Titoli di Stato: Bund ai massimi storici, dove andranno rendimenti?

Sempre più investitori in cerca di un porto sicuro: la carta emessa da Berlino che ormai rende meno di un bond giapponese

Titoli di Stato: Bund ai massimi storici, dove andranno rendimenti?

Minimi storici per il rendimento del Bund tedesco.

Il clima di risk off internazionale prende corpo e si manifesta sui mercati del debito europeo con una massiccia dose di acquisti sui titoli obbligazionari della Germania, in particolar modo il decennale.

La forte richiesta di Bund sui mercati secondari ha fatto schizzare i prezzi sui massimi storici e di conseguenza ha schiacciato i rendimenti del titolo benchmark a dieci anni (codice ISIN DE0001102465) ben al di sotto dello zero, sui minimi storici oggi aggiornati al -0,21%.


Il rendimento negativo del Bund tedesco a dieci anni. Fonte: Bloomberg

Con la violenta discesa di oggi, il rendimento prezzato dal Bund tedesco ha violato il precedente minimo a -0,189 risalente all’8 luglio 2016.

Effetti sullo spread. Il differenziale di rendimento fra BTP e Bund è lievitato di ben 10 punti a 293 basis point, non solo i massimi del 2019 ma anche livelli che non venivano registrati dallo scorso dicembre.

Non è solo la componente tedesca a gravare sull’allargamento dello spread BTP-Bund, ma soprattutto quella italiana, con il rendimento del BTP che stamattina è salito di quasi 7 punti, in netta controtendenza con il resto della periferie. Poco dopo le ore 12 il nostro BTP rende il 2,72% circa.

Quale rendimento prezzano gli altri titoli di Stato europei?

In Eurozona il Bund tedesco non è il solo a prezzare un rendimento negativo sulla scadenza decennale. Anche l’omologo emesso da Paesi Bassi incorpora uno yield sotto lo zero, precisamente del -0,020 al momento in cui si sta scrivendo.

Sulla parte breve della curva, tutti i titoli a due anni dell’Eurozona prezzano rendimenti negativi con eccezione del BTP 2 anni italiano (+0,785% al momento della scrittura). Sulla scadenza successiva, 5 anni, si aggiungono Grecia, Cipro e Lituania a far compagnia all’Italia mentre Germania, Paesi Bassi e Austria mantengono la leadership dei rendimenti negativi.

Sulle scadenze lunghissime (30 anni) l’Italia offre i rendimenti più interessanti (sopra il 3 per cento) mentre ancora il terzetto composto da Germania, Olanda ed Austria non supera il punto percentuale in quanto a rendimenti.

Analisi tecnica: quanto ancora possono scendere i rendimenti?


Analisi tecnica su Bund future. Fonte: Bloomberg

L’analisi tecnica sul Bund Future nella sua versione generica ci fornisce indicazioni positive in via di rafforzamento. La propulsione rialzista che oggi ha consentito l’approdo sui nuovi massimi assoluti sopra la resistenza statica e psicologica a 168 punti è partita ad aprile, con il terzo tentativo di sfondamento della resistenza posta a 166,75 punti andato a buon fine grazie anche al sostegno dettato dal supporto dinamico espresso nel grafico dalla trendline che unisce i minimi dell’ultima gamba di rialzo di cui si sta trattando.

Per individuare i prossimi target rialzisti sul grafico del Bund Future è possibile proiettare al rialzo il pattern grafico di doppio minimo costruito dallo strumento sul supporto statico a 164 punti. Questa proiezione ci fornisce un target intermedio a 169,77 punti, volendo arrotondare la cifra per eccesso a 170 punti.

In quest’ottica, una prima occasione per incrementare le posizioni senza gravare eccessivamente sui prezzi di carico potrebbe individuarsi su un eventuale pullback delle quotazioni del Bund a 168 punti. I più prudenti invece potrebbero attendere un ritracciamento più profondo, nei pressi dell’ex fascio di resistenze fra 166,75 e 167 punti. Con un punto d’ingresso così basso, però, il rischio è quello di rimanere fuori dal mercato nel caso in cui il trend del Bund Future dovesse proseguire al rialzo ignorando gli aspetti tecnici prima menzionati.

Il seguente contenuto era stato redatto in data 16 maggio 2019

Il rendimento del Bund tedesco viaggia in direzione dei minimi storici.

Sui mercati torna a salire la febbre da spread e come di consueto a farne le spese maggiori è il debito italiano mentre il focus degli investitori in cerca di protezione si sposta sul porto sicuro rappresentato dalla carta emessa dal governo di Berlino.


Fonte: Bloomberg

Come vediamo dall’immagine questo scenario sta spingendo il rendimento del Bund tedesco in direzione dei suoi minimi assoluti risalenti al 2016 e situati a -0,189% dopo che nel corso del primo trimestre lo yield era sceso sotto lo zero per la prima volta da circa 3 anni (clicca qui per rilegger la notizia su Money.it).

Bund verso la “giapponificazione”


Fonte: Bloomberg

Come da grafico, il rendimento del Bund si sta ormai stabilizzando sui livelli del corrispettivo giapponese. «La maggior parte degli operatori ora accetta la giapponificazione dell’Europa continentale, ma non riescono a concepire che la stessa cosa potrebbe accadere con gli Stati Uniti», ha affermato Albert Edwardsat di Société Generale.

Long sul Bund. Come operare in un quadro come quello descritto? RBC ha consigliato ai suoi clienti operazioni long di carattere tattico su Bund e Gilts. Nelle previsioni di Citigroup se i PMI manifatturieri dell’Eurozona dovessero confermare il calo a 46 punti il rendimento del Bund tedesco potrebbe fare nuovi minimi a -0,2%.

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