Sconti per chi compra prodotti senza plastica: sì o no? Cosa dice il DL Clima

Lo sconto sull’acquisto di prodotti sfusi, non imballati con plastica, vetro o alluminio ci sarà oppure no? Chiariamo i dubbi sulla novità contenuta (e poi sparita) nella bozza del DL Clima e Ambiente

Sconti per chi compra prodotti senza plastica: sì o no? Cosa dice il DL Clima

Uno sconto del 20% sull’acquisto di prodotti alimentari e detergenti sfusi, cioè privi di confezioni di plastica, alluminio, vetro, latta, scatole di cartone o altri imballaggi (anche riciclabili). È questa una delle novità più chiacchierate contenute nella bozza del decreto “Misure urgenti per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”, o dl Clima.

Stando alle ultime notizie, questa agevolazione sarebbe sparita dalla nuova bozza del decreto, lasciando intendere che non sarà previsto alcuno sconto per chi compra prodotti sfusi e alla spina. Facciamo chiarezza.

DL Clima: sconti sui prodotti alla spina sì o no?

In seguito alle ultime news su una nuova bozza del DL Clima, il Ministero dell’Ambiente ha specificato, tramite una nota, di non aver diramato nessun nuovo testo. Al momento i contenuti della legge, che verrà discussa a ottobre, sono in continuo divenire e i ministeri stanno collaborando alla stesura del testo, che non è definitivo. Allo stato attuale, quindi, sono allo studio diverse bozze, ma il testo del DL Clima e Ambiente pubblicato il 18 settembre, per ora, resta quello di riferimento.

Dl Clima: incentivi per chi compra prodotti sfusi e alla spina

Al fine di ridurre la produzione di imballaggi per i beni alimentari e prodotti detergenti per gli anni 2020, 2021 e 2022, il governo ha pensato di dare un incentivo ai consumatori offrendo un modo per risparmiare sul carrello della spesa. Lo sconto si applicherà sui prodotti sfusi e alla spina che non sono confezionati in imballaggi primari o secondari. Gli imballaggi primari sono le confezioni di plastica, alluminio, vetro e cartone, mentre per imballaggi secondari si intendono tutte quelle confezioni che raggruppano un certo numero di unità (la confezione di bottiglie d’acqua da 6, ad esempio, o tutte le cosiddette confezioni famiglia).

Lo sconto, pari al 20%, è diretto per gli acquirenti, e sotto forma di credito di imposta per i venditori, nel limite di 10 milioni l’anno, a condizione che i prodotti siano stati effettivamente venduti nell’esercizio dell’attività economica o professionale.

Tra le agevolazioni previste dal decreto anche un bonus fiscale da 2.000 euro per chi vive in città inquinate e rottama la propria auto fino alla classe Euro 4.

Come funziona lo sconto

Come spiegato nell’articolo 11 del DL, nella sezione relativa a Disposizioni urgenti in materia di economia circolare, per gli anni 2020, 2021, 2022 i prodotti sfusi e alla spina saranno scontati del 20%. Lo sconto viene applicato all’acquirente direttamente alla cassa, anticipato dal venditore come sconto sul prezzo di vendita.

L’esercente che acquista tali beni si vede riconosciuto lo sconto sotto forma di credito di imposta fino a un importo massimo di 10.000 euro e nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2020, 2021 e 2022. L’agevolazione spetta se i prodotti sono stati effettivamente venduti dal negozio e non è cumulabile con il credito d’imposta previsto dall’art. 1, comma 73 della legge 30 dicembre 2018 n.145 (ovvero il credito d’imposta nella misura del 36% a tutte le imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica o che acquistano imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio).

Al fine di promuovere la diffusione di attività commerciali di spesa alla spina, le imprese godranno di uno sconto del 20% sull’acquisto delle attrezzature per l’erogazione di prodotti sfusi e alla spina nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2020, 2021 e 2022.

Le misure previste dal decreto per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde, che dovrebbe essere all’esame del prossimo Cdm, rappresentano un bel passo avanti per la sensibilizzazione dei temi ambientali, la lotta agli sprechi e al cambiamento climatico. Peccato per quel buco alla voce Cessazione qualifica di rifiuto. L’articolo 12, che sarebbe fondamentale per sbloccare la paralisi del riciclo, promuovere la circolarità e sfilare dalle mani della criminalità la gestione dei rifiuti, è lasciato in bianco.

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