stelle, in aperta crisi già prima del voto e alla ricerca di nuovi equilibri, anche il Partito Democratico sta cercando di capire come fare per ottenere un vantaggio davvero duraturo dalla vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna.

La verifica di Governo di ieri sera, 30 gennaio, assume quindi più di un significato politico. E mette in evidenza anche importanti ostacoli che l’esecutivo non ha affatto superato.

Verifica di Governo: cosa prevede la fase 2? I temi

La riunione a Palazzo Chigi nella serata di ieri - interrotta improvvisamente per far fronte all’emergenza coronavirus in Italia - ha visto intorno allo stesso tavolo i capi delegazione di tutti i partiti di maggioranza.

Alfonso Bonafede (M5s), Dario Franceschini (Pd), Roberto Speranza (Leu) e Teresa Bellanova (Iv) si sono parlati in modo serrato dinanzi a Conte, con l’obiettivo prioritario di trovare una strada comune e di compattezza fino al 2023 senza intoppi.

Non sono state prese ancora decisioni specifiche e sulle prossime misure gli annunci verranno diffusi tra qualche settimana.

Lo spirito della verifica è stato annunciato proprio da Conte nel corso della riunione:

“È iniziato il confronto con le forze di maggioranza per rilanciare l’azione di Governo. Il Paese ha molte urgenze e i cittadini attendono tante risposte. Dobbiamo procedere spediti, determinati, compatti.”

Innanzitutto sui temi prioritari, che il vertice ha voluto mettere in evidenza: riforma prescrizione, revoca concessioni autostradali, riforma Irpef, lavoro e Jobs Act.

I prossimi incontri saranno più specifici e determinanti per capire la strada che il Governo vorrà intraprendere per attuare le urgenze. La nota conclusiva della verifica è stata chiara:

“Con le forze di maggioranza abbiamo definito un piano per l’Agenda 20/23 partendo dal Programma di governo. Remiamo tutti nella stessa direzione in piena convergenza e con un percorso comune.”

La vera urgenza appare sempre di più il mantenimento dell’unità della maggioranza.

Conte rilancia il Governo: quali ostacoli all’unità?

La vera preoccupazione di Conte è che le divisioni interne alla maggioranza non siano state affatto superate. Anzi, il dopo voto regionale e i prossimi appuntamenti elettorali della primavera potrebbero rendere ancora più difficile la stabilità dell’esecutivo.

Per questo il Presidente del Consiglio ha insistito sulla verifica e sui concetti di compattezza, convergenza, stessa direzione.

I temi indicati come prioritari nascondono, infatti, insidie non trascurabili. Innanzitutto c’è la questione della prescrizione, sulla quale l’accordo non c’è e Italia Viva è sul piede di guerra. Le divisioni non sono state superate nemmeno sul tema della revoca alle concessioni autostradali.

Anche il Jobs Act potrebbe causare attriti. Il ministro Speranza vorrebbe correggerlo, ma i renziani sono irremovibili. Sul tavolo, inoltre, resta tutta da definire la riforma fiscale, che dovrebbe essere presentata ad aprile. Iva, sugar tax e plastic tax restanbo nodi da sciogliere, sui quali le soluzioni non sono condivise.

La verifica di Governo, quindi, parte da una certezza: il lavoro per una visione comune davvero efficace è complesso.

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