Sanremo 2026, tutti i cantanti e i testi delle canzoni in gara

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24 Febbraio 2026 - 15:09

La lista completa dei cantanti in gara al Festival di Sanremo 2026: ecco chi sono e quali canzoni (con testi completi) porteranno sul palco dell’Ariston.

Sanremo 2026, tutti i cantanti e i testi delle canzoni in gara

Con l’accensione delle luci del Teatro Ariston e l’inizio ufficiale della 76ª edizione del Festival di Sanremo, prende il via oggi, martedì 24 febbraio 2026, uno degli appuntamenti televisivi e musicali più attesi dell’anno. Cinque serate consecutive, fino a sabato 28 febbraio, per quello che è, di fatto, l’evento nazional-popolare dell’anno. Dello spettacolo e non solo.

A guidare il Festival di Sanremo 2026 è ancora una volta Carlo Conti, confermato nel doppio ruolo di conduttore e direttore artistico dopo il passaggio di testimone avvenuto nel 2025. Accanto a lui, per questa edizione, una presenza di forte richiamo internazionale come Laura Pausini, protagonista sul palco dell’Ariston in veste di co-conduttrice.

Dal punto di vista del format, Sanremo 2026 conferma una struttura ormai consolidata, con qualche aggiustamento mirato. Restano le due categorie principali, Campioni e Nuove Proposte, e viene ribadito il legame diretto con l’Eurovision Song Contest 2026, in programma a maggio a Vienna: il vincitore del Festival, salvo rinuncia, rappresenterà l’Italia sul palco europeo.

E i cantanti? C’è chi critica l’assenza di veri big, ma va anche detto che nelle ultime incredibili (per successo e seguito) edizioni Sanremo se li è costruiti in casa i propri big - vedasi Maneskin e Angelina Mango.

Vediamo, allora, nel dettaglio la lista completa dei cantanti del Festival di Sanremo 2026 e i testi delle canzoni in gara.

I cantanti in gara al Festival di Sanremo 2026

Il cast dei Campioni del Festival di Sanremo 2026 è composto da 30 artisti, annunciati ufficialmente dalla Rai il 30 novembre 2025 durante l’edizione delle 13:30 del Tg1, in linea con quanto avvenuto nelle ultime edizioni. Un gruppo ampio e trasversale, che mette insieme grandi ritorni, debutti assoluti all’Ariston e collaborazioni inedite, restituendo una fotografia piuttosto fedele delle diverse anime della musica italiana attuale.

Nel corso della settimana saliranno sul palco dell’Ariston interpreti affermati, artisti reduci da successi radiofonici e streaming, nomi legati alla scena urban e cantautori di lunga esperienza. Un equilibrio che rappresenta uno degli obiettivi dichiarati della direzione artistica: intercettare pubblici diversi senza snaturare l’identità del Festival.

Ecco allora, nel dettaglio, la lista completa dei cantanti in gara al Festival di Sanremo 2026 con i rispettivi titoli delle canzoni:

  • Arisa – “Magica favola”
  • Bambole di pezza – “Resta con me”
  • Chiello – “Ti penso sempre”
  • Dargen D’Amico – “Ai ai”
  • Ditonellapiaga – “Che fastidio!”
  • Eddie Brock – “Avvoltoi”
  • Elettra Lamborghini – “Voilà”
  • Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
  • Ermal Meta – “Stella stellina”
  • Fedez e Marco Masini – “Male necessario”
  • Francesco Renga – “Il meglio di me”
  • Fulminacci – “Stupida sfortuna”
  • J-Ax – “Italia Starter Pack”
  • LDA e AKA 7even – “Poesie clandestine”
  • Leo Gassmann – “Naturale”
  • Levante – “Sei tu”
  • Luchè – “Labirinto”
  • Malika Ayane – “Animali notturni”
  • Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
  • Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
  • Michele Bravi – “Prima o poi”
  • Nayt – “Prima che”
  • Patty Pravo – “Opera”
  • Raf – “Ora e per sempre”
  • Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
  • Samurai Jay – “Ossessione”
  • Sayf – “Tu mi piaci tanto”
  • Serena Brancale – “Qui con me”
  • Tommaso Paradiso – “I romantici”
  • Tredici Pietro – “Uomo che cade”

Accanto ai Campioni, la sezione Nuove Proposte vede in gara quattro artisti emergenti, selezionati attraverso Sanremo Giovani e Area Sanremo, confermando la centralità del percorso dedicato ai nuovi talenti all’interno del racconto del Festival:

  • Angelica Bove - “Mattone”
  • Blind, El Ma e Soniko - “Nei miei DM”
  • Mazzariello - “Manifestazione d’amore”
  • Nicolò Filippucci - “Laguna”

Arisa – Magica favola

Arisa, pseudonimo di Rosalba Pippa, è una cantautrice nata a Genova il 20 agosto 1982 e cresciuta in Basilicata. Voce riconoscibilissima del panorama italiano, ha costruito la sua carriera alternando pop d’autore, sperimentazione vocale e una forte presenza televisiva.

Il legame con il Festival di Sanremo è centrale nella sua storia artistica: ha vinto due volte la kermesse, nel 2009 con Sincerità (Nuove Proposte) e nel 2014 con Controvento, oltre ad aver partecipato in più edizioni anche come ospite e co-conduttrice. Con Magica favola, Arisa torna in gara nel 2026 con un brano che segna una nuova fase del suo percorso musicale, più intima e narrativa.

Magica Favola, il testo della canzone di Arisa

A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l’amore
A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore
Con l’adolescenza io ho capito che cos’era la passione
Che non c’entra con il cuore, si confonde col dolore
Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta
Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa
Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca
Forse sono solo stanca
Fuori già si è fatta l’alba
C’era una volta l’oceano lo navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce
A quaranta voglio solamente ritrovare un pò di pace
Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre
Mentre un’altra stella cade
Nel romantico disordine
RITORNELLO
C’era una volta il mistero
Ti innamoravi di me
Non c’era il bianco né il nero
Ma l’arcobaleno più bello che c’è
lo mi perdo tra le onde
Con il sole che piano si accende
E il passato diventa presente
La bambina ritorna innocente
Chiudi gli occhi amore
O ti presto gli occhiali da sole
Che per oggi la vita è una piccola magica favola
C’era una volta l’oceano lo navigavo con te
Non c’è più bianco né nero
Ma l’arcobaleno più grande che c’è
C’è l’arcobaleno qui dentro di me

  • Testo e musica di Arisa, Giuseppe Anastasi, Marco Cantagalli, Fabio Dalè e Carlo Frigerio

Bambole di pezza – Resta con me

Le Bambole di pezza sono una band punk rock tutta al femminile, nata a Milano nei primi anni Duemila e tornata al centro dell’attenzione negli ultimi anni grazie a un forte rilancio discografico e live. Il gruppo è noto per un’attitudine diretta, testi espliciti e una forte identità visiva, elementi che hanno contribuito a renderle un caso piuttosto atipico nel contesto sanremese.

Con Resta con me, le Bambole di pezza debuttano per la prima volta al Festival di Sanremo, portando sul palco dell’Ariston una proposta distante dalla tradizione melodica classica, ma perfettamente in linea con l’apertura stilistica perseguita dal Festival negli ultimi anni.

Resta con me, il testo della canzone delle Bambole di Pezza

Volevo dirti in queste notti
Ti penso ancora
Che la mia vita da quel giorno
È un’altra storia
E a volte per cambiare tutto
Basta una parola
Per diventare ciò che sono
Ho camminato sola
Sono una donna che non guarda in faccia niente
Mi hanno guardato male ma è il giudizio della gente
Quando ti senti stanca dalle delusioni
E l’unica certezza sono le canzoni
E il giorno che non torna di un inverno con l’amore che non è più qui
Ovunque sia l’errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me in questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io
A dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me
Resta con me
Ho fatto sogni senza mai
Chiudere gli occhi
Vissuto vite che non sai se immaginarti
Ho visto uomini per bene andare in pezzi
E ho visto uomini di strada tornare onesti
E pezzi di giornali sparsi nella mia testa
Una ragazza una chitarra e una tempesta
Questi non sanno cosa provo dentro
Come una foglia sempre stata al vento
RITORNELLO
E allora dimmi se conosci un modo per dimenticare i guai
Per noi che siamo stati sempre appesi a un filo
Aspettami nell’alba di questo mattino
Ho superato anni come questi
E avrei voluto dirti
RITORNELLO

  • Testo di Andrea Spigaroli, Nesli, Martina Ungarelli e Lisa Cerri
  • Musica di Andrea Spigaroli, Nesli, Simone Borrelli, Federica Rossi, Caterina Alessandra Dolci e Daniela Piccirillo

Chiello – Ti penso sempre

Chiello, all’anagrafe Rocco Modello, è un cantautore nato a Venosa (Potenza) il 9 aprile 1999. Dopo gli esordi nella scena trap con il collettivo FSK Satellite, ha intrapreso un percorso solista che lo ha portato verso sonorità più melodiche e cantautorali, mantenendo però una scrittura emotiva e diretta.

Ti penso sempre segna il suo esordio assoluto in gara al Festival di Sanremo, un passaggio simbolico per un artista che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il proprio pubblico, anche grazie a un’intensa attività live e a collaborazioni con nomi affermati della scena italiana.

Ti penso sempre, il testo della canzone di Chiello

Mi piacerebbe dirti che
non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
e sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l’unico
ed io ci avevo quasi creduto
Ti penso sempre +Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
Una bugia
A cosa serve il tuo odio
Se la colpa è solo tua
RITORNELLO
Quindi amarsi a cosa serve?
Se finiamo per odiarci
Quanto tempo che si perde
A dirsi ti amo e dopo addio
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell’agonia
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un’altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell’agonia
Nell’agonia
Se ti rivedo ti

  • Testo di Rocco Modello (Chiello) e Tommaso Ottomano
  • Musica di Fausto Cigarini, Saverio Cigarini, Matteo Pigoni e Tommaso Ottomano

Dargen D’Amico – Ai ai

Dargen D’Amico, pseudonimo di Jacopo D’Amico, è un rapper e autore nato a Milano il 29 novembre 1980. Figura storica della scena hip hop italiana, è stato tra i fondatori dei Club Dogo e ha costruito negli anni una carriera solida sia come interprete sia come autore per altri artisti.

Dopo il successo sanremese del 2022 con Dove si balla, Dargen torna in gara nel 2026 con Ai ai, confermando il suo ruolo di artista capace di coniugare immediatezza pop e attenzione ai temi sociali. Negli ultimi anni ha ampliato la propria presenza mediatica anche come personaggio televisivo e opinionista.

Ai ai, il testo della canzone di Dargen D’Amico

Prima di entrare in casa
Stavo un’ora a cercare di toglier la sabbia
Autostrada Adriatica
Dalla costa si vede l’Africa e lei che si tuffa
Ti prego, guardala
Ha più curve di Gardaland
Quando mi ha detto che tornerà in Francia
Uffa
Ho avuto il mal di pancia Ai Ai
Ai Ai,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai (Ai Ai)
- Bye Bye
Ma come - Bye ?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
Ai Ai
Il Bel Paese ha così buongusto
Che pure il meteo non è mai brutto
E uno stivale però da diva
Che si fa il bagno nell’olio d’oliva
Dice il Vangelo - Darai da bere
A chi è straniero ma ha le stesse vene
Prendi sul serio una bollicina
E via il pensiero via la pellicina
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l’AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
Ai Ai
RITORNELLO
Ho litigato con un dj
Suonava solo la hit parade
Sai, se metti le canzoni giuste
La festa vola come Nureyev (Ai Ai)
In Italia, troppa arte
Piedi più belli delle scarpe
Prendiamo un giorno di riposo
Dai, trova il modo, Carlos Raposo
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l’AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
Ai Ai
RITORNELLO
Ho fatto un brutto sogno
Ma sembrava reale
Mi bagnavo nel mare
Però ne uscivo sporco
E giravamo il mondo
Però senza toccare
Mi ha fatto molto male
Ma mi è piaciuto molto
Ama ciò che non ti piace
È la chiave per la pace
Ma la password salvata mi sembra sbagliata
O la linea è saltata e ci prende fuoco casa
A me mi ha rovinato la rete
Altrimenti avrei fatto il prete
Avrei lasciato il paese fuggendo via
A cercare fortuna in Albania
RITORNELLO
Me lo ridai?
Ai Ai
Me lo ridai?
Ai Ai
Me lo ridai?
Ai Ai
Me lo ridai?
Ai Ai

  • Testo di Jacopo Matteo Luca D’Amico (Dargen D’Amico)
  • Musica di Jacopo Matteo Luca D’Amico (Dargen D’Amico) con Gianluigi Fazio, Pietro Bagni ed Edwyn Roberts

Ditonellapiaga – Che fastidio!

Ditonellapiaga, nome d’arte di Margherita Carducci, è una cantautrice romana nata nel 1997. Dopo la formazione musicale e le prime esperienze indipendenti, ha raggiunto una più ampia notorietà partecipando al Festival di Sanremo 2022 in coppia con Donatella Rettore (Chimica la canzone).

Con Che fastidio! torna sul palco dell’Ariston da solista, proponendo un brano che si inserisce nel suo stile ironico e tagliente, sospeso tra pop elettronico e cantautorato contemporaneo. Negli ultimi anni ha pubblicato album e singoli accolti positivamente dalla critica, oltre a partecipare a diversi festival estivi.

Che fastidio!, il testo della canzone di Ditonellapiaga

Io non so più cos’è normale
O un’allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
La moda di Milano (che fastidio!)
Lo snob romano (che fastidio!)
Il sogno americano (che fastidio!)
E il politico italiano (che fastidio!)
La musica tribale (che fastidio!)
I cani alle dogane (che fastidio!)
E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)
Stasera vado a una festa la solita farsa e non m’interessa (che fastidio!)
E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)

RITORNELLO

Non è che voglia litigare
Ma ho come l’impressione
Di non potermi controllare
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Su le mani solo se sei dell’acquario
Strano ti facevo proprio sagittario
La chiamo dall’India, dall’Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
Passa a premium, clicca qui, ascolta ora!
Cento cover Bossa Nova

RITORNELLO

E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò

RITORNELLO

Nonostante i corsi di meditazione
Di respirazione
Non posso sopportare
Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
Oppure l’inno nazionale al piano bar
Gli F24, lo spam
Che fastidio! Che fastidio!
Che fastidio!
Io non so più cos’è normale
Ma sono matta io
Ma sono matta io
Ma sono matta

  • Testo e musica di M. Carducci - E. Castroni - E. Ruzzi - A. Casagni

Eddie Brock – Avvoltoi

Eddie Brock è il nome d’arte di un artista emerso negli ultimi anni nella scena alternativa italiana, con un percorso che incrocia rock, elettronica e scrittura introspettiva. Attivo inizialmente nel circuito indipendente, ha costruito la propria identità musicale lontano dai canali mainstream, conquistando progressivamente l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori.

Avvoltoi segna il suo debutto assoluto al Festival di Sanremo, una presenza che conferma la volontà della direzione artistica di includere proposte meno convenzionali all’interno del cast dei Campioni. Il brano si muove su coordinate cupe e narrative, in linea con l’immaginario già esplorato nei suoi lavori precedenti.

Avvoltoi, il testo della canzone di Eddie Brock

Ci ho provato lo sai
Ma non riesco a non pensare a un noi
Tanto so già che cosa dirai
Rovineremmo tutto
La nostra amicizia Vale più di così
E fingendo
Che nessuno dei due lo sapesse
A far finta che non ci sia niente
Mi mordo la lingua fino a sanguinare
Ripetendoti che
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Perché è più facile per te farti spogliare
Che spogliarti il cuore
Le parole si annodano in gola
E ti asciugo il mascara che cola
Per quell’uomo che non vale niente
E ci caschi ancora e ancora
Sei tu
Che non impari mai
E ci vai a letto
E poi torni da me a piangere sul petto
Bella come sei
Non potrai fidarti mai
RITORNELLO
È inutile che perdi il tempo
Consumandoti quegli occhi
Così belli
Piangendo per quel bastardo
Dicono sempre di esser degli eroi
Ma ti girano intorno come avvoltoi
Na na na na na na
Na na na na na na
Ma se lo sai
Che scegli sempre quello che ti farà male
E resti sola dentro un letto da rifare
Per la paura che ti fa sempre scappare
Da tutto questo amore

  • Testo di Edoardo Iaschi (Eddie Brock), Lorenzo Iaschi e Vincenzo Leone
  • Musica di Edoardo Iaschi e Vincenzo Leone

Elettra Lamborghini – Voilà

Elettra Lamborghini è una cantante e personaggio televisivo nata a Bologna il 17 maggio 1994. Dopo l’esordio nel mondo dello spettacolo come influencer e protagonista di reality show, ha intrapreso una carriera musicale che l’ha portata a conquistare rapidamente una forte popolarità internazionale, soprattutto nel panorama latin pop.

Ha già partecipato al Festival di Sanremo nel 2020 con Musica (e il resto scompare), classificandosi al 21° posto e ottenendo un grande riscontro radiofonico. Con Voilà torna in gara nel 2026, proponendo un brano che conferma il suo stile energico e fortemente orientato al mercato pop.

Voilà, il testo della canzone di Elettra Lamborghini

Ma che notte
Che casino
Tipo cocktail
Un po’ di me un po’ di te
Nessun dorma
Fai il cretino
lo l’offesa e poi d’amblè
Litigare anche di sabato sera
Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena
Tu mi prendi la mano, voglio si ma non mi va va
Mamma mia che rabbia
La porta che fa bam bam
Solita bagarre
E poi ci sale sale su
Quest aria di mare
Un po’ ti odio un po’ I love you
Ma che c’è di male
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Viva l’amore amore amore che si fa
Al buio e la televisione accesa
Fino all’alba come due gatti dietro a qualche bar
S’una cabrio senza targa noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà
Mi hanno detto
E mi piace
Che in un letto
Poi si fa la pace
Tu lo sai tu lo sai che i baci sono come le ciliegie
Non hai fame si però si però ti viene
E poi si cade cade giù
Come quando piove
Un po’ ti odio un po’ I love you
Non ci vuol un Nobel
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
RITORNELLO
Altro che chiacchiere
Spegni tutto in questa notte di pailette
Eccomi qua
RITORNELLO

  • Testo e Musica di Voilà sono di Andrea Bonomo, Edwyn Roberts e Pietro Celona

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare

Enrico Nigiotti è un cantautore nato a Livorno il 31 dicembre 1987. Dopo le prime esperienze nei talent show, ha costruito una carriera solida basata su una scrittura intimista e su un forte legame con il pubblico dei concerti dal vivo.

Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2019 con Nonno Hollywood e nel 2020 con Baciami adesso, consolidando la propria presenza nel panorama cantautorale italiano. Con Ogni volta che non so volare torna all’Ariston nel 2026 con un brano che si inserisce nel solco della sua produzione più personale.

Ogni volta che non so volare, il testo della canzone di Enrico Nigiotti

Tardi
Che non è più solo notte
Ma anche un po’ mattina
Tardi che non mi addormento
Chiudo gli occhi appena
Tardi che la dovrei smettere di parlare col soffitto
Di cascare tra i ricordi per rimanerci dentro
Il tempo vola maledetto oo
Veloce come un pizzicotto oo oo oo oo
Ecco la prima volta che ho fatto l’amore avevo 15 anni
Sopra un vecchio materasso tenevamo chiusi gli occhi
Così dolce e preoccupato
Così sempre attento
Forse adesso che ho imparato non è più lo stesso
Il tempo vola l’ho già detto
Anche in un orologio rotto oo
E mentre fuori scoppia un altro inferno
Da qualche parte adesso è già domani
Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso
Prima di volare
Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà
E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità
Lo pensiamo sempre tutti che sia meglio qualcun altro
E non vediamo dietro al vecchio i capelli da ragazzo
Il tempo corre quanto è stronzo oo
Sorpassa e poi ti ruba il posto oo
RITORNELLO
I mostri che c’ho dentro
Che mi fanno cadere
Questa mania che devi andare solo bene
A chi mi salva ogni volta che tocco il fondo
A chi comunque vada mi rimane accanto
E se questa vita è un viaggio
Meno male siete qui
Ogni volta che non so Volare
Ogni volta che non so
Volare
Ogni volta che non so
Volare

  • Testo di Enrico Nigiotti e Pacifico
  • Musica di Enrico Nigiotti e Fabiano Pagnozzi

Ermal Meta – Stella stellina

Ermal Meta, all’anagrafe Ermal Meta Hodzic, è un cantautore e autore nato a Fier, in Albania, il 20 aprile 1981 e cresciuto in Italia. Dopo una lunga gavetta come musicista e autore per altri artisti, ha raggiunto la consacrazione vincendo il Festival di Sanremo 2018 in coppia con Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente.

Nel corso degli anni ha partecipato più volte alla kermesse, diventando anche conduttore del Concertone del Primo Maggio e giudice di vari talent televisivi. Con Stella stellina torna in gara nel 2026, presentando un brano che riflette la sua maturità artistica e autoriale.

Stella Stellina, il testo della canzone di Ermal Meta

Stella Stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
È passata già un’eternità
O solamente un’ora
Da quando nel cielo una nuvola
Risale dalla tua casa, dalla mia casa
RITORNELLO
Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente
Ho pensato anche di scappare
Da una terra che non ci vuole
Ma non so dove andare
Tra muri e mare non posso restare
RITORNELLO
Fiori in un cortile con le pietre intorno
Come le farfalle hai vissuto un giorno
Figlia di nessuno, melodia di un canto
Quello della gente che ti ha amato tanto
Oh, mia bambina, la notte è nera nera
La rabbia e la preghiera non basteranno più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
RITORNELLO
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno

  • Testo di Ermal Meta
  • Musica di Ermal Meta con Dardust e Giovanni Pollex

Fedez e Marco Masini – Male necessario

Partecipazione inedita e di forte impatto quella che vede insieme Fedez e Marco Masini. Il primo, rapper e imprenditore nato a Milano il 15 ottobre 1989, è una delle figure più influenti della musica e dei media italiani degli ultimi anni. Il secondo, cantautore fiorentino classe 1964, è una delle voci più riconoscibili della canzone italiana, vincitore del Festival di Sanremo nel 2004 con L’uomo volante.

Male necessario nasce dall’incontro tra due mondi generazionalmente e stilisticamente distanti, uniti però da una forte attenzione al testo e alla dimensione emotiva della scrittura. Per entrambi si tratta di un ritorno significativo sul palco dell’Ariston, seppur in una formula completamente nuova.

Male necessario, testo della canzone di Fedez e Marco Masini

So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma
Dimmi qualcosa che non so I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l’ego dall’io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere e poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
il vero obbiettivo non può essere la meta ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto il letto
RITORNELLO
C’ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto al male necessario
RITORNELLO
So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma
Dimmi qualcosa che non so

  • Testo di Federico Lucia (Fedez), Marco Masini, Federica Abbate, Alessandro La Cava, Antonio Iammarino
  • Musica di Federica Abbate, Nicola Lazzarin, Alessandro La Cava

Francesco Renga – Il meglio di me

Francesco Renga è un cantautore nato a Brescia il 12 giugno 1968. Dopo gli esordi come voce dei Timoria negli anni Novanta, ha intrapreso una carriera solista che lo ha reso uno degli interpreti più apprezzati della musica pop italiana.

Il suo rapporto con il Festival di Sanremo è storico: ha vinto l’edizione del 2005 con Angelo e ha partecipato più volte nel corso degli anni, sia come concorrente sia come ospite. Con Il meglio di me, Renga torna in gara nel 2026 con un brano che guarda al bilancio personale e artistico di una carriera ormai trentennale.

Il meglio di me, il testo della canzone di Francesco Renga

Sai sono ritornato
là dove le paure nascono
non scapperò come ho sempre fatto
ma se lo vorrai
ti lascerò la mano
Che ancora non so camminare
in mezzo alle piccole cose
con i pugni chiusi in tasca
ed un muro nella testa
non è stato facile
Ma a volte capita
che sorride anche una lacrima
perdona il peggio di me,
il peggio di me, il peggio di me
lascialo in macchina
fra tutti i miei
dettagli sei
tu il meglio di me, il meglio di me,
il meglio di me
eccomi, eccoti
il meglio di me
Ridere, cambiare,
imparare dagli sbagli
guarire, vedere
il tempo sulle mani
non puoi spostare le strade
ma in mezzo a una frase
trovo la direzione
E ancora non so perdonare
il tempo che cambia le cose
ed i segni sulla faccia
di una vita che ti spacca
non è stato facile
RITORNELLO
Se tu fossi qui stasera
con tutto quel coraggio che non ho
le parole bruceranno in gola
non ancora
ancora no
fra tutti i miei
dettagli sei
tu il meglio di me, il meglio di me,
il meglio di me
eccomi, eccoti
il meglio di me

  • Testo di Stefano Tartaglino, Antonio Caputo, Simone Enrico Reo, Mattia Davì, Francesco Renga e Davida Sartore
  • Musica di Stefano Tartaglino, Antonio Caputo, Simone Enrico Reo, Mattia Dave

Fulminacci – Stupida sfortuna

Fulminacci, pseudonimo di Filippo Uttinacci, è un cantautore romano nato il 12 settembre 1997. Dopo l’esordio discografico nel 2019, si è rapidamente imposto come una delle voci più interessanti della nuova generazione cantautorale italiana, grazie a uno stile diretto e a una scrittura ironica e malinconica.

Ha partecipato al Festival di Sanremo 2021 con Santa Marinella, ottenendo il Premio della Critica “Mia Martini”. Con Stupida sfortuna torna all’Ariston nel 2026, confermando un percorso coerente e riconoscibile, molto apprezzato anche dal pubblico più giovane.

Stupida sfortuna, il testo della canzone di Fulminacci

Ti troverò dentro a una foto
Sotto l’acqua mentre nuoto
Nella sabbia e nel cemento
Dentro un cinema all’aperto
Come un’allucinazione
In mezzo a tutte le persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Classifiche e Sanremi
Taxi treni aerei
E se mi stai ancora cercando
Sono dove stavo ieri
Ho solo più pensieri
Un po’ meno fiducia
E qualche buona scusa
Ma pensa un po’
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
Ma pensa un po’
Vado di corsa e resto indietro
E soffia il vento della metro
Tra le piastrelle colorate
E le rovine sotto a un vetro
C’è un manifesto col tuo nome
In mezzo a un fiume di persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Semafori e cantieri
Pianeti e buchi neri
E dai facciamo i seri
RITORNELLO
E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi
Di primavere e poi di nuovo rami spogli
Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli
Ci credi o no?
Stupida stupida stupida sfortuna
Gelida gelida gelida paura
Dopo di te non l’ho più detto a nessuna
Vorrei raggiungerti ma qui c’è troppa notte e poca luna e lo sai
Stupida stupida stupida sfortuna
Che ci penso anche se non ci penso
Gelida gelida gelida paura
Ogni volta che non mi addormento
L’infinito a me mi fa spavento
Come il cielo come il mare aperto
Stupida sfortuna starò più attento

  • Testo e musica di Fulminacci e Pietro Paroletti

J-Ax – Italia Starter Pack

J-Ax, nome d’arte di Alessandro Aleotti, è un rapper, autore e produttore nato a Milano il 5 agosto 1972. Figura chiave dell’hip hop italiano, ha iniziato la sua carriera con gli Articolo 31, per poi affermarsi anche come solista e personaggio televisivo.

Con Italia Starter Pack, J-Ax debutta per la prima volta in gara al Festival di Sanremo, portando sul palco dell’Ariston un brano dal taglio ironico e sociale, cifra stilistica che ha caratterizzato gran parte della sua produzione musicale.

Italia Starter Pack, il testo della canzone di J-Ax

Dice sempre il vecchio del quartiere, con molti più anni dei denti che ha
Sto paese lo capisci da un cantiere, cinque dicono che fare, uno solo che lo fa... Meglio essere fuori che finire dentro, tutti hanno qualcosa da nascondere....
Santi in Paradiso non ce n’è al momento, più che avere fede, meglio un complice... Condividi la password, che facciamo a metà il wi-fi
Canta un coro da stadio, così sanno chi sei, dovunque vai…
Serve una brutta canzone che fa... pa pa parappa Mollare tutto a metà
Qui per campare serve, un po’ di culo sempre
È vietato ma fa niente, ti passo la canna del gas.... Italia starter pack
Dice l’uomo che mi fa la benza, che chi guida non deve avere pietà
Sto paese è come con la precedenza, e solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l’ha.. Eh ... Meno cose sai, più sarai contento, facciamoci una botta di felicità
Qui non si protesta per lo stipendio, solo per la pizza con l’ananas... Per pagare c’è tempo, tanto i debiti già ce l’hai
Goditi sto momento, che quando vai mica lo sai...
RITORNELLO
E ci dicono che siamo disonesti, furbetti, tutti dei gran figli di mammà Di leggi sbagliate e di caffè corretti, ma abbiamo pure dei difetti
Eh in effetti...
RITORNELLO

  • Testo e musica di J-Ax, Andrea Bonomo e Lorenzo Buso

LDA e AKA 7even – Poesie clandestine

LDA, nome d’arte di Luca D’Alessio, e AKA 7even, pseudonimo di Luca Marzano, sono due cantanti nati rispettivamente nel 2003 e nel 2000, entrambi emersi grazie al talent show Amici di Maria De Filippi. Dopo percorsi solisti paralleli, si presentano a Sanremo 2026 con una collaborazione inedita.

Poesie clandestine rappresenta il ritorno in gara per entrambi: LDA si posizionò 15esimo con Se poi domani nel 2023; per AKA 7even, invece, partecipò nel 2022 con Perfetta così (13esimo). Il brano unisce pop melodico e sensibilità generazionale, rivolgendosi a un pubblico giovane ma trasversale.

Poesie clandestine, il testo della canzone di LDA e AKA 7even

Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo
Eternamente sarei condannato ad una folle bugia
Sembra fatto per noi
È da questo dolore che nasce un amore catartico
Ti ho dedicato poesie clandestine
lo che ti inseguo mentre te ne vai
Neanche le onde agitate stanotte sanno dove sei
E la frenesia che ti porta a svanire
Per evitare una notte di guai
Così avvolgente che rende reale l’effetto che fai
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te
Tu sei capace di farmi soffrire
Siamo in un limbo tra sogni e realtà
Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei
Ma c’è chi giudica senza capire
Che non è giusto provare a metà
Un sentimento che basta da solo a parlare di noi
Piangeremo un mare, mare, mare
Negli occhi lacrime di sale
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
RITORNELLO
Cosa c’è tra la vita e la morte
Se non un paradiso di colpe
Siamo anime in preda alla sorte
In fondo sai
Che nel bene o nel male sarai
La mia cura alla malinconia
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
RITORNELLO

  • Testo di Luca D’Alessio (LDA), Luca Marzano (Aka 7even), Alessandro Caiazza e Vito Petrozzino
  • Musica di Luca D’Alessio, Luca Marzano, Mattia Villano, Riccardo Romito e Francesco D’Alessio

Leo Gassmann – Naturale

Leo Gassmann è un cantautore e attore nato a Roma il 22 novembre 1998, figlio dell’attore Alessandro Gassmann e nipote di Vittorio Gassmann. Dopo la vittoria a Sanremo Giovani 2020 con Vai bene così, ha costruito un percorso musicale improntato su eleganza pop e attenzione alla melodia.

Naturale segna il suo ritorno in gara tra i Campioni nel 2026, a distanza di tre anni dall’esordio sanremese tra i big, e arriva in una fase di maggiore maturità artistica, accompagnata anche da esperienze nel cinema e nella televisione.

Naturale, il testo della canzone di Leo Gassman

Stella che non piange mai
Nemmeno quando è sola
Mi scivolava tra le mani
Come dalla bocca una parola
Non so fare le valigie
E lei vuole partire
lo che sognavo strade aperte tra le gallerie
Volevo una casa francese sulle Tuileries
Ma lei odiava i quadri e le piramidi
E noi
Ci siamo trovati, lasciati poi ritrovati con altri
Riempiti di baci che mi sembravano schiaffi
E non ne vale la pena, ma non vale, ma non vale...
Ma non vale se ora mi guardi
Con quegli occhi lucidi e mi macchi
La felpa con il nero dell’eyeliner
Tu che sei più bella al naturale
Se ci rivedremo tra vent’anni
Avremo ancora voglia di spaccarci il cuore a metà
Ma la verità è che fare la pace alla fine è più naturale
Stella che non piange mai
O almeno non con me
Ma abbiam passato cinque estati
In motorino tra i semafori e i tram
Che Roma ad agosto sembra l’Antartide
Una cartolina senza immagine
E quanto amavo le sue guance pallide
Non arrossivano mai
E noi
Ci siamo trovati, lasciati, poi ritrovati con altri
Riempiti di baci che mi sembravano schiaffi
E non...
RITORNELLO
Ma la verità è che fare la pace alla fine è più naturale
Stella adesso piange con le amiche e sua con sua madre
Con gli sconosciuti per strada e con il suo cane
Che ci siamo fatti così male, così male, così male
Cosi, senza volerlo
RITORNELLO

  • Testo e musica di Francesco Savini, Mattia Davi, Alessandro Casali e Leo Gassmann

Levante – Sei tu

Levante, pseudonimo di Claudia Lagona, è una cantautrice nata a Caltagirone il 23 maggio 1987 e cresciuta tra la Sicilia e Torino. Dopo l’esordio discografico nel 2013, si è affermata come una delle voci più riconoscibili del pop cantautorale italiano, con uno stile che unisce introspezione e immediatezza melodica.

Ha esordito al Festival di Sanremo nel 2020 con Tikibombom. Con Sei tu torna in gara nel 2026 tre anni dopo la partecipazione con Vivo, presentando un brano che si inserisce nel suo percorso più recente, caratterizzato da una scrittura emotiva e personale. Parallelamente alla musica, Levante ha pubblicato romanzi e preso parte a progetti televisivi e culturali.

Sei tu, il testo della canzone di Levante

Ah, non mi sento le gambe.
Ah, dove sono le braccia?
E mi manca il respiro,
Eppure, sono viva,
Sento che sorrido
E io non l’ho deciso.
La vista mi abbandona un po’.
Cerco la mia postura,
Divento la paura,
Mi trema anche la gola,
La voce non mi trova,
Le mani che mi ingannano.
È così ci si innamora...
Fare spazio dove posto non si trova.
Ah, se potessi vederti coi miei occhi
Lacrimeresti tutto il mio stupore.
Ah, se potessi vestire la mia pelle
Vibrare del mio suono,
Sapresti perché non ho mai trovato il modo
Per spiegare che cos’è l’amore
Per me.
Se l’amore sei tu.
Ma ho già perso il controllo,
Non mi segue più il corpo.
E la testa che gira, mi gira
Si gira a fissare il pensiero fino a dove sono valente:
Il timore di niente.
Per mostrarsi anche nelle miserie,
Poi restare a contare le macerie.
RITORNELLO

  • Testo e musica di Levante

Luchè – Labirinto

Luchè, nome d’arte di Luca Imprudente, è un rapper nato a Napoli il 24 luglio 1981. Dopo gli esordi con i Co’Sang, ha intrapreso una carriera solista che lo ha reso uno dei nomi più influenti della scena urban italiana.

Labirinto segna il suo debutto assoluto in gara al Festival di Sanremo, una scelta che testimonia comunque la crescente centralità del rap nel contesto della kermesse. Negli ultimi anni Luchè ha pubblicato album di grande successo, collaborando con numerosi artisti italiani e internazionali.

Labirinto, il testo della canzone di Luchè

lo non so come ci si lega
Ma so bene quanto vale un contratto
Nulla è per sempre
Nel rimorso l’odio annega
Potevamo rimanere in contatto
E invece niente
Siamo polvere sui mobili
Dentro una casa vuota
L’orgoglio è un brutto vizio
Ed io il bambino che ci gioca
Mai stato troppo in alto
Mai caduto nella droga
La notte è nero asfalto
Aspetto l’alba che mi trova
Un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano
Via da me
Stai meglio lontano
Via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
E quello che so di te
È che sei bella come una bugia
Detta per non piangere
Non piangere
Non dormirò più tra le braccia tue
In questo labirinto siamo in due
E quello che so di te
Nasconde un po’ di me
E anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di noi Di noi
E anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di noi Di noi
Non conta l’ego
Contano i concetti
Nessuno l’ha capito
Competiamo con noi stessi
Forse più salgo in alto
Più non vedo i miei difetti
Quando non so chi sono
Me lo urlano ai concerti
Di crisi già ne ho avute
L’inverno con le tute
Le corse le cadute
Scontrarsi a mani nude
Mentre gli altri giocano
lo mi distinguo tra i pochi che osano
E troverò
Un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano
Via da me
Stai meglio lontano
Via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
RITORNELLO
Le chiavi dell’uscita
Le ho messe nelle mani tue
Ma in questo labirinto siamo in due
Siamo in due
RITORNELLO

  • Testo di Luchè e Davide Petrella
  • Musica di Davide Petrella, Stefano Tognini, e Rosario Castagnola

Malika Ayane – Animali notturni

Malika Ayane è una cantautrice nata a Milano il 31 gennaio 1984. Considerata una delle interpreti più raffinate della musica italiana contemporanea, ha costruito una carriera basata su eleganza vocale e ricerca musicale.

Il Festival di Sanremo ha rappresentato più volte un passaggio chiave del suo percorso: ha partecipato ben sei volte, ottenendo premi e riconoscimenti della critica. Con Animali notturni torna in gara nel 2026, proponendo un brano che conferma il suo stile sofisticato e internazionale.

Animali notturni, il testo della canzone di Malika Ayane

Siamo tutti in pace con i sensi degli altri
Con i nostri invece non sappiamo che farci
Ed io che resto qui a perdermi
A parlare di te
Anche nei vicoli vicinissimi
Non riusciamo a trovarci
E vorrei sapere cosa fai
Ma non è male questa nostalgia lo sai
Che ci perdoniamo sempre
E siamo sconosciuti per la gente
Che non ci capirà mai
Lo vedi io e te
La strada è una giungla
Puntiamo alla luna
Come animali notturni lo e te
Facciamo paura
Troviamo una scusa
Per scomparire che dire?
Ignora la parola fine
Che non so più a chi appartengo se vai via
RITORNELLO
Sai potrei svegliarmi con te ogni mattina
E guardare l’alba come fosse la prima
Addormentiamoci davanti a un film
Se vuoi dormire con me
Quando mi guardi fai voragini
Ed io non mi difendo più
Fuori è pieno di persone ma lo sai
Che nessuno ci capirà mai
RITORNELLO

  • Testo di Malika Ayane, Stefano Marletta ed Edwyn Roberts
  • Musica di Giordana Cremona, Luca Faraone, Stefano Marletta, Federico Mercury ed Edwyn Roberts

Mara Sattei – Le cose che non sai di me

Mara Sattei, all’anagrafe Sara Mattei, è una cantautrice nata a Roma il 28 aprile 1995. Dopo un primo periodo come artista indipendente, ha raggiunto una più ampia notorietà grazie a collaborazioni di successo e a una presenza costante nelle classifiche streaming.

Ha già partecipato al Festival di Sanremo nel 2023 con il brano Duemilaminuti. Con Le cose che non sai di me torna all’Ariston nel 2026 con un brano che mette al centro introspezione e scrittura emotiva, elementi distintivi del suo percorso artistico.

Le cose che non sai di me, il testo della canzone di Mara Sattei

Quando sei con me
Il cielo sai che c’è
Mi ricorda l’estate
E Trastevere
Inizia a dipingere
Sopra tutte le case
Di quel rosa chiaro
Zucchero filato
Non sai quante volte
Ho cercato di volare via lontano
Sembra facile
Questa vita che
Mischia tutte le carte
Noi bambini che
Pensano a ridere
Con dentro sogni giganti
E ci addormentiamo
Qui davanti a un film
Non sai quante volte
Penso domani ce ne andiamo via
Ma quanto è bella la follia?
Tutte le notti a dirsi
Le cose che non sai di me
La voce tua nei giorni tristi
Guarisce il mio disordine
Io vorrei
Solo parlarti d’amore
Nel silenzio di ciò che non dico
Mentre mi perdo nel tuo sorriso
Per sempre
Quando son con me
Quelle lacrime
Sono la pioggia d’estate
Sopra il tetto guardo quella gente che
Si abbraccia e ride e sembra semplice
E le stelle quei pensieri che nel cielo
Restano per non scordarli mai
È tutto ciò che non ho fatto mai
È vivere la vita come vuoi
Tutte le notti a dirsi
RITORNELLO
Nel silenzio di ciò che non dico
Mentre mi perdo nel tuo sorriso
Ma in fondo
Tutte le volte che ho paura
E mi sento perdere
Ma poi con te
So sentire
Anche quando inizia a piovere
Sopra quelle domande, forse
Tu resta qui
Tutte le notti a dirsi
Le cose che non sai di me
La voce tua nei giorni tristi
Guarisce il mio disordine
Tutte le notti a dirsi
RITORNELLO
Nel silenzio di ciò che non dico
Mentre mi perdo nel tuo sorriso
Per sempre

  • Testo e musica di S. Mattei - E. Brun - D. Mattei - A. Donadei

Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta

Maria Antonietta, pseudonimo di Letizia Cesarini, e Colombre, nome d’arte di Giovanni Imparato, sono due cantautori attivi nella scena indie italiana da oltre un decennio. Legati anche nella vita privata, hanno sviluppato carriere parallele prima di arrivare a questa collaborazione sanremese.

La felicità e basta rappresenta il debutto in gara per entrambi al Festival di Sanremo, con una proposta che unisce sensibilità cantautorale e arrangiamenti essenziali, in linea con il loro percorso artistico.

La felicità e basta, il testo della canzone di Maria Antonietta e Colombre

È più facile perdonarci,
se tieni a mente siamo tutti debuttanti.
«Sii te stessa e andrà tutto bene».
diceva la supermodella con la pelle splendida.
Quanto è bello essere te stessa sulle spiagge dei Caraibi,
e tu piangi sui diamanti in bikini tra i coralli.
Da quella chaise longue di pelle bianca
la tua vita non ti stanca.
Ma se abbiamo sete, abbiamo fame o siamo soli
la colpa non è nostra, non sono i nostri errori, non è così...
(I love you baby)
Non posso arrendermi. (I love you baby)
Passo a prenderti.
Baby, facciamo insieme una rapina, baby,
per riprenderci tutta la nostra vita.
Che cosa credi?
Credo che la felicità
ce la prendiamo e basta.
Ce la prendiamo e basta.
È più facile se siamo insieme,
mi difendo molto meglio dalle ansie passeggere
e dai pensieri nella testa... «Fare meglio, più convinta!»
come diceva quella popstar sorridente in Valentino.
E a volte mi sento molto stanca,
e non riesco a tenere la testa alta.
Ma se abbiamo sete, abbiamo fame o siamo soli
la colpa non è nostra, non sono i nostri errori,
non è così...
(I love you baby) Passo a prenderti.
RITORNELLO
Baby, dall’ansia di un’aspettativa,
baby scappiamo questo sabato mattina.
Che cosa credi?
Credo che la felicità
ce la prendiamo e basta.
Ma se abbiamo sete, abbiamo fame o siamo soli
la colpa non è nostra, non siamo dei coglioni.
RITORNELLO
Baby, dalla tristezza che è infinita,
baby scappiamo questo sabato mattina.
Che cosa credi? Credo che la felicità,
ce la prendiamo e basta.
Baby,
siamo ancora in piedi.
Credo che la felicità,
ce la prendiamo e basta.
Ce la prendiamo e basta.

  • Testo di Letizia Cesarini e Giovanni Imparato
  • Musica di Letizia Cesarini, Giovanni Imparato e Francesco Catitti

Michele Bravi – Prima o poi

Michele Bravi è un cantautore nato a Città di Castello (Perugia) il 19 dicembre 1994. Ha raggiunto la notorietà nel 2013 vincendo la settima edizione di X Factor Italia, avviando una carriera caratterizzata da una forte attenzione alla dimensione emotiva e narrativa dei testi.

Il Festival di Sanremo rappresenta per lui un passaggio ricorrente: ha partecipato nel 2017 e nel 2022, tornando ora in gara nel 2026 con Prima o poi, un brano che segna una nuova fase del suo percorso artistico, più introspettiva e matura.

Prima o poi, il testo della canzone di Michele Bravi

Lo so fumare a letto è un brutto vizio
Piangersi un po’ addosso
Poi la notte non dormo mai, mai
È vero
È vero che il bicchiere è mezzo pieno questa sera
Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera
È che mi manchi da morire
E pure il cane non la smette di abbaiare
E sarà che ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
A scorrere le foto fino all’infinito
E ridere da solo
Pensa tu che scemo
E in fondo ancora ci spero
Che prima o poi
Smetterai
Che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Ma guarda casa mia come è ridotta
Che non faccio i piatti da una settimana
Che non so l’ultima volta che ho fatto la spesa
Con il disco di Battisti ancora lì per terra
Con il cane che lo annusa perché un po’ ti cerca
Ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
RITORNELLO
Se dopo anni non la smetto
Sempre a prendermi l’acqua per strada
Che non ho l’ombrello nemmeno stasera
Tienimi la fronte
Ma pensa io che scemo
Che non penso che a te
E sono sotto casa tua
E io vorrei citofonare
Ma non so più il tuo nome
A forza di chiamarti amore
Non so nemmeno adesso più chi sei
Ma prima o poi
Smetterai che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Se dopo anni non la smetto di

  • Testo di Michele Bravi e Rodine
  • Musica di Michele Bravi, Rondine e Gianmarco Grande

Nayt – Prima che

Nayt, nome d’arte di William Mezzanotte, è un rapper e autore nato a Roma il 9 novembre 1994. Considerato uno degli artisti più rappresentativi della scena urban contemporanea, ha costruito la sua carriera attraverso un percorso coerente, lontano dai meccanismi tradizionali del mainstream.

Prima che segna il suo debutto assoluto al Festival di Sanremo, un esordio atteso che porta sul palco dell’Ariston una scrittura intensa e personale, già apprezzata dal pubblico dei concerti e delle piattaforme streaming.

Prima che, il testo della canzone di Nayt

Prima della prima donna
prima della prima volta
prima della prima droga
prima della prima idea
prima del mio vero amico
che l’ho visto andare via
prima di essere partito
prima di tornare qui d
ell’idea di aver fallito
ogni volta che mi fido
che la gente mi fa schifo
che la gente è come me
prima di farmi domande
prima di essere svogliato
prima del giusto e sbagliato
io chi sono, chi sei te?
finché sai cosa prendi
non lo sai cosa perdi
forse è tardi dicevi
ce la fai? non lo so la realtà
non si vede finché io non ti vedo
finché tu non ci vedi me (me)
supportarci a vicenda
sopportarci dicendo
che ne vale la pena
dimmi è vero o non ci credi?
la realtà non si vede
finché tu non mi vedi
finché io non ci vedo te (te)
senza oggetti o costumi,
progetti immaginare i posteri
costretti al presente
sfuggirci ubriachi
o con i postumi chi aspetti?
io nessuno a salvarci
fissare il muro e stancarsi
trovare un buco e saltarci
io non credo a chi mi chiama
credo abbia sbagliato nome
io non credo a chi mi ama,
di più, non credo abbia valore
perché in tutta questa roba
che c’ho addosso mi confondo
e non so se mi conforta
o mi ostacola il confronto
RITORNELLO
prima che qualcuno parli
prima che tu ti dica è tardi
prima che continui a farmi com’è che continuo a farmi?
prima di essere scontato
o di essere scordato
prima di essere qualcuno che vuol essere ascoltato
prima che tu faccia un post
prima che controlli i like
prima che tu dia potere a
gli altri su quello che fai
prima di mettere i vestiti
dell’amore di esserne investiti
di crescere aggressivi
chi siamo?
RITORNELLO
come vorrei, come vorrei
come vorrei, come vorrei
come vorrei, come vorrei
che tu vedessi me.

  • Testo di Nayt
  • Musica di Stefano Tognini

Patty Pravo – Opera

Patty Pravo, pseudonimo di Nicoletta Strambelli, è una delle icone più longeve e riconoscibili della musica italiana. Nata a Venezia il 9 aprile 1948, ha attraversato oltre cinque decenni di storia musicale, reinventandosi più volte senza mai perdere la propria identità artistica.

Il suo legame con il Festival di Sanremo è profondo e articolato, con ben 11 partecipazioni nel corso degli anni e un debutto datato addirittura 1970. Con Opera, Patty Pravo torna in gara nel 2026, confermando una presenza scenica e vocale che continua a distinguersi nel panorama contemporaneo.

Opera, il testo della canzone di Patty Pravo

Sulla terra siamo soli,
solitari in compagnia,
circondati da parole, parole,
affidati a un’utopia.
Siamo santi e peccatori,
naviganti e sognatori,
un po’ satelliti,
filosofi del niente.
Semplicemente la vita,
semplicemente follia.
Cantami ancora il presente,
nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l’Opera.
Ho viaggiato per il mondo
tra oasi, deserti, e misteriose profezie
dove il tempo è sospensione dell’eternità.
Ma poi sono le emozioni che ci cambiano,
che ci spingono ad andare via da noi
verso un’altra dimensione, tralasciando la ragione.
RITORNELLO
lo canto alla notte, respiro la notte,
cammino di notte;
sono Musa, colore tagliente e poi Opera

  • Testo e musica di Giovanni Caccamo

Raf – Ora e per sempre

Raf, nome d’arte di Raffaele Riefoli, è un cantautore nato a Margherita di Savoia il 29 settembre 1959. Autore di alcuni dei brani più celebri della musica pop italiana, ha costruito una carriera di grande successo sia come interprete sia come songwriter.

Ha partecipato più volte al Festival di Sanremo (4 in totale), esordendo nel 1988 con Inevitabile Follia. Con Ora e per sempre torna in gara nel 2026, proponendo un brano che si inserisce nel solco della sua produzione più melodica.

Ora e per sempre, il testo della canzone di Raf

Un puntino in mezzo all’universo
ero un alieno mi sentivo solo
mi confondevo tra la gente perso
dentro un’astronave eternamente in volo
Mentre il mondo parlava al futuro
me ne stavo fermo alla deriva
e il mio viso sorrideva comunque
ma il cuore no
E tu per mano hai preso la mia vita
e camminando sulla via d’uscita
senza parlare mi dicevi:
Ora e per sempre resterai
ci sarai anche se mai più ti rivedrò
sei nell’anima e li ti cercherò
quando mi mancherai
ora e per sempre sarai.
Tra le pagine di un vecchio diario
consumato come il nostro tempo
in un soffio di vento il nostro primo anniversario
adesso è un eco lontano
Oggi il mondo è così diverso,
niente è sicuro, tutto è controverso
e tra milioni di voci si nasconde la verità
E tu sei sempre la più bella
il tempo ti sta una meraviglia
e ogni segno sulla pelle parla di te
RITORNELLO
E tornerei indietro solo per un attimo
al primo incontro per sentirne il brivido
graffiti un po’ sbiaditi di un fuoco
che non c’è più
ma è parte di noi
ora e per sempre
E mentre il mondo urla e stride
vuoto di empatia
noi non saremo parte di questa follia
stringimi forte quando il sole sorgerà
insieme ci troverà ci troverà
quando l’alba verrà
ora e per sempre sarà

  • Testo e musica di Raf e Samuele Riefoli

Sal Da Vinci – Per sempre sì

Sal Da Vinci, nome d’arte di Salvatore Michael Sorrentino, è un cantante e attore nato a New York il 7 aprile 1969 e cresciuto a Napoli. Figlio d’arte, ha costruito una lunga carriera tra musica, teatro e televisione, diventando una figura molto amata soprattutto nel Sud Italia.

Per sempre sì segna il suo ritorno in gara al Festival di Sanremo nel 2026 - a distanza di 17 anni dal suo esordio - dopo diverse esperienze come ospite e interprete di musical di successo. Il brano si inserisce nella tradizione melodica che ha sempre caratterizzato il suo repertorio.

Per sempre sì, il testo della canzone di Sal Da Vinci

È cominciato tutto quanto dal principio lo che per te ero solo un uomo sconosciuto
Poi diventato un re dal cuore innamorato
Tu una regina ora vestita in bianco sposa
Abbiamo sognato figli in una grande casa
E superato tutte le difficoltà
Perché un amore non è amore per la vita
Se non ha affrontato la più ripida salita
E si accenderà la musica
E qui ti aspetterò
Il più grande giorno
Ti regalerò
Saremo io e te Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere
Con la mano sul petto lo te lo prometto Davanti a Dio
Saremo io e te Da qui
Sarà per sempre si
So bene che
è una grande incognita il futuro
Ma insieme te non mi spaventerà perché
Costruiremo tutto
ma non alzeremo un muro
Litigare e far l’amore poi che male c’è
E si accenderà la musica
Per te io canterò
Il più grande giorno
Ti regalerò
RITORNELLO
Si, soltanto si Per questi giorni
E mille altri ancora
Un semplice sì
L’eternità è dentro una parola
RITORNELLO

  • Testo di Federica Abbate, Alessandro La Cava, Alessandro Da Vinci.
  • Musica di Sal Da Vinci, Federico Mercuri, Giordano Cremona, Eugenio Maimone, Federica Abbate, Alessandro La Cava.

Samurai Jay – Ossessione

Samurai Jay è un artista della nuova scena urban italiana, attivo tra rap e contaminazioni pop elettroniche. Dopo una prima fase legata all’autoproduzione e alla circuitazione digitale, ha progressivamente ampliato la propria visibilità grazie a singoli che hanno trovato spazio sulle piattaforme streaming e nei contesti live.

Ossessione rappresenta il suo debutto assoluto al Festival di Sanremo, un passaggio significativo per un artista fino ad ora rimasto ai margini del mainstream televisivo.

Ossessione, il testo della canzone di Samurai Jay

Nulla è per sempre
Ma il profumo tuo sulla mia pelle
Non passa mai, no mai
Sicuramente stai dormendo nel letto di un altro pure stasera
marò che pena
siamo sempre alle solite una
tirata tutto il weekend
tu mi nascondi le storie
e mi racconti un’altra bugia vuoi la verità
ora penso a me in mezzo a questo disordine
sarà strano ma ti sento addosso
come un’ossessione stanotte ritorni qui
al centro delle mie fantasie
ti amo solo di venerdì
bailando contigo asì
per un’ora ti sento mia
non è amore è una malattia
questo maledetto feeling
questo maledetto feeling
Andale andale
Scatta un paio di foto poi mandale
Fammi vedere cosa indossi stasera
Poi facciamo l’alta marea
Sotto la luna piena
Non sei mai stata sincera
Non può durare una vita intera
Una storia se fa solo male
Ma noi sarà solamente
Una noche de sexo
Andamento lento
Non posso fermare il tempo
Questo feeling maledetto
lo lo sento addosso
RITORNELLO
Devo correre correre correre correre correre
Ahahah
Devo correre correre correre correre correre
RITORNELLO
questo maledetto feeling

  • Testo di Gennaro Amatore (Samurai Jay) e Salvatore Sellitti
  • Musica di Luca Stocco e Vittorio Coppola

Sayf – Tu mi piaci tanto

Sayf è un cantautore e interprete emergente della scena rap contemporanea italiana. Attivo soprattutto negli ultimi anni, ha costruito la propria identità musicale attraverso una scrittura diretta e un’estetica fortemente generazionale, trovando spazio soprattutto sulle piattaforme digitali.

Con Tu mi piaci tanto debutta al Festival di Sanremo 2026, portando sul palco dell’Ariston una proposta che si colloca tra rap radiofonico e linguaggio social.

Tu mi piaci tanto, il testo della canzone di Sayf

Tu, figlio di un muratore
L’Emilia che si allaga
E la Liguria pure
E intanto che si ride
E che si fa l’amore
Le tue tasse vanno spese
In un hotel a ore
lo,
Amando a modo mio
Ho sbagliato tante cose
E tante mode non le seguo lo,
Amando a modo mio
Avrei voluto darti
Meno cuore, amore mio
E allora
Corri contro il tempo
Che il denaro non ti aspetta
E cosa vuoi che sia la fretta
Su una macchina che scheggia
E non mi vedrai alla finestra
A farti una serenata
Perché il mondo non si ferma
Ma non ho fiato più
Rallenta
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto
L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro
L’Italia è tristemente nota
per qualche fatto ma minimizziamo
Il cielo è azzurro, e il pomeriggio
Se ci armate, noi non partiamo
E come ha detto un imprenditore
«L’italia è il paese che amo»
Amore, amore mio
Che paura di venir capito
In questa fase di tirocinio
Tenco è morto qui vicino
Non temere, amore mio
Farò meglio per nostro figlio
Schiaccerò quelli degli altri
Così giocherà da solo
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
RITORNELLO
Ho fatto una canzonetta
È un fiore su una camionetta
E le botte delle piazze
Le dimentichiamo
Ho fatto una canzonetta
Spero che non vi spaventi
Che possiamo ripartire
Tutti a mano, a mano
RITORNELLO

  • Musica e testo di A. Viacava - L. Di Blasi - G. De Lauri

Serena Brancale – Qui con me

Serena Brancale è una cantante, musicista e compositrice nata a Bari il 4 maggio 1989. Proveniente da una famiglia di musicisti, ha una formazione jazz e una carriera che spazia tra soul, pop e contaminazioni mediterranee.

Ha già partecipato al Festival di Sanremo nel 2015 nella sezione Nuove Proposte e torna a distanza di appena 12 mesi dalla performance tra i big con Anema e Core. Una delle favorite della vigilia.

Qui con me, il testo della canzone di Serena Brancale

C’è una canzone alla radio che suona e che parla di noi.
Di quell’amore che resterà sempre, non passerà mai.
E quando ti penso lo sento arrivare quel brivido dentro che attraversa il cuore,
in questo silenzio sento la tua voce,
calma, la rabbia, la sete, la fame e non cambierà
quella complicità che da bambina cercavo nei tuoi occhi e che per sempre mi accompagnerà.
E se ti portassi via da quelle stelle
per cancellare il tuo addio dalla mia pelle scalerei la terra e il cielo
anche l’universo intero
per averti ancora qui con me.
E ti parlo come se mi stessi accanto
due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai,
e poi guardami ma quanto ti assomiglio
nelle mani, nell’amore che mettevi ogni volta nelle cose
ed ogni giorno era sempre da festeggiare
Sono anch’io così
Noi così simili
Noi così simili
RITORNELLO
Quanta vita ruba il tempo
Oltre i limiti ti sento
So che sei ancora qui con me.
Con me, con me

  • Testo di Serena Brancale, Noemi Bruno, Fiat131, Salvatore Mineo
  • Musica di Carlo Avarello, Fabio Barnaba, Serena Brancale, Fiat131

Tommaso Paradiso – I romantici

Tommaso Paradiso è un cantautore nato a Roma il 25 giugno 1983. Dopo aver raggiunto il successo come frontman dei Thegiornalisti, ha intrapreso una carriera solista che lo ha portato a consolidare una forte presenza radiofonica e discografica.

I romantici segna il suo debutto in gara al Festival di Sanremo come solista. Il brano arriva in un momento di piena maturità artistica, dopo album e tour che hanno confermato la sua capacità di intercettare il grande pubblico (e fare grandi numeri).

I romantici, il testo della canzone di Tommaso Paradiso

Mi sveglio sotto la pioggia che cade
spero mia figlia sia uguale a sua madre
bellissima che non so come fa
a stare con uno che di notte accende la televisione,
sempre lo stesso film, la stessa scena
col volume a cannone
no, non so come fa
E voglio dirti ti amo prima di decollare
ti prego non girarti quando scendo le scale
che sarebbe stupendo non rovinare tutto
Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto
come hai fatto tu
Spero che ti arriverà
davvero una musica dolce
per i tuoi giorni malinconici
Vorrei avere un pianoforte in tasca
solo per ricordarmi di noi
ho il cuore appeso sulla giacca
ogni volta che parlo di noi
i romantici guardano il cielo
i romantici guardano un treno che se ne va
lo quando bevo ci credo alle fate
io non farò come ha fatto mio padre gelido
non so come si fa
ti darò sempre un bacio prima di partire
se fumo faccio la doccia prima di dormire
che sarebbe stupendo non rovinare tutto
Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto come hai fatto tu
RITORNELLO
che corre via nella speranza di rivedersi nel futuro
dove giocavano ragazzi con la palla contro il muro
e adesso non c’è nessuno
non c’è più nessuno
ma i romantici guardano il cielo
e ci credono davvero
RITORNELLO

  • Testo di Tommaso Paradiso e Davide Petrella
  • Musica di Tommaso Paradiso, Davide Simonetta e Davide Petrella

Tredici Pietro – Uomo che cade

Tredici Pietro, nome d’arte di Pietro Morandi, è un rapper nato a Bologna nel 1997. Attivo da diversi anni nella scena urban, ha costruito un percorso graduale, alternando produzioni indipendenti e collaborazioni, mantenendo uno stile personale e riconoscibile.

Uomo che cade rappresenta il suo esordio assoluto al Festival di Sanremo, un’occasione di forte esposizione per un artista che ha finora privilegiato circuiti alternativi e una crescita lontana dai grandi palcoscenici televisivi.

Uomo che cade, il testo della canzone di Tredici Pietro

L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera
Sarà bellissimo, lo aspetto come l’ultima cena
Sarai bellissima, ma è il minimo che aspetto da te
Sarà anche colpa del tuo aspetto, ma di me non ho rispetto
E mi sporco, sotto la pelle
Ho gli interni neri come una Mercedes
Tu ti sporchi a restare con me e chiusa in uno specchio c’è
tutto il tuo riflesso cambi forma alle parole come fumo alle feste
muovi tutto ciò che hai attorno come un dio della notte
io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente
ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe cose da dire, cose da fare, fogli bruciare
Per rimanere fermo a guardare
Un uomo che cade, l’uomo che cade
Se solo tu
Se solo sapessi che voglio soltanto che resti
Andassi via
Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi
Dalla città (dalla città) che non riposa mai (che brucia ormai)
Forse sapresti chi sei
Tu sei la fine del film, la grande esplosione
Sei la notte che conquista il giorno, un nuovo colore
Sei la lama trafitta e io il tuo polmone
Ma se ti farà male allora non pensare
RITORNELLO
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
per non rischiare di farci male
se guardi su c’è un uomo che cade,
l’uomo che cade, un altro che cade
Se solo tu
Andassi via
Dalla città che fotte l’anima
Forse potresti
Si, forse puoi
RITORNELLO
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
per non rischiare di farci male
se guardi su c’è un uomo che cade,
l’uomo che cade, un altro che cade

  • Testo di Tredici Pietro e Antonio Di Martino
  • Musica di Antonio Di Martino e Marco Spaggiari

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