L’accordo col Mercosur è davvero un affare per l’Italia? Ecco i rischi per l’agricoltura e la salute

Andrea Fabbri

20 Gennaio 2026 - 20:42

Il nuovo accordo commerciale stretto dall’Italia con il Sud America nasconde lati oscuri difficili da ignorare. Ecco quali sono i possibili rischi per la salute

L’accordo col Mercosur è davvero un affare per l’Italia? Ecco i rischi per l’agricoltura e la salute

Pochi giorni fa, il 9 gennaio 2026, il Coreper, comitato dei rappresentanti dei 27 Paesi UE ha ufficialmente dato il via libera a un nuovo accordo di libero scambio tra l’Unione e il Mercosur. Decisiva la posizione dell’Italia che, dopo aver espresso per anni la sua contrarietà, ha cambiato idea e ha permesso di raggiungere la maggioranza necessaria per la firma.

Un trattato commerciale che, se da un lato offre grandi opportunità alle due parti in causa, dall’altro solleva non pochi dubbi a livello di standard di sicurezza ambientale.

Cosa prevede l’accordo tra UE e Paesi sudamericani

Il Mercosur, sigla che sta per Mercado Común del Sur è un patto commerciale che è stato sottoscritto nel 1991 tra Argentina, Paraguay, Brasile e Uruguay nell’ottica della creazione di un’economia di livello regionale.

Un progetto comune simile a quello dell’Unione Europea che, nel corso degli anni, è diventato uno dei blocchi economici più importanti del Sud America grazie alla presenza di ingenti materie prime, risorse energetiche e produzioni agricole.

Dopo un ventennio di negoziati, l’UE è ufficialmente diventata partner del blocco tramite un accordo che ha dato vita a una delle aree di libero scambio più estese del pianeta. Un accordo che prevede la progressiva eliminazione dei dazi su più del 90% delle merci.

Arrivano fertilizzanti pericolosi in Europa?

Come è facile intuire, la nuova partnership è estremamente vantaggiosa per le aziende europee che potrebbero arrivare a risparmiare circa 4 miliardi di euro ogni anno con l’eliminazione dei dazi. Tra i maggiori beneficiari dovrebbe esserci anche l’Italia che, al momento, intrattiene scambi commerciali con il Mercosur per circa 14 miliardi di euro.

Ma, purtroppo, non è tutto oro quel che luccica. Il patto commerciale mostra i suoi lati oscuri quando si parla di agricoltura e standard di sicurezza ambientale.

L’accordo sembra infatti aprire la strada alle aziende sudamericane che producono fertilizzanti azotati e chimici realizzati con altissime emissioni, bassi controlli ambientali e procedimenti ad alto consumo energetico.

Un pericolo che l’UE sta cercando di arginare con il Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), un provvedimento che mira ad aumentare le tasse per le importazioni con alta impronta di carbonio come quelle dei fertilizzanti.

Il problema, purtroppo, sembra non interessare ai vertici del nostro Paese che, per cambiare la propria posizione, hanno chiesto lo stop del Cbam per tutelare gli agricoltori da eventuali aumenti dei prezzi.

Una posizione che sacrifica il benessere ambientale (e di conseguenza quello della filiera alimentare) in nome della competitività economica e che apre la strada all’arrivo di fertilizzanti che non sono tenuti a rispettare gli attuali standard di sicurezza europei.

Gli addetti all’agricoltura sono in rivolta

La notizia della firma della partnership commerciale ha creato notevoli agitazioni nel mondo agricolo. Gli addetti ai lavori sostengono che il patto UE – Mercosur sia squilibrato, incapace di garantire la concorrenza leale e pericoloso per l’ambiente.

E non sono servite a placare gli animi le promesse della Commissione Europea relative all’introduzione di salvaguardie e controlli stringenti. Secondo agricoltori ed esperti di ambiente la transizione ecologica rischia un forte rallentamento per colpa del libero scambio che premia le produzioni più impattanti e inquinanti.

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