3 BTP da comprare perfetti per recuperare le minusvalenze

R. F.

12 Dicembre 2025 - 12:51

Se hai delle minusvalenze che stanno per scadere, valuta questi BTP con l’obiettivo di compensarle.

3 BTP da comprare perfetti per recuperare le minusvalenze

Molti di voi si troveranno forse in questa situazione. Cosa fare con le minusvalenze in scadenza nei prossimi anni e non avete capital gain da poter compensare?
Accade talvolta che nel dossier titoli in regime amministrato voi abbiate delle minusvalenze già accantonate, senza però avere delle plusvalenze da realizzare, che andrebbero a compensare le minusvalenze pregresse sterilizzando il capital gain.

Insomma, avete un credito fiscale che è dato dal 12,5% della minusvalenza se essa è stata realizzata su titoli di Stato, ed è invece del 26% della minusvalenza se essa è stata realizzata su azioni o fondi comuni di investimento o con obbligazioni aziendali. Ma non avete dei capital gain da realizzare. Eppure, come saprete, questo credito fiscale va utilizzato entro il 31 dicembre del 4° anno fiscale successivo alla data della creazione della minusvalenza.

Per esempio, se avete perso 1.000 euro vendendo azioni nel 2025, avete 260 euro di credito fiscale, da “spendere” contro i futuri capital gain entro il 31.12.2029. Ma può accadere che, per molte ragioni, non abbiate plusvalenze pendenti da realizzare sul vostro dossier titoli, cioè non avete altri investimenti che realizzano profitti tali da poter essere compensati con le perdite suddette. Allorquando tali minusvalenze saranno scadute, esse verranno perse per sempre, cioè il credito fiscale che poteva essere usato a compensazione delle plusvalenze future è morto definitivamente. Ma c’è anche un altro caso ancora più interessante.

Non avete ancora monetizzato la perdita? Cioè avete delle minusvalenze “pendenti”, che si manifestano su titoli non ancora venduti? In tal caso dovrete monetizzare la perdita, cioè dovrete registrare nel cassetto fiscale della vostra banca depositaria tali minusvalenze procedendo alla vendita sul mercato di tali titoli. Ma finché non vendete in perdita, la minusvalenza è “teorica” e non ha scadenza.

Se siete nella situazione appena descritta - avete minusvalenze pregresse già monetizate oppure minusvalenze pendenti ancora da monetizzare, ma non avete capital gain da realizzare - ci sono 3 BTP che potete comprare ad un prezzo molto sotto il valore di rimborso, realizzando così dei capital gain consistenti e evitando così di farseli tassare.

Acquistando questi BTP e tenendoli sino a scadenza, accumulerete dei capital gain, e così sarete in grado di “spendere” quelle minusvalenze accantonate anni fa, o quelle perdite che sono pendenti ma non realizzate.
Se infatti riusciamo ad acquistare dei bond governativi prezzati molto sotto la pari (sotto 100) e aspettiamo il rimborso alla pari a scadenza, essi “costruiranno” automaticamente per noi quella plusvalenza di cui abbiamo bisogno e che deve essere utilizzata prima che le minusvalenze scadono.

Attenzione, però: ci sono aliquote diverse a seconda degli strumenti finanziari. Per le minusvalenze su fondi comuni, azioni e obbligazioni corporate avrete un aliquota del 26% per calcolare il credito fiscale, mentre il capital gain sui titoli di Stato ha una tassazione del 12,5%.

In valore assoluto, questo vuol dire che servono più capital gain sui titoli di Stato per compensare perfettamente una minusvalenza su azioni e fondi comuni di investimento.

Per esempio, se ho perso 1.000 euro sulle azioni, che generano un credito di 260 euro, avrò bisogno di un capital gain sui titoli di stato di +2.000 euro che genera una tassa di 250 euro, e che verrà compensata adeguatamente dalle perdite di cui sopra.

I BTP che ho individuato per utilizzare le minusvalenze pregresse hanno tutti e tre scadenza 2028 e hanno cedola molto bassa, tale che il prezzo di mercato oggi, 12 dicembre, sia molto sotto la pari.

ATTENZIONE: poiché le minusvalenze possono essere compensate entro il 4° anno fiscale successivo a quello della creazione, se avete minusvalenze nel cassetto fiscale con scadenza 2028, vuol dire che sono state create nel 2024. Esse infatti scadono esattamente il 31 dicembre 2028. Questo non vuol dire che le minusvalenze che scadono negli anni antecedenti, come il 2027 o il 2026 non potranno essere compensate da questi BTP: se i BTP vengono infatti venduti sul mercato nel 2027 o nel 2026 (prima del rimborso finale) ma a prezzi superiori al costo di acquisto, essi generano comunque un capital gain, che viene compensato dalle minusvalenze pregresse con scadenza 2027 o 2026.

Il vostro consulente finanziario di fiducia o la vostra banca sarà in grado di rappresentare in maniera efficace la vostra posizione fiscale nel regime del risparmio amministrato e potrete decidere di conseguenza.

Gli esempi qui di seguito sono molto semplici e sono basati sui prezzi di mercato MOT dell’ 11 dicembre 2025 e su una base di investimento di 100.000 euro per rendere la comprensione della tematica più efficace:

1) BTP 0,25% 15/03/2028

  • ISIN IT0005433690
  • Emesso il 15/1/2021 ad un prezzo fiscale di 99,62
  • Prezzo attuale: 95,50
  • Spesa complessiva SENZA RATEO INTERESSI: 95.500 euro
  • Rimborso al 15/03/2028: 100.000 euro
  • Capital gain: 4.500 euro
  • Tassazione: 4.500 x 12,5% = 562,50 euro

Se avete minusvalenze totali pregresse che generano crediti fiscali pari o superiori a 562,50 euro, il capital gain generato dal rimborso del vostro BTP 15/3/2028 non sarà tassato. Ma rimane in vigore la tassazione del coupon di 0,25% al 12,5%, prelevata ad ogni stacco cedola. Si tratta infatti - per quest’ultimo - di un reddito da capitale che non compensa i redditi da capital gain

2) BTP 0.50% 15/7/2028

  • ISIN IT0005445306
  • Emesso il 15/7/2021 ad un prezzo fiscale di 98,69
  • Prezzo attuale: 95,30
  • Spesa complessiva SENZA RATEO INTERESSI: 95.300 euro
  • Rimborso all’15/74/2028: 100.000 euro
  • Capital gain: 4.700 euro
  • Tassazione: 4.700 x 12,5% = 587,50 euro

Se avete minusvalenze totali pregresse che generano crediti fiscali pari o superiori a 587,50 euro, il capital gain finale del vostro Btp 15/7/2028 non sarà tassato. Ma rimane in vigore la tassazione del coupon di 0,50% al 12.5%, prelevata ad ogni stacco cedola. Idem come sopra.

3) BTP Futura 0,60% 17/11/2028

  • ISIN IT0005425761
  • Emesso il 17/11/2020 a un prezzo fiscale di 100
  • Prezzo attuale: 95,70
  • Spesa complessiva SENZA RATEO INTERESSI: 95,70 euro
  • Rimborso all’17/11/2028: 100.000 euro
  • Capital gain: 4.300 euro
  • Tassazione: 4.300 euro x 12,5% = 537,50 euro

Se avete minusvalenze totali pregresse che generano crediti fiscali pari o superiori a 537.50 euro, il capital gain finale del vostro BTP 17/11/2028 non sarà tassato.

NB: Il BTP Futura, oltre che un coupon dello 0,60% lordo annuo, possiede anche un premio di indicizzazione sul rimborso finale, destinato ai sottoscrittori iniziali, che però è classificato come reddito da capitale, e quindi non verrà compensato dalle minusvalenze pregresse del vostro portafoglio.

Il BTP Futura 17/11/2028 ha cedole con tasso crescente (step-up) fissato al momento dell’emissione (0,35% per i primi 3 anni, poi 0,60% per i successivi 3 anni, poi 1% per gli ultimi 2 anni). Solo per chi lo ha sottoscritto in fase di emissione c’è anche un premio fedeltà finale legato alla crescita media del PIL nominale annuo (sarà pagato un premio minimo dell 1%, e massimo del 3%), che si somma al rimborso del capitale nominale a scadenza, senza indicizzazione all’inflazione (a differenza dei BTP Italia).

Indicizzazione cedole (tassi fissi):

  • Anni 1-3: Tasso annuo nominale dello 0,35% (0,175% semestrale).
  • Anni 4-6: Tasso annuo nominale dello 0,65% (0,325% semestrale).
  • Anni 7-8: Tasso annuo nominale dell’1,00% (0,50% semestrale).

Rimborso finale:

  • Capitale: Rimborso del valore nominale (alla pari, 100) a scadenza (17 novembre 2028).
  • Premio fedeltà: Un bonus aggiuntivo, pari alla crescita media del PIL nominale italiano annuo durante la vita del titolo, con un minimo dell’1% e un massimo del 3% del capitale nominale.

In sintesi: non è indicizzato all’inflazione; le cedole sono crescenti nel tempo (step-up) e il rimborso include un bonus fedeltà basato sulla crescita del PIL (riservato ai sottoscrittori in fase di emissione), ma tutti questi flussi di cassa sono da intendersi come redditi da capitale e come tali non compensano le minusvalenze pregresse, nel regime di risparmio amministrato.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.