Cos’è il Mercosur e cosa prevede l’accordo con l’UE

Alessandro Nuzzo

10 Gennaio 2026 - 13:03

L’organizzazione economica sudamericana ha ricevuto il via libera dall’Ue per uno storico accordo commerciale di libero scambio. Anche l’Italia favorevole.

Cos’è il Mercosur e cosa prevede l’accordo con l’UE

Era il 1999 quando l’Unione Europea e l’organizzazione economica sudamericana denominata Mercosur avviarono le trattative per un accordo commerciale. Oggi, dopo oltre venticinque anni di negoziati, gli Stati membri hanno votato a favore dell’intesa, dando il via libera a un passaggio storico destinato a cambiare i rapporti tra Europa e Sudamerica. Il voto non è stato però unanime: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno espresso parere contrario. L’Italia, storicamente scettica sull’accordo, ha invece cambiato posizione, schierandosi a favore.

Cos’è il Mercosur e cosa prevede l’accordo con l’Ue

Il Mercosur, acronimo di Mercado Común del Sur (Mercato comune del Sud), è un’organizzazione economica regionale sudamericana con sede a Montevideo, in Uruguay. Nato nel 1991, il blocco comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

Sin dalla sua istituzione, il Mercosur ha avuto come obiettivo principale la promozione della crescita economica e della modernizzazione dei Paesi membri attraverso un processo graduale di integrazione. Il progetto non si limita alla rimozione progressiva degli ostacoli al commercio e alla creazione di un’unione doganale, ma punta, nel lungo periodo, alla realizzazione di un vero mercato comune. L’ambizione finale è garantire la libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone, rafforzando la competitività dell’intera area.

Il 6 dicembre 2024 era stata raggiunta l’intesa preliminare con i Paesi dell’Unione Europea, accordo che oggi ha ottenuto l’approvazione formale grazie al voto favorevole della maggioranza degli Stati membri.

In sostanza, si tratta di un accordo di libero scambio tra i Paesi del Mercosur e quelli dell’Unione Europea, che prevede l’eliminazione dei dazi sul 91% degli scambi commerciali. Attualmente, il commercio tra i due blocchi è ancora gravato da barriere tariffarie rilevanti: sui farmaci si applicano dazi intorno al 14%, sui prodotti industriali si arriva al 20%, mentre per le automobili le tariffe possono toccare il 35%. Secondo le stime, questi dazi costano alle aziende europee circa quattro miliardi di euro l’anno, incidendo sulla competitività delle esportazioni. In cambio, il blocco latinoamericano otterrà agevolazioni sulle esportazioni agricole, in particolare carne bovina, riso, zucchero e bioetanolo.

Con l’entrata in vigore dell’accordo, l’export europeo verso l’America Latina diventerà più semplice, in particolare per automobili, farmaci, macchinari industriali e prodotti chimici. Al contrario, i Paesi sudamericani potranno esportare con maggiore facilità in Europa soprattutto carne e prodotti agricoli.

Ed è proprio il settore agricolo ad aver acceso le proteste degli agricoltori europei. Il timore è che il mercato comunitario venga inondato di prodotti sudamericani a basso costo, generando concorrenza sleale. «Alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi, mentre le stesse regole non valgono per le importazioni dal Mercosur», è l’accusa mossa da Confindustria.

A Milano, in particolare, la protesta è stata molto accesa: centinaia di trattori hanno occupato il piazzale antistante la stazione Centrale. Gli agricoltori si sentono traditi dal Governo, che inizialmente si era opposto all’accordo salvo poi cambiare posizione. «Questo accordo manderà in crisi centinaia di migliaia di aziende agricole», hanno gridato durante la manifestazione.

Perché l’Italia ha votato a favore

Nell’ultimo anno l’Italia rientrava tra gli Stati membri più scettici sull’accordo con il Mercosur, salvo poi rivedere la propria posizione. Durante la conferenza stampa di inizio anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato di non aver mai avuto un’opposizione ideologica all’intesa, ma di aver sollevato dubbi legati alla mancanza di garanzie per gli agricoltori italiani.

«Volevamo tutele adeguate per il nostro settore agricolo. Abbiamo avviato un confronto con la Commissione europea e ottenuto risultati importanti. Alla luce di questo, abbiamo dato il nostro via libera», ha dichiarato la premier.

Per questo motivo l’Italia ha votato sì, mentre Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda sono rimaste coerenti con la loro posizione contraria. Il Belgio ha scelto invece di astenersi.

Dopo il via libera dei governi, manca ora la ratifica del Parlamento europeo. Si tratta di una formalità: nonostante le resistenze di alcune forze politiche, l’accordo dovrebbe ottenere la maggioranza semplice senza particolari difficoltà. L’accordo Mercosur-Ue dovrebbe essere firmato il 17 gennaio in Paraguay, come annunciato su X dal ministro degli Esteri argentino Pablo Quirno: «Dopo oltre trent’anni di negoziati, firmeremo l’accordo più ambizioso e storico tra i due blocchi», ha scritto.

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