Borsa Italiana: migliori e peggiori del Ftse Mib a dicembre 2020

Luca Fiore

31 Dicembre 2020 - 17:38

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Dicembre 2020 si è chiuso in positivo per il nostro Ftse Mib. Da un lato troviamo le performance delle azioni Moncler e dei titoli della galassia Agnelli, dall’altro il tonfo registrato da UniCredit.

Borsa Italiana: migliori e peggiori del Ftse Mib a dicembre 2020

In rialzo di mezzo punto percentuale nell’ultima settimana, il Ftse Mib ha terminato il mese di dicembre con un incremento dell’1,2%.

Nonostante non sia confrontabile con il +23,7% messo a segno a novembre grazie al risultato delle elezioni USA e agli annunci dei vaccini, nell’ultimo mese dell’anno il paniere principale di Piazza Affari ha segnato un andamento positivo in scia di due eventi già in parte prezzati:

  • il via libera al piano di stimoli negli Stati Uniti;
  • l’accordo per regolare parte dei rapporti tra Unione Europea e Regno Unito nel contesto post-Brexit.

Ftse Mib: le top performance a dicembre 2020

La palma di titolo che ha fatto registrare l’andamento migliore è appannaggio delle azioni Moncler, salite nell’ultimo mese del 2020 di oltre 20 punti percentuali (+21,78%). A spingere in maniera decisiva i corsi della società italiana è stato l’annuncio dell’operazione di acquisizione di Stone Island.

L’acquisizione è stata valutata dagli analisti di Equita “strategicamente opportuna” in quanto offre a Moncler “l`opportunità di accompagnare Stone Island in un processo di ampliamento geografico (oggi 80% del fatturato in Europa) e di rafforzamento della distribuzione diretta (oggi 78% del fatturato è wholesale) e del digitale, facendo leva su un marchio con un posizionamento forte e distintivo”.

Ultimo mese dell’anno decisamente positivo per il terzetto formato da Fiat Chrysler, CNH Industrial ed Exor, in aumento rispettivamente dell’11,43, dell’11,78 e del 13,17 per cento.

Con il Brent che a dicembre ha messo a segno un +6,6%, Saipem ha guadagnato l’8,1%, Eni è salita dell’1,73% e Tenaris ha visto il suo valore crescere di un punto percentuale tondo.

Ftse Mib: le performance peggiori a dicembre 2020

In un comparto bancario generalmente poco mosso (+0,37% di BPER, parità di Mediobanca e -1,02% di Intesa Sanpaolo), spicca il tonfo di UniCredit che, con un -12,2% ha fatto registrare l’andamento peggiore del paniere delle blue chip.

In attesa di conoscere il futuro dell’operazione MPS, a scuotere il titolo è stata la notizia dell’addio, ad aprile 2021, del Ceo Jean Pierre Mustier.

“Nel corso degli ultimi mesi –ha commentato il manager- è emerso che la strategia del Piano Team 23 e i suoi pilastri fondanti non sono più in linea con l’attuale visione del Consiglio di Amministrazione. Di conseguenza ho preso la decisione di lasciare il Gruppo alla fine del mio mandato ad aprile 2021, in modo da consentire al Consiglio di definire la strategia futura”.

In rosso anche Inwit (-8,02%), STMicroelectronics(-7,62%) e Telecom Italia (-4,21%). La vicenda Aspi ha continuato a pesare su Atlantia (-4,07%) mentre nel comparto delle aziende di pubblica utilità Hera, Italgas ed Enel hanno rispettivamente lasciato sul campo il 3,81, il 3,66 e l’1,53%.

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