Calcio: riparte la Champions League con l’esordio della VAR

Martedi 12 febbraio Roma-Porto, Manchester United-Paris Saint-Germain e Lione-Barcellona, saranno le prime partite di Champions League che vedranno l’ausilio della VAR. Previste dalla UEFA anche importanti novità per le prossime stagioni

Calcio: riparte la Champions League con l'esordio della VAR

Il 23° turno di Serie A è già cominciato, ma la testa di Roma, Juventus, Napoli, Inter e Lazio è già proiettata al prossimo turno di Champions League ed Europa League.
Apre le danze la coppa dalla grandi orecchie con la Roma di Di Francesco impegnata, martedì 12 febbraio, in casa contro il Porto per l’andata dell’ottavo di finale.

Quella dell’Olimpico sarà, insieme a Manchester United-Paris Saint-Germain e Lione-Barcellona, la partita della svolta dal punto di visto tecnologico per la UEFA.
Dagli ottavi di finale, esclusivamente per la Champions League, ci sarà, infatti, l’esordio della VAR
(Video Assistenza Arbitrale), con l’obiettivo, ha spiegato il capo degli arbitri della UEFA Roberto Rosetti, di “eliminare gli errori chiari e puntare all’uniformità tra i fischietti dei vari Paesi”.

Le novità proposte per la stagione successiva

Il via libera ufficiale della UEFA - che prima dell’inizio della competizione era ancora molto restia all’idea di introdurla - era già arrivato a dicembre.
In questi giorni, però, durante il congresso federale svoltosi a Roma, ha prospettato ai club presenti diverse novità sulla VAR per la prossima stagione calcistica. L’assistenza tecnologica farà il suo esordio anche nella Premier League inglese.
I maxi-schermi degli stadi, per esempio, segnaleranno con un’infografica l’attivazione della tecnologia a sostegno dei direttori di gara e mostreranno l’episodio per cui verrà utilizzata.

L’obiettivo è quello di emulare, entro due anni, la NFL (Nations Football League) dove l’arbitro spiega in vivavoce a tutto il pubblico presente e agli spettatori a casa il motivo della sua decisione. Questo, dopo aver consultato prima il team VAR, composto da un video assistente arbitro e due operatori video, e poi eventualmente il monitor stesso. Inoltre, come afferma Rosetti, i calciatori che chiederanno o mimeranno l’intervento della VAR verranno ammoniti e non si potrà, assolutamente, interferire con la visione delle immagini.

La “durata di intervento” della VAR
Partendo dal presupposto che la VAR deve essere considerata – come afferma lo stesso Rosetti – come una sorta di garanzia, l’assistente video non deve assolutamente sostituirsi all’arbitro, perché ciò rovinerebbe lo spirito del calcio, ma aiutarlo nei momenti cruciali della partita. Riguardo alle attese della decisione, se l’arbitro decide di rivedere l’episodio al monitor, mediamente servono 68 secondi, se, invece, c’è solo una revisione 35 secondi. Un tempo ragionevole per decidere momenti fondamentali di un match.

I costi della VAR e della Goal Line Technology
Oltre alla VAR non bisogna dimenticare che la tecnologia nel mondo del calcio era stata già implementata con la Goal-Line Technology, introdotta per la prima volta nei mondiali di calcio del 2012 e in Serie A nella stagione 2015-2016. Una novità tecnologica che ha posto fine ai casi di “goal fantasma” con grande successo.

Il suo costo di installazione, almeno in Italia, ammonta a circa 250 mila euro a stadio, cifre notevolmente più ridotte rispetto alla cabina VAR e alle dieci telecamere installate che, invece, si aggira a 1,5 milioni di euro a stadio. Costi che, secondo il presidente della Lazio e co-patron della Salernitana Claudio Lotito, sono difficili da affrontare in Serie B, dove, invece, è più probabile l’inserimento della sola Goal-Line Technology.

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