Le nuove regole UE vietano le piante in vaso

Ilena D’Errico

26 Gennaio 2026 - 20:51

L’Unione europea cambia tutto, anche i vasi per le piante. Ecco cosa sta succedendo davvero.

Le nuove regole UE vietano le piante in vaso

Le nuove regole europee sulle piante in vaso hanno scatenato un acceso dibattito nel settore florovivaistico, che ha contribuito a diffondere parecchia confusione in merito. È comprensibile, anche perché chi ha provato a informarsi sulla normativa comunitaria relativa alle piante e alle culture non ha trovato novità eclatanti. Nulla di strano, perché le disposizioni sulle piante in vaso non riguardano i vegetali in quanto tali, bensì i contenitori. Il Regolamento europeo sugli imballaggi, quello che ha segnato la fine delle bustine monouso per intenderci, ha avuto infatti riflessi su moltissimi settori oltre a quello alimentare.

La plastica ci circonda ovunque ed è sicuramente protagonista degli imballaggi, pertanto non è strano che anche piante e fiori siano colpiti. Nello specifico, la nuova regolamentazione europea interessa (anche) i vasi monouso che contengono le piante in molte fasi di vendita, spesso arrivando anche al consumatore finale. Cerchiamo di fare chiarezza.

Cosa c’entra il Regolamento Ue con le piante

A dire il vero, c’è voluto un po’ di tempo per capire se e quando le regole di Bruxelles dovessero essere applicate ai vasi delle piante. Sono imballaggi oppure no? Oggi sappiamo che le disposizioni comunitarie riguardano anche i vasi, per definizione stessa di “imballaggio” sono limitate ad alcuni contenitori.

Inizialmente, peraltro, l’unica eccezione esplicita riguardava i vasi ornamentali e decorativi. Questo punto, insieme alle fasi del circuito di applicazione e le disposizioni sull’etichettatura, hanno sollecitato l’intervento delle associazioni di categoria l’anno scorso (tra cui Confagricoltura Fvg) per ottenere chiarimenti interpretativi.

Di fatto, si attendono ancora indicazioni precise sui vari settori colpiti dalla normativa europea, presumibilmente mediate da nuove regole nazionali. Non bisogna dimenticare che il Ppwr (Packaging and packaging waste regulation) europeo non impone divieti generalizzati e immediati. È entrato in vigore all’inizio del 2025, ma sarà effettivamente vincolante in tutti gli Stati Ue soltanto a partire dal 12 agosto 2026.

Non è tutto, perché all’interno del Regolamento sono previste svariate scadenze per consentire un adeguamento agevole, con misure graduali per ridurre le percentuali di plastica negli imballaggi e favorire il passaggio a materiali sostenibili. In altre parole, i vasi di plastica cambieranno e saranno di meno, ma soltanto con il tempo.

Cosa sarà vietato?

Il problema non finisce qui, visto che l’applicazione delle normative europee ai vasi delle piante assomiglia sempre più a un giallo a puntate. Pare che Zentralverband Gartenbau (ZVG), la principale associazione/professionale tedesca del settore orticoltura e giardinaggio, sia entrata in possesso di maggiori informazioni sulla linea di Bruxelles. Sembrerebbe che la Commissione Ue sia intenzionata a rimuovere le eccezioni previste, estendendo le limitazioni ai vasi per le piante anche quando considerati a scopi estetici e non strettamente imballaggi.

Sul punto, non ci sono documenti ufficiali pubblici che possano confermare questa ipotesi, ma intanto i timori stanno crescendo. Nel frattempo, l’industria lavora con sempre maggiore impegno ad alternative più sostenibili per gli imballaggi delle piante, ma finora nessuna soluzione si è dimostrata all’altezza del trasporto e della conservazione su larga scala.

A prescindere dalla gradualità europea, infatti, i tempi si stanno accorciando. Dal 2030 potranno essere immessi sul mercato soltanto imballaggi riciclabili, secondo precisi requisiti tecnici, mentre negli anni a seguire saranno introdotti ulteriori criteri riguardanti le percentuali di plastica. Prima di arrivare alle sanzioni passeranno più di 10 anni, durante i quali - si spera - le regole diventeranno più chiare per tutti.

Ad oggi, comunque, sappiamo con certezza che le disposizioni del Pwpr si applicano agli involucri delle piante in qualità di imballaggi, quindi quei vasi che servono a proteggere e trasportare il prodotto. Questi vasi, entro il 2030, dovranno essere progettati con attenzione al riciclo e, ma soltanto quando ritenuti sostituibili o superflui, alcuni potranno essere anche eliminati completamente dal mercato. Insomma, la gestione della riduzione della plastica è complessa, tanto più nell’ambito florovivaistico.

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