Assegno unico figli disabili. Come funziona, calcolo, importi e detrazioni

Emanuele Di Baldo

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Assegno unico per figli a carico, tutte le regole ad hoc per i figli con disabilità: dal calcolo degli importi alle soglie per età, comprese le detrazioni e i bonus.

Assegno unico figli disabili. Come funziona, calcolo, importi e detrazioni

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Con l’introduzione dell’assegno unico per figli a carico sono state previste diverse tutele per i figli con disabilità, differenziando l’importo della misura a seconda dell’età del figlio e della gravità della disabilità.

Una tutela pensata per tenere conto delle maggiori esigenze che accompagnano la crescita e l’assistenza di un figlio con disabilità, le quali spesso si traducono anche in una spesa maggiore da parte delle famiglie.

Nel dettaglio, l’assegno unico figli disabili spetta senza limiti di età e, fino ai 21 anni, all’importo base si aggiunge una maggiorazione che nel 2026 va da 99,10€ a 122,30€ al mese: anche nella fascia più bassa si superano i 1.189,00€ annui. Dopo i 21 anni, inoltre, i genitori possono sommare all’assegno la detrazione IRPEF per figli a carico, alle condizioni previste dalla normativa fiscale.

Rispetto al debutto della misura nel 2022, le regole sono cambiate in modo sostanziale: dal 2023 i figli disabili maggiorenni ricevono lo stesso importo base dei minorenni, gli importi vengono rivalutati ogni anno in base all’inflazione e dal 2026 è in vigore un ISEE dedicato, più favorevole alle famiglie con figli.

Alla luce di ciò ecco una guida aggiornata all’assegno unico per figli a carico con disabilità, sia minorenni che maggiorenni, con tutte le informazioni su importi, maggiorazioni, esempi di calcolo, arretrati e detrazioni.

Assegno unico figli disabili: come funziona e a chi spetta

L’assegno unico e universale è il sostegno economico erogato dall’INPS alle famiglie con figli a carico, indipendentemente dal tipo di attività lavorativa svolta dai genitori. Dal 1° marzo 2022 ha sostituito, tra le altre prestazioni, gli assegni al nucleo familiare (ANF) per i nuclei con figli e le detrazioni per i figli di età inferiore a 21 anni.

La regola generale prevede che l’assegno spetti fino al compimento dei 21 anni. Per i figli con disabilità, invece, il decreto legislativo n. 230/2021 stabilisce che l’assegno spetti per ciascun figlio a carico senza limiti di età: il beneficio prosegue quindi anche dopo i 21 anni, a condizione che il figlio continui a risultare a carico.

La condizione di disabilità che rileva è quella definita ai fini ISEE dall’allegato 3 del DPCM n. 159/2013, che distingue tre livelli: disabilità media, disabilità grave e non autosufficienza. È proprio il livello riconosciuto a determinare l’importo della maggiorazione.

Il genitore che presenta la domanda deve inoltre possedere, per tutta la durata del beneficio, i requisiti generali previsti dalla normativa:

  • cittadinanza italiana o di uno Stato UE (o suo familiare titolare del diritto di soggiorno), oppure, per i cittadini extra UE, uno dei titoli di soggiorno indicati dalla legge, come il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo o il permesso unico di lavoro per un periodo superiore a sei mesi;
  • assoggettamento al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • residenza e domicilio in Italia;
  • residenza in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, oppure titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

L’elenco completo dei titoli di soggiorno ammessi e dei casi particolari è riportato nella scheda INPS dedicata alla prestazione.

Assegno unico per figli con disabilità: fino a che età e con quali regole

Come prima cosa è bene sottolineare che nel caso dell’assegno unico per figli con disabilità le agevolazioni, come pure le maggiorazioni dell’importo, variano a seconda dell’età del figlio.

Nel dettaglio, anche se il bonus spetta indipendentemente dall’età del figlio, bisogna distinguere tra:

  • assegno unico per figli minorenni con disabilità: sull’importo base della prestazione, variabile a seconda dell’ISEE, si applica una maggiorazione fissa che dipende dalla gravità della disabilità;
  • assegno unico per figli con disabilità, maggiorenni di età compresa tra i 18 e i 21 anni (non compiuti): dal 1° gennaio 2023 la legge di Bilancio 2023 (legge n. 197/2022) ha reso strutturale l’equiparazione ai minorenni, sia per l’importo base sia per la maggiorazione legata al grado di disabilità. Non si applica più, quindi, la maggiorazione fissa di 80,00€ prevista nella versione originaria del decreto;
  • assegno unico per figli con disabilità, maggiorenni di età pari o superiore a 21 anni: spetta lo stesso importo base dei minorenni, variabile a seconda dell’ISEE, ma senza maggiorazione per disabilità. In compenso, i genitori possono continuare a fruire delle detrazioni per figli a carico, cumulabili con l’assegno.

Detto questo, possiamo vedere quanto spetta, a seconda della fascia di età, per i figli a carico con disabilità.

Assegno unico figli disabili 2026: importi e maggiorazioni

Gli importi in vigore dal 1° gennaio 2026 sono stati fissati dall’INPS con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, che ha applicato la rivalutazione dell’1,4% a tutti i valori e alle soglie ISEE.

Importo base per figli con disabilità

Sull’assegno unico per figli a carico con disabilità si applicano le regole di calcolo previste per i figli minorenni, a prescindere dall’età. Questo significa che c’è un importo base che va da 203,80€ al mese, per ISEE fino a 17.468,51€, a 58,30€ al mese, per ISEE pari o superiore a 46.582,71€ o in assenza di ISEE.

La differenza rispetto agli altri figli maggiorenni è netta: per un figlio senza disabilità tra i 18 e i 20 anni l’importo base va da un massimo di 99,10€ a un minimo di 29,10€, mentre dopo i 21 anni l’assegno si interrompe.

Maggiorazioni per disabilità (figli fino a 21 anni)

Sull’importo così calcolato si applica poi una maggiorazione che non dipende dal reddito (non cambia dunque a seconda dell’ISEE) bensì dalla gravità della disabilità. Spetta ai figli minorenni e ai maggiorenni fino al compimento dei 21 anni.

Nel dettaglio, per il 2026:

  • 122,30€ al mese per i figli non autosufficienti (120,60€ nel 2025);
  • 110,60€ al mese per i figli con disabilità grave (109,10€ nel 2025);
  • 99,10€ al mese per i figli con disabilità media (97,70€ nel 2025).

Ne deriva che per un figlio con disabilità sotto i 21 anni l’assegno mensile va da un massimo di 326,10€ (non autosufficienza e ISEE fino a 17.468,51€) a un minimo di 157,40€ (disabilità media e ISEE oltre 46.582,71€ o assente). Dopo i 21 anni, invece, l’importo resta compreso tra 58,30€ e 203,80€.

Le altre maggiorazioni cumulabili

Alle maggiorazioni per disabilità si possono sommare quelle previste per tutti i nuclei, se ne ricorrono i requisiti:

  • fino a 34,90€ per ciascun figlio minore se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro (maggiorazione per il secondo percettore di reddito): non è automatica, richiede che sussistano le condizioni previste e si riduce al crescere dell’ISEE, fino ad azzerarsi oltre i 46.582,71€;
  • da 99,10€ a 17,40€ per ciascun figlio successivo al secondo, in base all’ISEE;
  • 23,30€ per ciascun figlio di madre con meno di 21 anni;
  • 150,00€ forfettari al mese per i nuclei con almeno quattro figli a carico;
  • +50% dell’importo per ogni figlio sotto l’anno di età e, nei nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71€, per ogni figlio tra uno e tre anni.

Calcolo dell’assegno unico per figli disabili: esempi pratici

Per capire quanto spetta in concreto, ecco alcuni esempi costruiti sulla tabella allegata alla circolare INPS n. 7/2026.

Figlio minorenne non autosufficiente, ISEE fino a 17.468,51€: 203,80€ di importo base più 122,30€ di maggiorazione, per un totale di 326,10€ al mese, pari a 3.913,20€ l’anno.

Due figli minorenni, di cui uno con disabilità grave, entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro e ISEE fino a 17.468,51€: 407,60€ di importo base (203,80€ per ciascun figlio), 110,60€ di maggiorazione per disabilità grave e 69,80€ per il secondo percettore di reddito (34,90€ per ciascun figlio minore). Il totale è di 588,00€ al mese.

Figlio di 19 anni con disabilità media, ISEE di 30.000,00€: 140,90€ di importo base più 99,10€ di maggiorazione, per un totale di 240,00€ al mese.

Figlio con disabilità di 25 anni, ISEE di 25.000,00€: spetta il solo importo base di 165,90€ al mese, senza maggiorazione, a cui si aggiunge la detrazione IRPEF per figli a carico.

Per una verifica personalizzata è disponibile il simulatore di calcolo dell’assegno unico sul portale INPS, il cui risultato è indicativo e dipende dai dati inseriti.

Assegno unico figli disabili e ISEE 2026: cosa cambia

Dal 1° gennaio 2026 è in vigore l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dall’articolo 1, comma 208, della legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025). Per il calcolo dell’assegno unico, tuttavia, il nuovo indicatore si applica da marzo 2026: le mensilità di gennaio e febbraio sono state determinate sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025.

Rispetto all’ISEE ordinario, il nuovo indicatore prevede:

  • una franchigia sulla casa di abitazione elevata a 91.500,00€, che sale a 120.000,00€ per i nuclei residenti nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane;
  • un incremento di 2.500,00€ della franchigia per ogni figlio convivente successivo al primo;
  • maggiorazioni più favorevoli della scala di equivalenza, estese anche ai nuclei con due figli: 0,10 con due figli, 0,25 con tre, 0,40 con quattro e 0,55 con almeno cinque figli.

Queste modifiche possono ridurre il valore dell’ISEE, e quindi aumentare l’importo base, soprattutto per i nuclei con più figli o proprietari della casa di abitazione. L’effetto concreto dipende però dalla situazione reddituale, patrimoniale e familiare di ciascun nucleo. Le maggiorazioni per disabilità, che non dipendono dal reddito, restano invece identiche in tutte le fasce ISEE.

Arretrati assegno unico figli disabili: come funzionano

Le domande già accolte non vanno ripresentate ogni anno, ma l’ISEE va rinnovato. Per il 2026 il calendario è stato il seguente:

  • le mensilità di gennaio e febbraio sono state calcolate sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025;
  • i nuovi importi rivalutati sono stati erogati da febbraio, mentre le differenze relative a gennaio sono state corrisposte dalla mensilità di marzo;
  • senza una DSU valida, dal mese di marzo l’assegno viene pagato con gli importi minimi;
  • chi ha presentato la DSU entro il 30 giugno 2026 ha ottenuto il ricalcolo da marzo con i relativi arretrati, mentre chi l’ha presentata dopo tale termine ha perso la possibilità di ottenere il ricalcolo retroattivo delle mensilità a partire da marzo.

Detrazioni per figli disabili e assegno unico

L’arrivo dell’assegno unico ha riscritto anche le regole dell’articolo 12 del TUIR. Dal 1° marzo 2022 non spettano più le detrazioni per i figli a carico con meno di 21 anni, comprese le vecchie maggiorazioni della detrazione per i figli con disabilità. Per i figli fiscalmente a carico sotto i 21 anni restano però le detrazioni e deduzioni per oneri e spese sostenute nel loro interesse, come quelle sanitarie.

Sopra i 21 anni, invece, le famiglie con figli con disabilità possono cumulare l’assegno unico con le detrazioni per figli a carico: una possibilità prevista dal combinato disposto dell’articolo 12 del TUIR e dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 230/2021, confermata dall’Agenzia delle Entrate.

Nel dettaglio:

  • la detrazione teorica è pari a 950,00€ annui per ciascun figlio che dà diritto al beneficio e si riduce all’aumentare del reddito del genitore. Con un solo figlio, l’importo effettivo si ottiene moltiplicando 950 euro per il rapporto tra 95.000 euro, diminuiti del reddito complessivo, e 95.000 euro: la detrazione si azzera a 95.000,00€ di reddito. In presenza di più figli che danno diritto alla detrazione, la soglia di 95.000 euro aumenta di 15.000 euro per ciascun figlio successivo al primo (110.000 euro con due figli, 125.000 euro con tre e così via);
  • tra genitori non legalmente ed effettivamente separati la detrazione si ripartisce al 50%, salvo accordo per attribuirla per intero al genitore con il reddito complessivo più alto; spetta per intero a un solo genitore, ad esempio, quando l’altro è fiscalmente a suo carico;
  • dal 2025 la legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) ha limitato la detrazione ai figli tra i 21 e i 30 anni non compiuti, ma per i figli con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104/1992 continua a spettare senza limiti di età;
  • il figlio deve essere fiscalmente a carico, cioè avere un reddito complessivo non superiore a 2.840,51€, limite elevato a 4.000,00€ fino ai 24 anni.

Ad esempio, con un solo figlio con disabilità di 25 anni a carico, un genitore con un reddito complessivo di 30.000,00€ ha diritto a una detrazione di 650,00€ l’anno se la detrazione gli è attribuita per intero, oppure di 325,00€ se è ripartita al 50% con l’altro genitore. L’importo si somma all’assegno unico.

Assegno unico figli disabili: come fare domanda all’INPS

La domanda si presenta una sola volta e resta valida negli anni successivi, salvo decadenza, revoca, rinuncia o rigetto. Si può inoltrare:

  • online sul sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;
  • tramite il Contact Center INPS, al numero verde 803 164 da rete fissa o al numero 06 164 164 da rete mobile;
  • tramite gli istituti di patronato.

Ogni variazione rilevante, come il riconoscimento di una disabilità o una modifica della composizione del nucleo, va comunicata all’INPS, anche attraverso la presentazione di una DSU aggiornata, così da ottenere l’importo effettivamente spettante.

Commenti

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Articolo interessante, ma attenzione ai dettagli. È fondamentale che le famiglie leggano sempre le condizioni e capiscano le specifiche del calcolo. Non basta sapere che c’è un’assegno per figli disabili, è importante conoscere le differenze che ci sono in base all’età e alla gravità della disabilità. Inoltre, il fatto che i maggiorenni ora ricevono lo stesso importo dei minorenni è un passo avanti, ma potrebbero esserci altre spese non coperte. Quindi, per chi vive questa realtà, è cruciale essere informati e non prendere tutto per scontato.

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