Riforma prescrizione, cosa cambia: maggioranza boccia proposta Costa

La riforma della prescrizione di Bonafede continua a dividere la maggioranza. La proposta di Costa è stata bocciata, quindi il testo resta così come è. Il 28 gennaio sciopero davanti Montecitorio.

Riforma prescrizione, cosa cambia: maggioranza boccia proposta Costa

La riforma della prescrizione continua a dividere il Paese. Questa volta a creare scompiglio è l’emendamento soppressivo della proposta di Costa, deputato azzurro contrario allo stop della prescrizione.

Pd, Leu e Movimento 5 stelle hanno votato a favore della soppressione del testo, mentre Italia Viva e i partiti di destra hanno votato contro. L’emendamento è passato con 23 sì e 22 no. Quindi, almeno per il momento, la riforma della prescrizione di Bonafede resta immutata.

Un’altra chance di modificare l’interruzione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado ci sarà il 27 gennaio, quando il testo della riforma tornerà in Aula.

Nel frattempo, in segno di protesta, gli avvocati penalisti hanno annunciato una giornata di astensione dalle udienze e proteste per il 28 gennaio.

Riforma della prescrizione in vigore: cosa cambia

Con il nuovo anno è entrata in vigore la riforma della prescrizione voluta dal Ministro della Giustizia Bonafede e sostenuta da tutto il Movimento 5 stelle. Alle altre forze politiche non è mai piaciuta e meno ancora ad avvocati e magistrati che con il diritto lavorano tutti i giorni. Ultima stangata, la bocciatura di oggi del testo proposto da Costa che di fatto impediva lo stop della prescrizione dopo la sentenza voluto dal Ministro Bonafede. Il testo sarà nuovamente in discussione in Aula il 27 gennaio.

Come ormai noto, la riforma prevede lo stop dei termini di prescrizione sia dopo la sentenza di assoluzione che di condanna, cosa che secondo molti rischia di rendere i processi interminabili. Dall’altro lato, per Bonafede e gli altri sostenitori del testo la sospensione servirà invece ad evitare che le lungaggini della Giustizia penale provochino la prescrizione dei reati, lasciando i colpevoli impuniti.

Tuttavia per molti si tratta di una previsione inutile, dannosa e addirittura incostituzionale, dal momento che:

  • non riduce i tempi troppo lunghi delle indagine dei pm (causa principale dell’eccessiva durata dei tempi della giustizia);
  • rende eterni i processi successivi a quello di primo grado perché, dopo che il reato cade in prescrizione, si perderebbe l’interesse a procedere con un secondo grado di giudizio.

In altre parole, quella che per alcuni è una garanzia di punibilità, per altri è un tentativo maldestro con notevoli conseguenze sul piano pratico. Secondo la vecchia disciplina la prescrizione dei reati inizia a decorrere dal giorno in cui il fatto è stato commesso e non si blocca quando il giudice o il pm emettono i provvedimenti per assicurare il reo alla giustizia, cosa che invece accade ai termini di prescrizione in ambito civile.

Riforma della prescrizione: gli effetti sugli uffici giudiziari

Naturalmente sui possibili effetti della riforma possiamo parlare solo in termini probabilistici ed eventuali. Ma le prospettive non sono affatto positive.

Senza dubbio gli effetti del blocco della prescrizione avranno conseguenze diverse in base alla percentuale di archiviazione per prescrizione delle varie Corti distribuite sul territorio nazionale. Facciamo degli esempi. A Catania questa percentuale è del 37,8% contro il 36% di Roma e 10% di Milano.

Per molti giuristi, in primis per Eugenio Albamonte, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, il blocco della prescrizione non basterà ad assicurare il legittimo andamento della giustizia e a salvare quanto stabilito in primo grado. Occorrerebbe anche rafforzare i riti alternativi, depenalizzare molti reati ed aumentare le risorse.

Si stima che lo stop della prescrizione metterà seriamente a rischio l’efficienza di molti uffici giudiziari, i quali si troveranno ad avere circa 30 mila procedimenti in più ogni anno, e l’esito ovviamente sarà ancor più pesante sulle Corti oberate da un maggior numero di prescrizioni, con l’alta possibilità che anche i tempi dei processi ne risulterebbero allungati.

In questo clima di confusione sulla prescrizione si inserisce anche la protesta degli avvocati contro il Ministro Bonafede, infatti ne chiedono le dimissioni; ecco il perché.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Prescrizione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.