Il CEO di UniCredit Andrea Orcel parla dopo la diffusione dei conti, spiegando cosa intende fare con Generali e indicando le possibile mire di M&A in Italia.
Azioni UniCredit accelerano al rialzo dopo le dichiarazioni rilasciate dal CEO Andrea Orcel, a seguito della pubblicazione della trimestrale record, che ha consentito alla banca di rivedere al rialzo la guidance per il 2026.
I titoli UniCredit, scambiati sul Ftse Mib di Piazza Affari, segnano un rally superiore a +5%.
Oltre che ai conti record e migliori delle previsioni, il mercato riflette anche sulle parole di Orcel, in un momento in cui, dopo il flop dell’OPS promossa alla fine del 2024 su Banco BPM, saltata in aria nell’estate del 2025, ci si chiede se Piazza Gae Aulenti abbia ancora mire M&A in Italia.
Il banchiere romano ha commentato anche la recente mossa con cui è salito in modo significativo nel capitale di Generali.
Occhio anche all’altro grande dossier aperto, ovvero all’OPS lanciata sulla seconda banca tedesca Commerzbank che, ha annunciato UniCredit, ha preso il via oggi, dopo che l’assemblea straordinaria degli azionisti ha dato ieri la sua approvazione all’oaumento di capitale volto a finanziare l’operazione. Orcel ha confermato l’inizio dell’offerta: “L’offerta su Commerzbank prende ufficialmente il via oggi e rimarrà aperta per sei settimane ”, con il periodo di adesione che terminerà il 16 giugno.
Le azioni UniCredit, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, sono le grandi protagoniste della sessione odierna, con un balzo che contagia i titoli delle altre banche italiane, pronte anch’esse ad annunciare i conti (occhio alle date clou presenti nel calendario delle trimestrali delle Big scambiate sul Ftse Mib).
In dirittura d’arrivo i bilanci di Banco BPM, banca tornata alla ribalta con i continui rumor su un possibile asse con MPS-Monte dei Paschi di Siena, così come le trimestrali di BPER, MPS e Intesa SanPaolo.
Sotto i riflettori le previsioni per i conti di Banco BPM e quelli di MPS e, in generale, per le trimestrali delle principali banche italiane.
UniCredit, Orcel spiega la mossa su Generali
Tornando a UniCredit e alle dichiarazioni rilasciate dal CEO Andrea Orcel, il banchiere ha cercato di stemperare le scommesse su ulteriori mosse per conquistare Generali, sottolineando che “non vi è alcun piano di superare” il 10% del Leone, in quanto quello di UniCredit è “ un investimento finanziario ”.
Il CEO lo ha puntualizzato in un’intervista rilasciata a Class CNBC, facendo inoltre una distinzione, laddove ha sottolineato che, se è vero che la partecipazione in Generali si aggira attorno al 9% in termini di diritti di voto, “abbiamo un’esposizione economica significativamente inferiore al 2%, quindi da un punto di vista economico la nostra esposizione è contenuta”.
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Generali a parte, su cui non ha particolari ambizioni, Orcel per caso vuole ributtarsi nel risiko in Italia, puntando a conquistare una banca italiana?
Il manager ha ricordato che UniCredit versa in “ un’ottima posizione ” per valutare occasioni di shopping in Italia, dunque per decidere se lanciare di nuovo (dopo quella fallita su Banco BPM), una operazione di M&A nel Paese, prendendo di mira un istituto italiano.
Di fatto, ha spiegato il banchiere, pur non frammentato come quello in Germania, il settore bancario italiano presenta elementi di dispersione, che renderebbero opportuno un processo di consolidamento, dunque una fusione tra altre banche.
Detto questo, Orcel come al solito non ha fretta di agire.
L’AD di Piazza Gae Aulenti ha ribadito di fatto la condizione sine qua non per lanciarsi nel risiko, ovvero per individuare una preda, sottolineando che “non ci muoveremo né andremo fino in fondo a meno che non superiamo il nostro costo del capitale proprio di un certo margine ”.
Insomma, “siamo in una posizione migliore per osservare ciò che sta accadendo e intervenire se e quando ci sarà l’opportunità di farlo ”.
Questo significa che, se UniCredit rinunciasse all’Italia, lo farebbe in modo volontario, ovvero nel caso in cui “ i rendimenti non fossero all’altezza del nostro costo del capitale proprio o se ciò (una eventuale operazione di M&A) distruggesse valore per gli azionisti” .
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