Da agosto 2026 addio alle bustine di ketchup, maionese, sale e olio. Lo ha deciso l’UE

Ilena D’Errico

30 Maggio 2026 - 20:38

Sta arrivando l’estate, ma i pranzi sulla spiaggia di agosto 2026 saranno molto diversi. Su decisione dell’UE si dice addio a bustine di ketchup, maionese, sale, olio e similari.

Da agosto 2026 addio alle bustine di ketchup, maionese, sale e olio. Lo ha deciso l’UE
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Quando sono arrivate sulla tavola le bustine monouso di salse come il ketchup e la maionese, i condimenti come l’olio e similari, hanno rappresentato una vera e propria svolta. Quale modo più pratico, veloce e igienico per garantire a tutti i consumatori la possibilità di personalizzare un pasto? Di fatto, bustine e contenitori analoghi dovevano essere una soluzione per i pasti d’asporto e magari le consegne a domicilio, ma presto sono diventati un alleato insostituibile delle gite fuori porta.

Ormai, anche le colazioni a buffet degli hotel propongono questi prodotti, ma così come sono diventati parte integrante dell’alimentazione dovranno essere salutati. L’Unione europea sta obbligando i consumatori a rivedere profondamente le proprie abitudini, con l’obiettivo di eliminare i rifiuti in plastica e in generale ridurre i quantitativi di questo materiale. Un traguardo che ha molti vantaggi e altrettanti disagi per clienti e ristoratori, ma che punta soprattutto alla diminuzione dell’impatto ambientale.

Bisogna segnarsi sul calendario l’inizio di agosto 2026, perché proprio nel pieno di questa estate comincerà a cambiare tutto.

Da agosto 2026 addio alle bustine per ketchup, maionese, olio (e non solo)

Il Regolamento (UE) 2025/40, noto come Ppwr (Packaging and packaging waste regulation, che vieta le bustine di ketchup, plastica, olio e similari prevede diversi scaglioni temporali importanti. La prima scadenza importante prevista dal Ppwr è proprio quella di agosto 2026, quando le confezioni in plastica monouso del settore alberghiero e ricettivo devono essere salutate definitivamente. Condimenti come salse, olio e sale dovranno essere serviti in contenitori differenti e sostenibili, come pure marmellate, zucchero, burro. Il cambiamento non riguarda soltanto l’alimentazione, ma tutti prodotti normalmente offerti in confezioni di plastica monouso, inclusi quelli per l’igiene personale.

Così, anche shampoo, balsamo e detergenti vari negli hotel dovranno essere ripensati. In questo caso, la proposta migliore sembra quella di usufruire di dispenser ricaricabili - già adottati in molte strutture - che consentono comunque un dosaggio opportuno e risultano anche più convenienti per le strutture ricettive.

Resta il problema per gli articoli tipici del servizio in camera come bicchieri e piattini, che dovranno passare a opzioni riutilizzabili, con conseguenti criticità per gli albergatori. Gli articoli riutilizzabili necessitano di spese e lavoro maggiore, senza contare il danno in caso di danni e furti. L’alternativa sarebbe però quella di chiedere ai clienti di portare i propri oggetti personali, nient’affatto adatta a tutti gli alberghi. Per quanto riguarda il settore alimentare, tuttavia, il cambiamento dovrà essere fatto tenendo conto degli scrupolosi standard igienici richiesti.

Contenitori collettivi sono quasi sempre impensabili, mentre quelli riutilizzabili non consentono facilmente il controllo delle porzioni e i dispenser non sono adatti a tutti i prodotti alimentari. Allo stesso tempo, non sempre si può adibire il personale a gestire l’uso di condimenti e similari, altrimenti non sarebbero stati neanche necessari gli imballaggi monouso. Uno dei motivi di critica è proprio la difficoltà dal punto di vista igienico, considerando anche quanto il packaging monouso sia stato incoraggiato durante l’emergenza sanitaria.

Una dura sfida per il settore

Sarà quindi una bella sfida, che per il momento non tocca il cibo d’asporto, i centri di assistenza e quelli sanitari, presto estesa ulteriormente. A partire da gennaio 2030, infatti, un divieto analogo sarà esteso a tutti i prodotti alimentari, come pure quelli cosmetici e igienici. A febbraio 2032, poi, la Commissione Ue valuterà l’impatto ambientale e quello sanitario per analizzare il riscontro delle misure applicate.

Nel frattempo, l’interesse delle strutture europeo è tutto sulle alternative, dai dispenser agli imballaggi compostabili ed ecosostenibili, nel tentativo di trovare soluzioni conformi alla legge per tempo. La gradualità del passaggio non cambia infatti l’impatto del cambiamento, anche se come accaduto per piatti e bicchieri biodegradabili, bottiglie con tappi attaccati e similari, l’uso dei prodotti vietati sarà comunque consentito fino a esaurimento scorte.

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