La Germania paga il prezzo del dogma verde. Il sistema europeo di quote CO2 è un massacro economico per famiglie e imprese.
Per lungo tempo l’economia tedesca è rimasta in silenzio di fronte agli obiettivi climatici dogmatici e al percorso politicamente distruttivo che ne consegue. Ora Christian Kullmann, amministratore delegato di Evonik, è il primo leader aziendale a parlare chiaro: è ora di seppellire il culto della CO₂.
Finalmente, si potrebbe dire, dopo anni di silenzio assordante da parte dell’industria tedesca, un amministratore delegato parla apertamente. Christian Kullmann, a capo del colosso chimico Evonik, è in prima linea nella lotta contro le normative climatiche sempre più severe imposte da Bruxelles e Berlino.
In vista del drastico inasprimento del sistema di scambio di quote di emissione previsto per il 2027, Kullmann non ha risparmiato parole in un’intervista alla FAZ: “La tassa sulla CO₂ in Europa deve essere abolita. Mette a rischio almeno 200.000 posti di lavoro industriali ben retribuiti in Germania”. [...]
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