Il test dei conti del primo trimestre è arrivato anche per Intesa SanPaolo, la banca numero uno in Italia guidata da Carlo Messina.
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Intesa SanPaolo ha annunciato i conti relativi al primo trimestre del 2026, confermando la guidance per l’intero anno.
La banca italiana guidata dal CEO Carlo Messina ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con un utile netto in rialzo del 5,6% a 2.761 milioni di euro, rispetto ai 2.615 milioni del primo trimestre 2025 e con un risultato corrente lordo in crescita del 9,7% su base annua.
Trend negativo tuttavia per le azioni Intesa SanPaolo, quotate sul Ftse Mib della Borsa di Milano (occhio allo scenario migliore e a quello peggiore stilato dagli analisti).
Trimestrale Intesa SanPaolo. Il trend dei ricavi, degli interessi netti, delle commissioni
Tornando ai numeri di Intesa SanPaolo, il risultato della gestione operativa è salito nel primo trimestre del 2026 del 9%, mentre i ricavi, ovvero i proventi operativi netti, sono aumentati del 5,3% su base annua a 7.154 milioni di euro (+4,6% su base trimestrale), sulla scia di un rialzo delle commissioni nette su base annua pari a +3,1% e di una crescita del 3% del risultato dell’attività assicurativa.
A incidere sui ricavi anche il forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e il rialzo pari a +0,1% per gli interessi netti.
Per la precisione, gli interessi netti sono ammontati a 3.636 milioni di euro, in calo dell’1,3% su base trimestrale e in aumento dello 0,1% su base annua.
Le commissioni nette si sono attestate a 2.515 milioni di euro, in rialzo su base annua, ma in diminuzione del 5,3% su base trimestrale.
I costi operativi sono scesi dello 0,7%, a conferma dell’“elevata efficienza” della banca, evidenziata da “ un cost/income al 35,9%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee”.
Il costo del rischio annualizzato si è attestato a 16 centesimi di punto, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro.
Riguardo alla qualità del credito, Intesa SanPaolo ha annunciato che, alla fine del trimestre, l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è stata pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo.
Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’1,5% al lordo.
L’istituto ha precisato che l’esposizione verso la Russia è scesa ulteriormente, in calo oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) dalla fine di giugno 2022, pari allo 0,05% dei crediti alla clientela complessivi del gruppo.
I crediti alla clientela della controllata russa sono ora vicini allo zero e i crediti alla clientela cross border verso la Russia sono in larga parte in bonis e classificati a Stage 2.
Occhio inoltre agli elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati, con una copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,5% e una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 68,6%.
Intesa ha presentato un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,4% a fine marzo.
La patrimonializzazione è stata definita “ molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi”.
A segnalarlo il CET1 che, al 31 marzo 2026 e deducendo dal capitale 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata nel primo trimestre 2026 e 2,3 miliardi di buyback da avviare a luglio 2026, è risultato pari al 13%.
Il CET1 è stato inoltre del 13,9% considerando gli oltre 80 centesimi di punto di beneficio incassati con l’assorbimento delle imposte differite attive (DTA).
Battuto ampiamente il requisito SREP, pari al 9,96%.
Intesa SanPaolo conferma guidance 2026, fari su dividendi e buyback
Per il 2026 Intesa SanPaolo ha confermato la guidance di un utile netto a circa 10 miliardi di euro, considerando i seguenti elementi:
- Crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi netti in aumento anche grazie all’hedging sulle poste a vista e alla crescita dei volumi.
- Costi stabili.
- Significativa riduzione degli accantonamenti.
- Aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.
Lato dividendi, la banca ha detto di stimare una forte distribuzione di valore con un payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.
Intesa SanPaolo ha rimarcato il significativo ritorno agli azionisti sotto forma di dividendi cash, pari a 2,6 miliardi, maturata nel trimestre, di cui 2,1 miliardi come dividendi, che si aggiungono al saldo dividendi 2025 di 3,3 miliardi da pagare a maggio 2026.
Attesa anche per il buyback da 2,3 miliardi, che sarà lanciato a luglio del 2026 (leggi Dividendi a Piazza Affari a maggio, raffica di cedole in arrivo in questa data X)
La pubblicazione dei conti di Intesa segue quella delle altre banche italiane UniCredit; Banco BPM e BPER, che hanno rinfocolato le scommesse su un nuovo capitolo della stagione di risiko bancario.
Attesa anche per gli utili di MPS (focus sulle previsioni): attenti alla data spostata, indicata nel calendario aggiornato delle trimestrali.
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