Suicidio assistito, niente sanzioni disciplinari per i medici

Fnomceo si esprime sul suicidio assistito, sulla scia della storica sentenza della Consulta. Al medico che effettua il suicidio non possono essere comminati provvedimenti disciplinari. Vi sono però delle condizioni da rispettare.

Suicidio assistito, niente sanzioni disciplinari per i medici

Il suicidio assistito non potrà essere motivo di sanzioni disciplinari per i medici che aiutano un paziente a morire. Adesso anche la Fnomceo si è adeguata alla decisione della Corte Costituzionale sul caso sollevato da Marco Cappato, con un importante aggiornamento del Codice deontologico di categoria.

I provvedimenti disciplinari verso i medici sono esclusi quando chi si presta al suicidio assistito è un paziente tenuto in vita artificialmente, è affetto da patologie irreversibili e altamente invalidanti e ha espresso la scelta di morire in maniera libera e consapevole. Queste le condizioni stabilite dalla Consulta in merito all’eutanasia legale.

Suicidio assistito, esclusa la punibilità penale e disciplinare per il medico

Dopo molti anni di vergognoso ritardo, finalmente l’Italia ha fatto un passo avanti nel riconoscimento dell’eutanasia legale, anche se, nel silenzio del Parlamento (che, ricordiamo, non ha ancora emanato una legge ad hoc), si è reso necessario l’intervento della Consulta.

I giudici della Corte costituzionale hanno escluso la responsabilità penale dei medici che procedono al suicidio assistito del paziente (ad esempio mediante l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale), sempre in presenza del suo consenso informato, o di chi per lui abilitato dalla legge, e di una malattia grave e irreversibile.

Su questo delicato tema adesso è intervenuta anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) modificando il regolamento disciplinare. In particolare è stato modificato l’articolo 17 che recita “Il medico, anche su richiesta del malato, non deve effettuare né favorire trattamenti finalizzati a provocarne la morte”.

Adesso, invece, Fnomceo ha escluso ogni tipo di responsabilità disciplinare in capo ai medici che eseguono il suicidio assistito, esattamente come la Consulta ha fatto con quella penale.

Da oggi il Codice di deontologia medica recita così:

«la libera scelta del medico di agevolare, sulla base del principio di autodeterminazione dell’individuo, il proposito di suicidio autonomamente e liberamente formatosi da parte di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, che sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli (sentenza 242/19 della Corte Costituzionale e relative procedure), va sempre valutata caso per caso e comporta, qualora sussistano tutti gli elementi sopra indicati, la non punibilità del medico da un punto di vista disciplinare».

Questa importante decisione tutela da una parte la libertà di coscienza del medico che esegue il suicidio e dall’altra il principio di autodeterminazione dei pazienti in condizioni non più reversibili.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Medici

Argomenti:

Medici Sanità

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.