I BTP, Titoli di stato italiani, continuano a dare grandi soddisfazioni, sia a chi ha deciso di puntare sull’Italia, che al governo Meloni.
Il trend dello spread BTP-Bund a 10 anni conferma l’appetibilità della carta italiana, che fa gola tuttora agli investitori, nonostante l’assist della BCE, sotto forma di QE e PEPP, sia finito da un pezzo. Il differenziale tra i rendimenti dei BTP a 10 anni e i rendimenti dei Bund tedeschi oscilla attorno a 80 punti base, soglia psicologica che ha anche bucato nelle ultime settimane, affondando ai livelli più bassi dal periodo precedente la crisi finanziaria globale. Merito dei rendimenti dei BTP decennali, che puntano verso il basso e che viaggiano attorno al 3,47%, mentre i rendimenti dei Bund tedeschi sono saliti invece di un bel po’ da un anno a questa parte, (+51 punti base).
I BTP, insomma, piacciono ancora, confermandosi top picks di diversi gestori. Ma non sono gli unici, tra i bond dell’Eurozona, a raccogliere consensi nel mondo dell’alta finanza. I top picks per eccellenza, almeno per quanto riguarda questo player preciso gigante degli investimenti, includono infatti l’Italia, ma non solo, in risposta alla seguente domanda: Quali sono i Titoli di Stato che in generale stanno piacendo di più agli esperti? Occhio dunque al commento che arriva nello specifico da questo attore del palcoscenico della finanza mondiale.
PGIM Fixed Income presenta la resurrezione dei Titoli di Stato (ex) PIIGS
Il player in questione è PGIM Fixed Income: società che, così come recita la sua carta di identità, “offre soluzioni globali di asset management e investimento attivo in tutti i mercati obbligazionari”.
L’articolo di Bloomberg “One-Time Bond Pariahs Go Neck and Neck With Germany, France” ha presentato la view del gestore di PGIM Fixed Income Guillermo Felices, che ricorda bene quei tempi che risalgono a 15 anni fa circa quando, nel pieno della crisi dei debiti sovrani, aiutò i suoi clienti a resistere alle conseguenze terribili della crisi dei debiti sovrani. Crisi che affossò i titoli di debito dei Paesi cosiddetti PIIGS, ovvero emessi dal Portogallo, dall’Italia, dall’Irlanda, dalla Grecia e dalla Spagna, nel bel mezzo di una tempesta finanziaria che impiegò anni a rientrare.
Ora, è lo stesso Felices a confermare che i top picks di PGIM Fixed Income, dove lavora come strategist per gli investimenti nella sede di Londra, sono proprio quei Titoli di Stato che 15 anni fa finirono per essere azzannati ripetutamente dai sell, ovvero i BTP italiani, i Bonos spagnoli, i Titoli di Stato irlandesi e i bond sovrani di Grecia e Portogallo.
Della rivincita dei PIIGS ormai ex, o anche dei bond sovrani che un tempo erano finiti nel girone dei bond paria, in realtà si parla già da un po’, anche se dubbi sulla sostenibilità di questa rivincita, va sottolineato, non mancano, così come non mancano i commenti di chi ritiene che ormai lo spread BTP-Bund non sia, in realtà, neanche più il parametro finanziario per misurare il rischio dell’Italia.
C’è chi ha fatto notare, per esempio, come il termometro per misurare il rischio dell’Italia sia un altro altrettanto preciso, in un contesto in cui lo spread BTP- Bund potrebbe arrivare anche ad azzerarsi.
La gerarchia dei Titoli di stato è cambiata
Il paragone tra i valori dei rendimenti a 10 anni dei Titoli di Stato di Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia nel 2010 e i valori relativi a quest'anno 2025. (Fonte: Bloomberg)
Detto questo, i progressi i BTP li hanno fatti ancora, e sono sotto gli occhi di tutti, come dimostra anche l’altro spread, quello Italia-Francia o BTP-OAT.
Basti pensare che i rendimenti francesi a 10 anni si attestano attorno al 3,35% (in calo di 6 punti base su base mensile e in crescita di ben 43 punti base su base annua), mentre i rendimenti dei BTP oscillano attorno a 3,47% (in calo di 11 pb su base annua).
Va segnalato che i rendimenti degli OAT francesi, che continuano a prezzare il timore degli investitori per i conti pubblici di Parigi, e per la stabilità politica del Paese - messa a dura prova a partire dallo scorso anno - , sono più alti anche dei rendimenti dei bond della Grecia (3,31%, che sono a proposito più bassi di quelli dei BTP), del Portogallo (3,07%) e della Spagna, dunque dei Bonos (3,24%), a conferma di come la Francia venga considerata più rischiosa di queste altre economie europee.
Per quanto riguarda i Titoli di Stato tedeschi, ovvero i Bund, i rendimenti a 10 anni oscillano attorno al 2,69%, facendo sì che questi bond vengano considerati in via ufficiale il vero asset europeo del mercato dei Titoli di Stato affidabile. Peccato tuttavia che i sogni di gloria del governo di Friedrich Merz, tutto intento ad aumentare le spese di Berlino per la difesa e le infrastrutture, abbiano reso cauti gli investitori nei confronti dei Titoli tedeschi, non più espressione diretta della filosofia che vede il debito alla stregua di peccato (schuld).
Dimenticando per un attimo la grande gaffe della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sullo spread BTP-Bund, va detto che i BTP sono diventati davvero motivo di orgoglio per il governo italiano.
Lo spread è arrivato inoltre a bucare prima la soglia di 100 punti base, poi quella di 90 punti base, scivolando giorni fa anche sotto quota 80.
Tanto che qualcuno ha fatto notare che i veri bond paria sono diventati altri.
La rivincita dei BTP, dei Bonos & Co. ha stravolto la narrativa dei mercati dei bond
Felices ha presentato intanto la sua nuova classifica dei bond, facendo riferimento anche al periodo difficile che i Titoli di Stato americani, ovvero i Treasury, stanno attraversando, a causa delle vendite che stanno colpendo in generale quegli asset USA - dollaro incluso - che non vengono considerati più un porto sicuro, come un tempo, dalla comunità degli investitori globali.
Sul mercato dei Titoli di Stato la narrativa è stata praticamente stravolta, se si considera che, “a seguito della crisi (dei debiti sovrani), la storia era stata sempre quella di una situazione, in Europa, che sarebbe stata difficile da risolvere”, a causa della debolezza della crescita della sua economia, della spesa pubblica eccessiva e di un’area spesso preda delle tensioni tra gli Stati membri. “Ma questo è meno vero ora, soprattutto in termini di sprechi fiscali, a fronte degli Stati Uniti che sono meno convenzionali ”.
L’esperto ha fatto notare anzi che, in questa nuova situazione, la ripresa delle economie ha fatto sì che, nel corso del tempo, i bond dei relativi Paesi finissero con l’essere considerati sempre di più una valida alternativa non solo rispetto ai Treasury, ma anche rispetto ai bond dei principali Paesi del Continente, come Francia e Germania.
Il risultato è che i bond di quegli stessi Paesi che si beccarono l’appellativo di PIIGS, ovvero i BTP, i Bonos, i bond di Irlanda, Portogallo e Grecia, ora sono al top della classifica di PGIM Fixed Income.
“Sì a bond di Paesi che non aumentano spesa difesa come la Germania”
In evidenza, stando all’articolo di Bloomberg, anche l’opinione di un altro strategist, ovvero di Niall Scanlon, gestore di portafoglio della divisione di reddito fisso di Mediolanum International Funds Limited che, anche lui interpellato dall’agenzia di stampa, ha rivelato che la sua scelta preferita in assoluto è la Spagna, pur aggiungendo che anche i BTP dell’Italia sono apparsi tra i suoi top picks, nel corso di quest’anno.
Scanlon ha spiegato che, a essere preferiti, sono “Paesi con una solida crescita, che non si sono impegnati ad aumentare le spese per la difesa come la Germania ”, comunicando di fatto di non essere molto a favore dei Bund tedeschi.
“Meglio BTP e Bonos di OAT e Bund”
A dire la sua è stato infine anche Sachin Gupta, gestore di portafoglio del colosso dei bond PIMCO (Pacific Investment Management Co), che ha affermato senza mezzi termini che “ noi preferiamo l’Italia e la Spagna (dunque i BTP e i Bonos), alla Francia e alla Germania ”, dunque rispettivamente agli OAT e ai Bund.
Gupta ha aggiunto di credere inoltre che la performance di questi Titoli di Stato migliore rispetto a quanto stiano facendo gli altri debiti sovrani possa “ continuare, anche dopo aver fatto tutta questa strada ”.
E a parlare, di fatto, è il mercato, come emerge dal grafico che sottolinea come i rendimenti dei BTP si siano ormai allineati a quelli degli OAT francesi.
Quasi azzerato ormai lo spread tra Italia e Francia
I rendimenti dei BTP e quelli degli OAT francesi viaggiano praticamente allo stesso livello. (Fonte: Bloomberg).
Basta solo Treasury, l’imperativo è diversificare
A blindare i bond della periferia dell’area euro, infine, contattata da Bloomberg, Kristina Hooper, responsabile strategist di mercato per Man Group Plc, che ha fatto notare come ci siano ormai molte opportunità al di là di quelle considerate tradizionali nel mercato dei Titoli di Stato. “È il momento di diversificare, almeno in modo modesto, allontanandosi dagli Stati Uniti (Treasury)”, ha detto, parlando da New York, rimarcando che i Paesi periferici “stanno facendo bene, e che i loro bond appaiono molto più appetibili di quanto fossero soliti apparire un tempo”.
Qualche interrogativo sulla sostenibilità del rally, ovviamente c’è. “È innegabile che la grande spinta ci sia stata”, ha ammesso Gareth Hill, gestore senior dei fondi presso Royal London Asset Management Ltd. Alcuni tra gli investitori USA sono ancora riluttanti, inoltre, a scommettere su bond dell’area euro che siano diversi dai Bund tedeschi, che tuttora beneficiano della loro natura di safe asset.
Detto questo, molti gestori preferiscono tuttora i Titoli di Stato ex PIIGS, inclusi quelli che hanno già corso molto, come per l’appunto i BTP.