Una delle più importanti capitali europee ha deciso di vietare la pubblicità di prodotti ritenuti dannosi per il pianeta. Ma non mancano le polemiche
Mentre negli Stati Uniti l’amministrazione centrale ribalta la piramide alimentare incentivando il consumo di carne e prodotti di origine animale e definisce il cambiamento climatico “una bufala”, l’Europa, per fortuna, fa grandi passi avanti verso la transizione green.
L’ultimo esempio, in tal senso, è la decisione del Consiglio Comunale di Amsterdam di vietare dal 1° maggio 2026 la pubblicità negli spazi pubblici della carne e dei prodotti originati dai combustibili fossili. Un passaggio storico che potrebbe presto essere imitato anche da altre capitali del Vecchio Continente.
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Un provvedimento storico
Con 27 voti a favore e 18 contrari, il Consiglio Comunale di Amsterdam ha deciso di accogliere la proposta congiunta del Partito degli Animali e del partito di sinistra ambientalista GroenLinks di vietare la pubblicizzazione negli spazi pubblici (cartelloni, schermi digitali, fermate dei bus) della carne e di tutti gli altri prodotti derivanti dai combustibili fossili.
Un messaggio politico fortissimo per l’Europa e non solo: non ha senso parlare di riduzione delle emissioni e di emergenza climatica quando si continua a incentivare e pubblicizzare le attività maggiormente responsabili della crisi ambientale che stiamo vivendo.
Amsterdam non è la prima città dei Paesi Bassi a prendere questa strada
La decisione di Amsterdam era già stata anticipata in altre città dei Paesi Bassi. Lo scorso anno, ad esempio, il tribunale dell’Aia aveva ritenuto legittima un provvedimento simile dando torto ad alcune società che avevano fatto ricorso.
La prima in assoluto, però, era stata Haarlem, città in cui la pubblicità della carne è vietata addirittura dal 2022. In seguito la stessa strada era stata presa da l’Aia, da Utrecht, da Delft e da Nijmegen.
Amsterdam è arrivata dopo di loro, ma vista l’importanza della città, la decisione presa fa ancora più notizia. Il divieto, però, non ha stupito i residenti. L’amministrazione ha già messo in piedi da qualche anno un processo di sensibilizzazione alimentare per arrivare entro il 2025 a una dieta basata per il 50% su alimenti di origine completamente vegetale.
Le polemiche sul provvedimento
Come era facile intuire, l’annuncio del divieto delle pubblicità ha scatenato accese discussioni. I più attenti alla sostenibilità celebrano la decisione come una scelta rivoluzionaria per tutelare l’ambiente e la salute. I contrari parlano di una inaccettabile limitazione della libertà economica e di un provvedimento che potrebbe creare non pochi problemi legali legati alla concessione degli spazi pubblicitari.
Chi sta nel mezzo, invece, come ad esempio le società che realizzano prodotti a basse o 0 emissioni si chiedono come verranno classificati i prodotti ibridi e quelli definiti “di transizione”.
In questo quadro si inseriscono le decisioni dei tribunali che, nella maggior parte dei casi, danno ragione alle amministrazioni in quanto le misure prese, seppur drastiche, sono volte a tutelare l’interesse pubblico.
Ma nonostante le controversie legali, il dato politico rimane di notevole importanza: Amsterdam è la prima città a non limitarsi soltanto agli incentivi e ai sussidi per chi rispetta l’ambiente, ma ad intervenire direttamente sulla comunicazione commerciale delle aziende più inquinanti.
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