Risparmiare sul mutuo: trucchi e consigli

Risparmiare sul mutuo è possibile, basta seguire alcuni accorgimenti. In questa guida forniamo alcuni trucchi e consigli pratici.

Risparmiare sul mutuo: trucchi e consigli

Risparmiare sul mutuo si può.

Comprare casa è uno dei sogni più ambiti da tante famiglie e molto spesso il mutuo è lo strumento per realizzarlo. La scelta del mutuo ipotecario richiede un minimo di conoscenza di alcuni concetti di base. Purtroppo molti aspiranti mutuatari si avventurano per la prima volta in banca a richiedere un mutuo e si indebitano per decenni senza un minimo di preparazione. Questa guida si pone l’obiettivo di fornire informazioni utili, trucchi e consigli pratici per risparmiare sul mutuo.

Spesso si dedica più tempo a scegliere il nuovo smartphone piuttosto che dedicare del tempo (prezioso, in tutti i sensi) a valutare il proprio mutuo.

Ecco alcuni trucchi e consigli per ottenere il mutuo più adatto alle proprie esigenze.

Farsi domande scomode ed evitare di farsi rifiutare la pratica di mutuo

Prima di cercare casa sarebbe opportuno esaminare la propria posizione finanziaria e lavorativa individuale e familiare per stabilire quali sono le nostre necessità e scoprire quali i limiti, a partire dall’importo massimo che la banca ci può concedere.

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Un’attenta analisi della propria situazione reddituale è il primo passo per l’ottenimento di un prestito e per risparmiare sul mutuo. Prima di tutto è il caso porsi delle domande: sono in grado di sostenere un impegno economico di una certa somma per la sua intera durata? E poi, indipendentemente dalle regole delle banche, qual è l’importo massimo della rata mensile che posso sostenere tenendo conto delle mie attuali entrate finanziarie? E ancora: se l’attuale nucleo familiare dovesse allargarsi riuscirei a pagare la stessa rata di oggi? L’impegno del mutuo mi permetterebbe di concedermi qualche sfizio personale, come ad esempio un viaggio? Oppure, sono disposto a fare dei sacrifici per i prossimi 20-30 anni?

Domande a cui rispondere non è facile, ma che tutti dovrebbero porsi prima di sottoscrivere un qualsiasi prestito, a maggior ragione se si tratta di un mutuo di importo considerevole e di lunga durata. Prima di farsi rifiutare la richiesta di mutuo da parte della banca, che comunque prenderà in considerazione la nostra situazione personale, dovremmo renderci conto quale sia l’impegno finanziario più sostenibile per noi e per la nostra famiglia.

Evitare di sottoscrivere finanziamenti prima di richiedere il mutuo

In genere le banche non vedono di buon occhio coloro che richiedono un mutuo e contemporaneamente hanno già dei finanziamenti in corso, soprattutto se i prestiti sono stati chiesti poco prima della domanda di mutuo. Sia chiaro, la presenza di finanziamenti in capo al richiedente al momento della richiesta di mutuo non ne esclude a prescindere l’accettazione. Tuttavia, un impegno finanziario di troppo può essere determinante per il rifiuto del mutuo da parte dell’istituto di credito che deve decidere se deliberare la pratica. In ogni caso, la banca terrà conto dei finanziamenti in corso, e aggiunta la nuova rata del mutuo, valuterà se il totale degli impegni finanziari rientra nel rapporto rata/reddito accettato dalla banca.

Ad esempio, se il nucleo familiare che si appresta a richiedere un mutuo ha un’entrata mensile di 3.000 euro, indicativamente, se il rapporto rata/redddito di riferimento dell’istituto fosse pari ad un terzo, l’impegno del totale dei debiti non dovrà superare la soglia di 1.000 euro mensili. Pertanto, se la rata del mutuo fosse di 600 euro e gli altri finanziamenti in corso avessero una rata entro i 400 euro, salvo tutti gli altri requisiti, ci saranno buone probabilità che il mutuo venga accettato. Al contrario, per lo stesso caso, se la rata del nuovo mutuo fosse di 800 euro e l’impegno rateale già in essere fosse di 300 euro, la pratica rischierebbe di essere rifiutata.

Uno spread migliore comporta un tasso di interesse più basso

Più avanti parleremo dell’importanza del Taeg, ma per adesso ci soffermiamo sullo spread bancario applicato ai mutui, sia fissi che variabili. Lo spread è la componente fissa del tasso di interesse sulla base del quale il mutuatario paga la rata. Sui mutui a tasso fisso, allo spread deve essere aggiunto l’Eurirs, noto anche come Irs, mentre nel caso dei mutui a tasso variabile sarà aggiunto l’Euribor. Pertanto, considerando che per l’intera durata del piano di rimborso lo spread resta costante, per risparmiare sul mutuo, è bene ricordare che ad uno spread più basso corrisponde un tasso di interesse più favorevole per chi richiede un mutuo.

Confrontare le varie proposte di mutuo attraverso il Taeg

Conoscere il Taeg consente al richiedente di conoscere a quanto ammontano i costi effettivi del mutuo. Non bisogna pertanto limitarsi a considerare esclusivamente l’importo della rata mensile, ma è fondamentale, ai fini del risparmio totale sul mutuo, includere nel costo complessivo del finanziamento anche le spese accessorie, vale a dire le spese relative all’istruttoria della banca, alla perizia, alle assicurazioni obbligatorie ed eventualmente alla mediazione creditizia svolta da parte di un professionista. Il Taeg, pertanto, offre al richiedente il mutuo la vantaggiosa opportunità di mettere a confronto svariate proposte commerciali, in modo da determinare quale sia la più vantaggiosa in rapporto alle proprie necessità.

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Distinguere il tasso di ingresso con il tasso a regime

Massima attenzione a determinate promozioni bancarie. Numerosi, infatti, sono gli istituti di credito che propongono il tasso di ingresso a condizioni particolarmente favorevoli. Il problema, spesso, è che il tasso pubblicizzato, a tutti gli effetti promozionale, è valevole limitatamente alle prime rate da saldare. Per questo motivo è importante considerare il tasso a regime, in quanto valevole per l’intera durata del piano di rimborso.

Valutare se i mutui a tasso misto convengano davvero

Rispetto a tanti anni fa in cui la scelta della tipologia del tasso del mutuo ricadeva semplicemente sul fisso o variabile, oggi chi valuta le varie offerte di mutuo si accorgerà che esistono decine di soluzioni differenti. Tra queste il mutuo con Cap, che stabilisce un tetto massimo al tasso, il Floor, che fissa un tasso minimo a favore della banca, il mutuo modulare, che consente di partire con un tasso, ad esempio variabile, e questo può essere modificato a fisso nel corso degli anni, o ancora, il mutuo a rata costante, che parte con un tasso fisso per un certo periodo di tempo e in base all’andamento dei tassi futuri verrà modificata la durata finale del rimborso.

Potremmo continuare con altre tipologie, ma ci soffermiamo su una domanda: «i cosiddetti tassi misti convengono?» Proviamo a rispondere: alcune volte, certi contratti di mutuo sembrano essere disegnati per far fronte ad una particolare esigenza. In tanti casi queste tipologie di mutuo sono solo delle vere e proprie operazioni di marketing, costruite per andare incontro alle paure tipiche dei mutuatari, come il legittimo timore che i tassi potrebbero aumentare nel corso degli anni.

La scelta di una proposta commerciale mista, a metà strada tra un’opzione definitiva tra mutuo a tasso fisso e a tasso variabile, di primo acchito può apparire vantaggiosa. Molti richiedenti, in tal senso, credono che questo tipo di offerte prendano il meglio da entrambe le soluzioni. In realtà, solo pochissime volte questo avviene, al punto che le soluzioni intermedie si dimostrano quasi sempre più care.
Infatti, è bene considerare queste soluzioni come delle coperture aggiuntive a favore del cliente, ma per quanto tali queste hanno dei costi, che il più delle volte si tramuta in un più alto valore dello spread proposto.

Occhio ai costi delle polizze assicurative

In fase di richiesta di mutuo, in genere le banche propongono al mutuatario alcune assicurazioni che riguardano la copertura caso morte, la perdita impiego e tutti i rischi per precludono il regolare pagamento delle rate del mutuo. Ricordiamo che l’unica polizza obbligatoria è quella incendio e scoppio a favore dell’istituto di credito che eroga il mutuo. La banca, oltre a proporre una sua polizza, è obbligata per legge a fornire almeno un altro preventivo di un’altra compagnia assicurativa esterna all’istituto al fine di favorire un confronto consapevole per il cliente. Spesso ciò non accade. Pertanto, il suggerimento è quello di documentarsi e chiedere vari preventivi a più compagnie prima di decidere con chi sottoscrivere le assicurazioni obbligatorie ed eventualmente valutare anche altre coperture.

Surroga del mutuo: come risparmiare

La surroga del mutuo può rivelarsi un’ottima decisione nell’ottica di risparmiare sul mutuo casa. Sapersi destreggiare tra le varie offerte non è però facile. La concorrenza tra gli istituti di credito si è fatta sempre più forte negli ultimi anni, proprio da quando la surroga è gratuita e consente di poter cambiare mutuo passando da una banca ad un’altra senza costi.

Occorre valutare periodicamente l’opzione del trasferimento del mutuo e rimanere aggiornati con le varie proposte commerciali e seguire l’andamento dei tassi di interesse, monitorando il trend degli indici Euribor e Eurirs.

L’enorme vantaggio della surroga mutuo si concentra non solo sul miglioramento costante delle condizioni contrattuali, ma sul fatto che è la nuova banca ad accollarsi tutti i costi. Ormai, negli ultimi anni, sono molti coloro che ricorrono frequentemente alla surroga. Spostare diverse volte il mutuo per l’intera durata del piano di rimborso è consentito perché non viene per legge fissato alcun limite in questo senso, e oltretutto può essere una mossa vincente in quanto la surroga può far risparmiare oltre 10.000 euro.

Creare un piano di rimborso per estinguere il mutuo più velocemente

Un trucco per risparmiare sul mutuo è scoprire alcune tecniche che consentono di pagare meno interessi alla banca. Nei punti precedenti abbiamo visto come poter ottenere il miglior mutuo alle condizioni più vantaggiose, ma se si vuole davvero eliminare il maggior costo del mutuo, ovvero gli interessi, bisogna crearsi un piano di rimborso che abbatta più rapidamente il capitale. In che modo? Supponiamo di avere un mutuo di lunga durata, ad esempio 25 anni. Immaginiamo che il mutuo sia di 170.000 euro e stiamo pagando un tasso fisso del 2%. Utilizzando il nostro calcolatore mutuo scopriamo che la rata mensile sarà di 720,55 euro e la quota di interessi da pagare all’istituto sarà di 46.165,71, oltre al capitale prestato. Se si studiasse un piano accelerato che ci consenta di pagare più velocemente, non solo elimineremo il debito prima, ma pagheremo meno interessi.

Ecco un consiglio pratico: pagare la rata ogni 15 giorni. Invece di pagare la rata del mutuo una volta al mese, si può programmare di pagare sul conto corrente dedicato al mutuo metà dell’importo mensile ogni due settimane.

Il vantaggio del pagamento bisettimanale consiste nel fatto che in un anno ci sono 52 settimane, il che permette di effettuare un totale di 26 pagamenti. Continuando a pagare nel classico metodo mensile, avremmo a disposizione solo 24 pagamenti in un anno, quindi in realtà, il metodo del pagamento del mutuo bisettimanale prevede due pagamenti extra ogni anno, il che equivale ad una rata in più ogni anno, 13 anziché 12.

Facciamo un esempio: supponiamo che l’attuale rata mensile del mutuo sia di 500 euro. Nel corso di un anno, con il metodo classico dovremmo sostenere un pagamento totale di 6.000 euro. Con il metodo bisettimanale, invece, alternando ogni 15 giorni il pagamento di metà rata di mutuo, vale a dire 250 euro, effettueremmo il pagamento 26 volte, il che significa che pagheremmo in totale 6.500 euro, 500 euro in più rispetto alla normalità, che corrisponde esattamente ad una rata in più ogni anno.

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Nel caso di un mutuo di 25 anni, senza accorgercene, ridurremmo la durata di oltre due anni. Una precisazione: la differenza accumulata ogni anno dovrebbe essere utilizzata per un’estinzione parziale del mutuo oppure, anno per anno, tale somma dovrebbe essere accantonata per permettere di estinguere il mutuo successivamente.

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