Assegno unico, per le famiglie obbligo di pagamento delle addizionali: redditi bassi penalizzati?

Antonio Cosenza

11/04/2021

20/04/2021 - 17:23

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Assegno unico figli: con l’addio alle detrazioni per figli a carico torna il pagamento delle addizionali. Serve trovare una soluzione per non penalizzare le famiglie.

Assegno unico, per le famiglie obbligo di pagamento delle addizionali: redditi bassi penalizzati?

L’assegno unico familiare entrerà in vigore dal 1° luglio: non manca molto quindi, e il Governo dovrà approfittare di queste settimane per mettere a punto i decreti attuativi con i quali questa misura diventerà operativa.

E non sarà semplice poiché le insidie sono molte: nelle intenzioni del Governo, infatti, nessuno dovrà essere penalizzato dal passaggio tra le attuali misure di sostegno (in totale se ne contano sei) all’assegno unico. Ma non sarà semplice effettuare un’equa distribuzione delle risorse a disposizione (20 miliardi se si considera anche lo stanziamento con l’ultima Legge di Bilancio) senza scontentare nessuno.

A tal proposito, nelle ultime ore è emersa un’ulteriore difficoltà: istituendo l’assegno unico - che ricordiamo dovrebbe avere un valore fino a 250 euro mensili con maggiorazioni a seconda dei casi - si rischia di far pagare le addizionali Irpef a molti più nuclei familiari rispetto a quanto avviene oggi; vediamo perché.

L’assegno unico comporterà il pagamento delle addizionali Irpef: chi sarà svantaggiato

Facciamo chiarezza sul problema: oggi i nuclei familiari numerosi con reddito basso riescono ad “azzerare” quanto dovuto a titolo di addizionali Irpef (quindi regionale e comunale) grazie alle detrazioni per i figli a carico (che verranno “assorbite” dal nuovo assegno unico, mentre quelle per il coniuge rimarranno).

Togliendo le detrazioni per i figli a carico, quindi, le addizionali Irpef torneranno ad essere dovute: bisognerà fare in modo, quindi, che l’assegno unico compensi questa novità, la quale costerà alcune centinaia di euro l’anno alle famiglie (per la soddisfazione dei bilanci degli enti locali). Non sarà semplice e se non si troverà un sistema si rischia di penalizzare quei nuclei familiari che hanno un reddito complessivo tra i 14 e i 20 mila euro.

Nessun cambiamento, invece, per gli incapienti, ossia per i lavoratori dipendenti con un guadagno inferiore agli 8.145,00 euro l’anno: questi continueranno a non pagare le addizionali Irpef.

Addio alle detrazioni a carico per i figli: le famiglie più svantaggiate

Per capire quali sono le famiglie più svantaggiate dall’addio delle detrazioni a carico per i figli possiamo fare alcuni esempi. Come spiegato dal Messaggero, oggi un lavoratore dipendente con coniuge e tre figli a carico (di cui due minori) versa zero euro di Irpef e addizionali: con l’addio alle detrazioni a carico, questo si troverà a versare 526 euro a Regione e Comune a titolo di addizionali, più 2.771 euro di Irpef. Una somma complessiva di 3.297 euro che dovrà per forza essere compensata dall’assegno unico: in questo caso, quindi, molto dipenderà dalle maggiorazioni poiché di base - nella migliore delle ipotesi - il nucleo familiare potrà contare su un assegno da 250 euro che moltiplicato per dodici mensilità fa 3.000 euro.

Un altro esempio è quello di una famiglia con due lavoratori dipendenti, con un reddito complessivo da 18 mila euro, e 4 figli, di cui uno disabile e un altro con meno di tre anni. Questo oggi riesce ad avere un debito Irpef pari a zero, mentre con senza detrazioni per figli a carico solo di addizionali dovranno corrispondere 947 euro l’anno, più 5.662 euro di Irpef.

Anche in questo caso saranno importanti le maggiorazioni riconosciute con l’assegno unico: saranno queste a fare in modo che il nucleo familiare non sarà svantaggiato dal passaggio a questo nuovo sistema. L’obiettivo è di farle andare almeno a pari, ma non sarà semplice con le risorse a disposizione.

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