Cartelle esattoriali, il Governo valuta maxi condono per 400 miliardi di debiti

Cartelle esattoriali, verso un maxi condono fiscale di 400 miliardi di debiti? Il Governo sta valutando di cancellare i ruoli di anni passati ormai inesigibili. Un progetto che rientra nell’ambito della riforma del Fisco. Ecco le novità.

Cartelle esattoriali, dei 954,7 miliardi di debiti maturati nei confronti dello Stato il 40% potrebbero essere cancellati definitivamente.

Un maxi condono da 400 miliardi di euro circa, per pulire il magazzino dell’Agenzia delle Entrate Riscossione: è questo uno dei piano al quale sta lavorando il Governo, che rientrerebbe nel complessivo piano di riforma fiscale.

Torna quindi in auge lo stralcio delle cartelle, misura già introdotta con la pace fiscale per i debiti fino a 1.000 euro. A parlarne è stata Laura Castelli, Sottosegretario al MEF del M5S, definendo lo stralcio delle cartelle come un necessario lavoro di “ripulitura” del Bilancio dello Stato.

Cartelle esattoriali, il Governo valuta maxi condono per 400 miliardi di debiti

Soggetti falliti, deceduti, imprese cessate o nullatenenti: sono questi i casi per i quali si sta valutando la cancellazione definitiva di vecchie cartelle esattoriali, i ruoli affidati all’ex Equitalia.

Ben 400 miliardi di debiti che formano il pesante magazzino dei carichi affidati ora all’Agenzia delle Entrate Riscossione, ma che risultano inesigibili o molto difficili da riscuotere.

Si tratta del 40% del totale di debiti e cartelle nelle mani degli agenti del Fisco, come evidenziato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell’audizione dello scorso 22 aprile 2020.

Del totale di 954,7 miliardi di euro di debiti da riscuotere:

  • 153,1 miliardi di euro sono dovuti da soggetti falliti;
  • 118,9 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate;
  • 109,5 miliardi da nullatenenti (in base ai dati presenti nell’Anagrafe tributaria);
  • 68,8 miliardi di euro l’attività di riscossione è sospesa per provvedimenti di provvedimenti di autotutela emessi dagli enti creditori, in forza di sentenze dell’autorità giudiziaria. Al netto di quanto già riscosso, rientrano inoltre in tale ultimo importo le quote oggetto di richieste di accesso alla definizione agevolata prevista dall’art. 3 del DL n. 119/2018 che ha introdotto la terza edizione della definizione agevolata (“Rottamazione-ter) ampliando il relativo perimetro applicativo ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2017.

Maxi condono tombale delle cartelle esattoriali, anche l’Agenzia delle Entrate è d’accordo

Escludendo quindi le somme in fase di recupero per tutti i contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale, si tratta di oltre 350 miliardi di euro che sarà molto difficile recuperare, e che potrebbero quindi rientrare nel maxi condono, con cancellazione totale, sul quale sta lavorando il Governo.

Un Governo che si è sempre definito contrario ad ogni forma di condono fiscale, e che ha rimandato da sempre al mittente ogni proposta di riedizione della pace fiscale.

Ora però, complice la situazione di difficoltà e la necessità di ripulire il magazzino dei debiti inesigibili, si inizia a parlare del nuovo stralcio totale delle cartelle, un condono vero e proprio, motivato dalla difficoltà di recuperare vecchi debiti.

Una necessità di pulizia che potrebbe far cambiare idea al Governo, supportato dal favore dell’Agenzia delle Entrate. Sempre Ruffini, parlando del debito monstre da gestire, ha evidenziato l’aggravio di costi per la gestione delle azioni di recupero, che difficilmente portano però alla riscossione del debito.

La riforma fiscale partirà da un condono tombale? Ci attendono mesi carichi di novità.

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