Azioni Banco BPM in evidenza dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre del 2026. Le frasi sui dividendi e sulle ambizioni di M&A.
Azioni Banco BPM sotto i riflettori dopo la pubblicazione dei conti relativi al primo trimestre del 2026, che hanno messo in evidenza una crescita dell’utile netto su base trimestrale pari a +15%, ma in calo del 6,1% su base annua, a € 480 milioni.
L’utile netto della banca italiana guidata dal CEO Giuseppe Castagna ha battuto le attese del 7%, confermandosi in linea con i target del piano.
Riguardo ai dividendi, Banco BPM ha confermato “la fiducia nella capacità di distribuire un dividendo per azione di 1 euro anche nel 2026, con un dividend yield pari all’8,6% ”.
Sui possibili nuovi ed eventuali passi di Banco BPM, nella conference call seguita alla pubblicazione dei conti l’AD Castagna ha sottolineato che Piazza Meda è pronta a imbarcarsi in eventuali operazioni di M&A, sottolineando che “siamo nella posizione migliore per cogliere le potenziali opportunità derivanti da un ulteriore consolidamento del mercato” e che “stiamo valutando ogni tipo di opportunità, grande o piccola, in termini di banche, di altre fabbriche prodotto o di distributori dei nostri prodotti ”.
Il CEO ha citato quanto avvenuto nel corso del 2025, ricordando sia la conquista si Anima da parte dello stesso Banco che le nozze tra MPS e Mediobanca e quelle tra BPER e la Popolare di Sondrio.
Ma il risiko bancario secondo il manager non è certo giunto al capolinea.
Ora, ha detto Castagna, “potrebbe esserci spazio per altro” e BPM “ha molte piccole operazioni di consolidamento potenzialmente da realizzare”.
In poche parole, “ c’è ancora molto da fare ”.
Tornando al bilancio di BPM, in evidenza i parametri della redditività, a livelli che l’istituto ha definito “di assoluta eccellenza”, con il ROTE al 20% e il ROE al 15%, così come l’ulteriore miglioramento della performance operativa, con l’utile lordo dell’operatività corrente pari a € 777 milioni (+26% su base trimestrale, +2% su base annua), grazie alla crescita dei proventi operativi (€ 1.530 milioni, +4% t/t e a/a), trainata in particolare dall’incremento delle commissioni.
L’utile netto è salito inoltre su base trimestrale, per l’appunto, a €480 milioni, nonostante la maggiore incidenza fiscale, che si è attestata a circa 20 milioni di euro nel trimestre).
Banco BPM ha messo in luce soprattutto i ricavi di elevata qualità e sempre più diversificati, sostenuti soprattutto dalle commissioni, a conferma dell’efficacia del modello di fabbriche prodotto.
Di fatto le commissioni nette sono balzate al livello record, pari a € 708 milioni (+3% t/t), riportando il miglior risultato raggiunto dall’integrazione di Anima.
A far salire le commissioni i prodotti di investimento, che sono saliti su base trimestrale dell’8% a € 377 milioni, e che hanno rappresentato il 53% del totale dei proventi complessivi, battendo il target di piano 2027 (>50%).
Nel complesso, il contributo delle principali fabbriche prodotto ai ricavi di gruppo - che include le commissioni nette, il risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto e il risultato dell’attività assicurativa riferiti alle fabbriche prodotto (bancassurance, risparmio gestito, monetica e credito al consumo) - è aumentato a € 406 milioni nel 1° trimestre 2026 (rispetto ai €386 milioni del primo trimestre 2025 su base proforma), e oltre alla media trimestrale del target per il 2026 di circa € 400 milioni.
Sempre guardando ai ricavi, il margine di interesse si è attestato a € 751,4 milioni rispetto a € 816,9 milioni del primo trimestre 2025 (segnando un calo dell’8%) e a € 767,5 milioni del quarto trimestre 2025 (-2,1%).
(in fase di scrittura)
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