Azioni Banco BPM sotto i riflettori post utili. Cosa succede ai dividendi, mentre Castagna scalda scommesse su risiko

Laura Naka Antonelli

06/05/2026

Azioni Banco BPM in evidenza dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre del 2026. Le frasi sui dividendi e sulle ambizioni di M&A.

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Azioni Banco BPM sotto i riflettori dopo la pubblicazione dei conti relativi al primo trimestre del 2026, che hanno messo in evidenza una crescita dell’utile netto su base trimestrale pari a +15%, ma in calo del 6,1% su base annua, a € 480 milioni.

L’utile netto della banca italiana guidata dal CEO Giuseppe Castagna ha battuto le attese del 7%, confermandosi in linea con i target del piano.

Riguardo ai dividendi, Banco BPM ha confermato “la fiducia nella capacità di distribuire un dividendo per azione di 1 euro anche nel 2026, con un dividend yield pari all’8,6% ”.

Quotate sul Ftse Mib le azioni BPM, osservate speciali soprattutto dopo i rumor relative alle prossime mosse di MPS, balzano de 3,58%, a quota 12,745 euro, in una sessione in cui a scattare sono anche le azioni di altre banche italiane. Ieri ad alzare il velo sui conti è stata UniCredit, che ha riportato sotto i riflettori le scommesse su nuove operazioni di M&A.

Banco BPM, Castagna post utili: stiamo valutando ogni tipo di opportunità, grande o piccola

Sulle possibili future mosse di Banco BPM, nella conference call seguita alla pubblicazione dei conti, l’AD Castagna ha sottolineato che Piazza Meda è pronta a imbarcarsi in eventuali operazioni di M&A, sottolineando che “ siamo nella posizione migliore per cogliere le potenziali opportunità derivanti da un ulteriore consolidamento del mercato” e che “stiamo valutando ogni tipo di opportunità, grande o piccola, in termini di banche, di altre fabbriche prodotto o di distributori dei nostri prodotti ”.

Il CEO ha citato quanto avvenuto nel corso del 2025, ricordando sia la conquista di Anima da parte dello stesso Banco che le nozze tra MPS e Mediobanca e quelle tra BPER e la Popolare di Sondrio.

Ma il risiko bancario non è certo giunto al capolinea.

Ora, ha detto Castagna, “potrebbe esserci spazio per altro” e BPM “ha molte piccole operazioni di consolidamento potenzialmente da realizzare”.

In poche parole, “ c’è ancora molto da fare ”.

Utili Banco BPM resistono a maggiore incidenza fiscale, record per le commissioni nette

Tornando al bilancio di BPM, in evidenza i parametri della redditività, a livelli che l’istituto ha definito “di assoluta eccellenza”, con il ROTE al 20% e il ROE al 15%.

Ulteriore il miglioramento della performance operativa, con l’utile lordo dell’operatività corrente pari a € 777 milioni (+26% t/t, +2% a/a), grazie alla crescita dei proventi operativi (€ 1.530 milioni, +4% t/t e a/a), trainata in particolare dall’incremento delle commissioni.

L’utile netto è salito inoltre su base trimestrale, per l’appunto, a €480 milioni, nonostante la maggiore incidenza fiscale, che si è attestata a circa 20 milioni nel trimestre).

Banco BPM ha messo in luce soprattutto i ricavi di elevata qualità e sempre più diversificati, sostenuti soprattutto dalle commissioni, a conferma dell’efficacia del modello di fabbriche prodotto.

Nel complesso i proventi operativi sono saliti del 4% sia su base trimestrale che annua, a €1,530 miliardi, supportati dalle commissioni nette, balzate al livello record di €708 milioni (+3% t/t), miglior risultato raggiunto dall’integrazione di Anima.

A far salire le commissioni i prodotti di investimento, cresciuti su base trimestrale dell’8% a €377 milioni, che hanno rappresentato il 53% del totale dei proventi complessivi, battendo il target di piano 2027 (>50%).

Aumentato il contributo delle fabbriche prodotto ai ricavi del Banco

Nel complesso, il contributo delle principali fabbriche prodotto ai ricavi di gruppo - che include le commissioni nette, il risultato delle partecipazioni valutate a patrimonio netto e il risultato dell’attività assicurativa riferiti alle fabbriche prodotto (bancassurance, risparmio gestito, monetica e credito al consumo) - è aumentato a €406 milioni nel 1° trimestre 2026 (rispetto ai €386 milioni del primo trimestre 2025 su base proforma), oltre alla media trimestrale del target per il 2026 di circa € 400 milioni.

Sempre guardando ai ricavi, il margine di interesse si è attestato a € 751,4 milioni rispetto agli €816,9 milioni del primo trimestre 2025 (in calo dell’8%) e a € 767,5 milioni del quarto trimestre 2025 (-2,1%).

Riguardo alla solidità del capitale di BPM, il CET 1 ratio è stato pari al 13,59%, molto al di sopra della soglia minima del piano, pari al 13%.

Il Buffer MDA si è confermato superiore inoltre a 400 punti base, anche in questo caso ben oltre la soglia minima del piano, pari a 350 punti base.

Sulla qualità del credito, lo stock crediti deteriorati netti è ammontato a € 1,1 miliardi, in calo del 6,1% rispetto a fine 2025 e in ribasso del 25,1% su base annua. Il costo del rischio si è attestato a livelli minimi, pari a 32 punti base su base annualizzata, e in miglioramento rispetto ai 40 punti del 2025.

Infine, la liquidità di BPM è stata pari a €51,7 miliardi (cassa + depositi presso BCE+ attivi liberi), con l’indice LCR al 141%.