Conviene di più lavorare da casa o in ufficio? Le valutazioni da poter fare sono tante.
Riducendo la questione al punto di vista economico, Altroconsumo ha stimato che in una famiglia con una sola persona che fa smart working per due giorni alla settimana la spesa sarebbe in media, in un anno, di circa 50 euro per l’energia elettrica e di 100 euro per il gas.
Naturalmente, i costi aggiuntivi in bolletta per lavorare da casa sarebbero poi ampiamente compensati dal risparmio sul trasporto, che oltre a rappresentare una spesa personale incide però anche sull’ambiente.
Lo studio di Banca d’Italia
È il caso di chiedersi allora se il lavoro da remoto può ridurre le emissioni di CO2 legate agli spostamenti dei lavoratori, ed è ciò che ha fatto la Banca d’Italia, in uno studio che ha preso in considerazione i propri dipendenti. Un’occasione interessante, dato che non esistono molte analisi che mettono in relazione l’impatto ambientale degli spostamenti da casa al luogo di lavoro e i consumi domestici di energia legati all’attività da remoto.
La Banca d’Italia ha introdotto nel 2022 un modello di lavoro ibrido: prevede che la prestazione possa essere svolta da remoto per un massimo di cento giorni all’anno, con un limite di dieci giorni al mese. In questo modo, gli spostamenti casa-lavoro si sono ridotti, mentre i consumi domestici dei lavoratori, in particolare per luce e gas, sono aumentati. Questo perché l’80% di chi lavora da remoto lo fa prevalentemente a casa propria.
Lo studio spiega che il tragitto (di andata) dei dipendenti da casa alla sede di lavoro è in media di 22,2 chilometri, che salgono a 30,5 nel caso delle filiali periferiche. Ci si sposta molto in macchina e c’è da considerare che circa il 70% delle auto utilizzate dai dipendenti per il tragitto casa-lavoro è diesel o a benzina e il 10% a GPL o a metano, mentre per il 14% sono ibride tradizionali, per il 3% ibride plug-in e un altro 3% rappresenta le vetture totalmente elettriche.
Come cambiano le emissioni di gas serra?
Da un questionario sottoposto nel 2023 ai dipendenti della Banca d’Italia e uno strumento di calcolo messo a punto dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), è emerso che le emissioni di gas serra pro-capite giornaliere per gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti sono quasi quattro volte superiori a quelle legate agli extra consumi domestici di energia dovuti all’utilizzo di computer, luce e riscaldamento o raffrescamento.
Nello specifico, è emerso che in una giornata di lavoro lo spostamento casa-lavoro di un dipendente della Banca d’Italia produce in media 4,1 kg di CO2 equivalente. Nel caso degli extra consumi domestici di energia, invece, le emissioni giornaliere sono pari in media a 1,1 kg di CO2 equivalente, indipendentemente dal periodo dell’anno.
Alcuni hanno approfittato della possibilità di lavorare in modo stabile a distanza, perfino al punto da traslocare. Sempre secondo lo studio, il 12% dei rispondenti ha dichiarato di aver pensato di spostare il proprio domicilio abituale in considerazione dell’opportunità di lavorare da casa e un 2% ha cambiato la propria residenza. Ognuno ha motivi diversi per farlo, tutti però riconducibili alla ricerca di una migliore qualità della vita.