Pubblicati i conti del colosso assicurativo italiano Generali. Ribaditi i target del piano. Buy sulle azioni, ma c’è chi rimane pessimista.
Azioni Generali positive dopo la pubblicazione della trimestrale da parte del Leone di Trieste e le dichiarazioni arrivate dai vertici.
In una seduta che vede il Ftse Mib di Piazza Affari sotto pressione, i titoli salgono del 2% circa, confermandosi tra i migliori dell’indice.
Azioni Generali bene dopo la trimestrale, ma occhio al target price che implica calo -25%
Occhio tuttavia al giudizio ancora negativo che arriva dagli analisti di Barclays che, pur riconoscendo la solidità dei conti di Generali, hanno reiterato il rating underweight sulle azioni, a fronte di un rating neutral riconosciuto al comparto assicurativo europeo.
Barclays ha inoltre un target price sui titoli Generali (scambiati sul Ftse Mib di Piazza Affari) di 28,50 euro, che implica un sensibile calo rispetto a valori attuali.
“Prevediamo una reazione positiva contenuta ai conti, ma è difficile che ci siano revisioni del consensus significative nei prossimi anni”, si legge nella nota di Barclays, che, considerando il target price di 28,50 euro, intravede un margine di ribasso per le azioni del Leone del 25% circa.
Decisamente meno pessimista Equita, che ha una view neutrale, con target a 36 euro, livello comunque inferiore rispetto al valore a cui le azioni Generali viaggiano, a 38,40 euro circa.
Utili, raccolta netta, premi, capitale. I numeri del Leone
Tornando alla trimestrale, Generali ha incassato nel primo trimestre del 2026 un utile netto su base ajusted pari a 1,266 miliardi, in rialzo del 5% su base annua, battendo le attese del consensus (1,111 miliardi).
L’utile include oneri fiscali per €623 milioni, di cui circa €50 milioni relativi a una componente one-off in Francia che ha incrementato di circa 2,5 punti percentuali l’aliquota complessiva nel corso del primo trimestre.
Escludendo tale componente, la crescita dell’utile netto normalizzato sarebbe stata pari al +9,3%.
L’utile netto si è attestato a € 1,169 miliardi (€ 1,195 miliardi nel primo trimestre del 2025), “riflettendo l’andamento dei mercati finanziari sugli investimenti valutati al fair value a conto economico, oltre al già citato effetto fiscale”.
Bene anche l’utile operativo, ammontato a €2,235 miliardi (+8% YoY), meglio dei €2,043 miliardi attesi.
Nel ramo vita, l’utile operativo si è attestato a €1,090 miliardi, balzando del 10% su base annua, mentre nel ramo danni la performance è stata di un rialzo dell’1% a €1,041 miliardi.
I premi lordi sono saliti a €28,2 miliardi (+6,8%), trainati dal Vita (+7,5%) e dal Danni (+5,8%) e forte è stata la crescita dell’Asset & Wealth Management (+15,5%), sostenuta sia dall’asset management sia da Banca Generali.
In rialzo il Combined Ratio di Generali, salito al 90,5% (+0,8 p.p.), mentre il Combined Ratio non attualizzato è aumentato al 93,1% (+1,1 p.p.): entrambi i ratio sono stati comunque impattati dagli eventi catastrofali.
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Il commento di Equita
Equita ha commentato i conti, facendo notare che i risultati di Generali hanno battuto le loro stime del 3%/2% in termini di utile operativo/utile netto adjusted, confermandosi inoltre migliori rispettivamente del 9%/14% rispetto alle attese del consensus.
La SIM ha messo in evidenza altri aspetti emersi dal bilancio, come il punto di forza della raccolta netta, nonostante la volatilità dei mercati che ha caratterizzato il mese di marzo.
La raccolta netta è ammontata infatti a €4,3 miliardi, balzando del 49% su base annua, con la raccolta netta Vita in aumento a €4,3 miliardi, grazie al contributo di tutte le linee di business.
Equita ha segnalato poi che i risultati della divisione P&C (Property & Casualty - assicurazioni danni) sono stati lievemente deludenti rispetto alle sue attese, ma comunque migliori di quelle del mercato di ben il 9%.
Menzionato l’utile operativo dei servizi assicurativi inferiore alle stime (€854 milioni, rispetto ai €925 milioni attesi), tuttavia “parzialmente compensato da una più alta contribuzione degli investimenti (€188mn vs €171mn stimati)”. I premi assicurativi a €11 miliardi, in linea con le attese, sono saliti inoltre del 6% su base annua.
Ancora, Equita ha evidenziato che la divisione A&WM (Asset & Wealth Management) ha riportato un utile operativo migliore delle attese, con AUM (asset gestiti) per €717 miliardi, in crescita rispetto a €712 miliardi del 2025, di cui AUM di terze parti a €277bn (€273 miliardi nel 2025), “con l’impatto negativo da effetto mercato compensato dall’impatto positivo dei tassi di cambio e da flussi netti positivi (flussi netti terze parti €1,4 miliardi)”.
A livello di capitale, il SII è risultato in leggero calo di 7p.p. su base trimestrale, al 212%, rispetto al 218% atteso.
Nel corso della conference call successiva alla pubblicazione dei conti, il direttore finanziario di Generali Cristiano Borean ha comunque sottolineato che allo scorso 15 maggio la Solvency ratio del gruppo è risalita al 214% grazie al lieve miglioramento dei mercati e nonostante un effetto tecnico, circa mezzo punto percentuale, legato al downgrade del Belgio.
Le frasi del CFO Borean sul piano e su UniCredit
Sempre Borean ha reiterato che Generali ha confermato i target del piano, che rimarranno in essere anche “ in scenari geopolitici estremi ”.
Il CFO ha risposto inoltre a una domanda sulla possibilità di rafforzare la partnership commerciale con UniCredit, sottolineando che al momento Generali è pienamente focalizzata “a eseguire il nostro piano industriale”, cosa che sta facendo con “successo”.
Borean ha poi aggiunto:
“Come ha dichiarato il nostro CEO Donnet, valutiamo sempre tutte le opportunità rilevanti che possono accelerare la crescita e per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti”.
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