Focus sulle azioni BPER dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre del 2026. Processo integrazione con POP Sondrio si è concluso.
BPER ha annunciato i conti del primo trimestre 2026, ricordando che il Gruppo Banca Popolare di Sondrio è stato consolidato nel suo conto economico con decorrenza dal 1° luglio 2025, a seguito del successo dell’OPAS.
La banca italiana guidata dall’AD Gianni Franco Papa ha reso noto, contestualmente con la diffusione dei conti, che il processo di integrazione con la Pop di Sondrio si è concluso. Papa ha preso poi la parola in conference call, lanciando un segnale di M&A in un momento in cui Piazza Affari sta tornando a scommettere su nuove possibili operazioni di risiko, complici anche le parole rilasciate dal CEO di UniCredit, Andrea Orcel, nel commentare i conti della banca, e le dichiarazioni dell’AD di Banco BPM.
“L’attività principale ora è integrare completamente la Banca Popolare di Sondrio, ma mai dire mai. Vediamo cosa succede e vedremo cosa fare”, ha risposto così Papa a chi lo ha interpellato su possibili dossier di M&A, tagliando poi corto: “Monitoriamo il mercato”.
Occhio alle azioni BPER, scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari. Il titolo non accoglie positivamente la diffusione dei conti, perdendo più del 2%, e scendendo a quota 12,86 euro circa.
BPER, tutto su utile netto, ricavi, dividendi. La forza del margine di interesse
Il nuovo gruppo risultante dalla fusione delle due banche ha riportato nel primo trimestre del 2026 un utile netto, comprensivo di imposte per €302,6 milioni, pari a €549 milioni, e ricavi operativi netti a € 1.774,1 milioni.
I ricavi core, pari a €1.768,4 milioni, sono stati sostenuti dal margine di interesse, ammontato a €1.087,5 milioni, e dalle commissioni nette di €680,9 milioni.
BPER ha messo in evidenza in particolare la solidità del margine di interesse, sottolineando che rispetto al quarto trimestre 2025, la variazione trimestrale della dinamica commerciale è stata positiva per €13,3 milioni al netto dell’effetto calendario negativo pari a €20,9 milioni.
L’impatto dell’evoluzione dei tassi di interesse ha contribuito positivamente per €17,5 milioni, mentre la dinamica commerciale dei volumi ha determinato un effetto negativo pari a €4,2 milioni su base trimestrale.
Il contributo della componente non commerciale è stato pari a -€15,8 milioni su base trimestrale.
I dividendi incassati sono ammontati a €12,5 milioni, mentre gli oneri operativi sono stati di €799,9 milioni, con cost/income ratio al 45,1% .
Il costo del credito annualizzato si è attestato a 27 p.b. con rettifiche di valore su attività al costo ammortizzato riferite ai finanziamenti verso clientela pari a €85,6 milioni.
Il Common Equity Tier 1 (CET1) ratio è stato pari a 14,9%, il Tier 1 ratio al 17,2 % e il Total Capital ratio al 19,1%.
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Utili BPER, il commento dell’AD Papa su integrazione con Banca Popolare di Sondrio
Così l’AD Gianni Franco Papa:
“Grazie al completamento dell’integrazione di Banca Popolare di Sondrio, possiamo oggi far leva su un modello industriale ancora più distintivo e su una maggiore forza e solidità data dalle nuove dimensioni e
dalla più ampia base di risorse di capitale. Questo assetto assume ulteriore valore alla luce della complessità e dell’incertezza del contesto macroeconomico e geopolitico in cui operiamo, che ci vede impegnati ad assicurare costante supporto ai clienti - privati, famiglie e imprese - anche in questi momenti delicati e complessi. Trimestre dopo trimestre, i risultati dimostrano l’efficacia del nostro modello e ci stimolano a proseguire in questa direzione, ancora più determinati e forti, insieme alle nuove colleghe e ai nuovi colleghi.”
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Il commento di Barclays sui pro e i contro. Analisti fiduciosi, fino a dove possono balzare le azioni BPER
Nel commentare i conti di BPER, gli analisti di Barclays hanno fatto notare che l’utile netto di 519 milioni è stato inferiore dell’1% rispetto alle loro previsioni, battendo comunque le stime del consensus del 2%, così come il margine di interesse NII si è attestato a un livello più basso dell’1% delle loro previsioni (in linea invece con il consensus).
Le commissioni hanno battuto l’outlook di Barclays del 3% e quelle del consensus del 2%.
Meglio delle attese anche gli LLPs (accantonamenti per far fronte a perdite future sui crediti) che, pari a 85 milioni di euro, rispetto ai 95 milioni di euro stimati, hanno consentito al costo del rischio (CoR) di attestarsi a 24 punti base.
Barclays ha messo in evidenza che l’utile operativo prima degli accantonamenti su crediti deteriorati e prima delle svalutazioni/rischi è stato inferiore del 2% rispetto al consensus, sulla scia di una perdita di trading di -29 milioni di euro, dovuta principalmente al mark-to-market dei TRS e ad altri effetti di mercato (circa -75 milioni di euro in totale).
Ma, “a nostro avviso, gran parte di questi effetti si è già ampiamente riassorbita con il rimbalzo dei mercati successivo al 31 marzo”.
Detto questo, “l’introduzione di una certa volatilità nel conto economico (P&L) potrebbe influenzare leggermente il sentiment degli investitori”.
Ribadito in ogni caso l’andamento dei costi, che è “solido”, continuando a “rappresentare il principale elemento positivo per BPER”. Il coefficiente CET1 è stato definito “robusto, al 14,87%”.
Per Barclays, che ha un rating “Overweight” sulle azioni della banca italiana, con target price pari a 14,30 euro, “il punto chiave da discutere con il management sono i volumi, dato che nel primo trimestre (Q1) la crescita dei prestiti alla clientela ha rallentato e i depositi sono diminuiti. Sarà quindi interessante capire come si prevede evolveranno i volumi nel corso dell’anno”.
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