Cosa c’entrano le canne da zucchero con l’asfalto? Ecco perché questa combinazione può cambiare le strade di tutto il mondo e cosa è stato scoperto.
Si pensa spesso alle strade, ma raramente all’asfalto, la cui composizione è invece oggetto di continui studi e ricerche. Una recente pubblicazione su Scientific reports analizza una miscela ottenuta con la cenere di bagassa di canna da zucchero, usata per sostituire i metalli fini e migliorare le caratteristiche del manto stradale. Insomma, potrebbe arrivare l’asfalto di zucchero, più resistente, flessibile ed economico.
Se i risultati di questo studio saranno confermati potrebbero proporre un modello straordinario per le nuove miscele d’asfalto, permettendo di ridurre i costi e ottenere allo stesso tempo delle strade migliori. Per il momento si tratta di un progetto in corso di approfondimento, gli esperimenti finora eseguiti non permettono di pronunciarsi con sicurezza sull’applicazione su intere rete stradali. Nonostante ciò, le evidenze finora raggiunte fanno ben sperare e si può ritenere che dedicando le giuste attenzioni al suo sviluppo questa innovazione straordinaria potrà cambiare le strade di tutto il mondo.
Arriva l’asfalto di zucchero
I ricercatori dell’università statale di Maringa, nello Stato brasiliano del Paraná, hanno condotto un esperimento per valutare i benefici e la fattibilità dell’uso della cenere di bagassa nella miscela per l’asfalto. La cenere di bagassa è un sottoprodotto ottenuto durante la lavorazione delle canne da zucchero, per l’appunto bruciando la bagassa. Quest’ultima si ottiene dopo l’estrazione del succo, pertanto è già un sottoprodotto di cui le fabbriche di zucchero dispongono ampiamente e senza alcun costo aggiuntivo.
Anziché essere smaltita, però, la bagassa viene a sua volta riutilizzata (negli zuccherifici e non solo), grazie alle sue molteplici proprietà e funzioni. Molto spesso viene bruciata per la produzione di energia termica che alimenta le stesse fabbriche, come combustibile che rende molti zuccherifici più che autosufficienti dal punto di vista energetico. La bagassa ha in realtà anche molti altri campi di applicazione, ma la quantità maggiore ottenuta dalla lavorazione delle canne da zucchero viene per l’appunto bruciata.
Così, si accumula una notevole quantità di cenere, un ulteriore sottoprodotto che può però continuare a essere sfruttato. I ricercatori brasiliani hanno pensato di utilizzarla per la composizione dell’asfalto, per sostituire almeno parzialmente il contenuto di metalli fini. Con l’aggiunta di cenere di bagassa si riuscirebbe a ricavare un asfalto qualitativamente superiore rispetto alle varie tipologie impiegate nelle strade.
Un’innovazione che può cambiare le strade
Lo studio e l’esperimento condotto dai ricercatori di Maringa hanno in particolare stimato un aumento del:
- 40% della stabilità, secondo la prova Marshall;
- 22% della resistenza alla trazione indiretta;
- 18% del coefficiente di elasticità;
- 73% della resistenza a deformazioni permanenti, in base al passaggio di veicoli secondo il metodo Aashto.
I ricercatori hanno inoltre constatato una riduzione del 28% della deformazione permanente dopo il passaggio di 10.000 veicoli medi, nonché una riduzione dell’11% dopo il passaggio di 20.000 veicoli in base al test della ruota di Hamburg, che stima durabilità e resistenza. Nel concreto, si tratterebbe di un asfalto più duraturo e resistente, che necessita di minore manutenzione e oltretutto ha anche un costo ridotto.
Si tratterebbe inoltre di un materiale decisamente economico, soprattutto per Stati come il Brasile e l’India che lavorano un numero elevato di canne da zucchero, oltre che più sostenibile a livello ambientale. L’implementazione della cenere di bagassa nel manto stradale consentirebbe infatti di evitare molte estrazioni dalle cave, nonché dell’immissione di particelle inquinanti. Al momento, però, il nuovo materiale è stato sperimentato soltanto su un tratto pilota della strada BR-158, tra le città di Campo Morão e Marenga.
Sono dunque necessari degli approfondimenti, ma resta un risultato straordinario, soprattutto considerando la grande attenzione all’utilizzo dei rifiuti agricoli per migliorare le produzioni e ridurre l’inquinamento ambientale.
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