Sospensione mutui prima casa: requisiti, modulo e domanda

Sospensione mutui prima casa, pubblicato il nuovo modulo per richiedere lo stop delle rate. Inoltre è stata ampliata la platea di beneficiari aumentando la soglia massima fino a 400.000 euro. Vediamo quali sono i requisiti e le ultime novità.

Sospensione mutui prima casa: requisiti, modulo e domanda

Sospensione mutui prima casa, la possibilità di chiedere lo stop delle rate fa parte delle misure a sostegno economico di imprese e famiglie del decreto Cura Italia.

La misura è stata poi ripresa dal decreto Liquidità, che in sede di conversione ha aumentato la soglia massima di importo fino a 400.000 euro.

La platea di beneficiari dell’agevolazione quindi aumenta con le ultime novità comunicate dal Ministero dell’Economia, che ha anche aggiornato il modulo con cui fare domanda.

Inoltre, qualora la richiesta di sospensione del mutuo non venisse accettata dalla banca (nonostante il possesso dei requisiti) è possibile effettuare una segnalazione tramite email.

In questo momento di stasi economica che sta coinvolgendo tutta l’Italia, il Governo decide di ripartire dando un sostegno finanziario sui mutui.

Già il decreto del 2 marzo all’articolo 26 ha previsto un allargamento del raggio d’azione del Fondo di solidarietà, in modo da garantire un aiuto a chi si trova in difficoltà col mutuo della prima casa.

Si tratta di un ampliamento strutturale e non temporaneo dei beneficiari di tale agevolazione, anche quando è stata richiesta la cassa integrazione.

Due le novità introdotte dall’articolo 54 del decreto Cura Italia: il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa è stato esteso anche ai lavoratori autonomi -previa autocertificazione della riduzione del fatturato-, e per accedervi è stato eliminato il requisito ISEE.

Sospensione mutui prima casa: i requisiti

Sono varie le misure prese dal Governo a sostegno economico di famiglie e partite IVA. Per quanto riguarda i mutui prima casa, i contribuenti possono far riferimento all’articolo 26 del decreto del 2 marzo ha esteso l’accesso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa.

L’agevolazione può essere richiesta anche da chi è in cassa integrazione.

Per un periodo di 9 mesi dall’entrata in vigore del decreto Cura Italia, l’accesso al Fondo è possibile coi seguenti requisiti:

  • la sospensione dell’attività lavorativa o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni;
  • la prima casa per cui si è stipulato il mutuo non deve essere destinato a un’abitazione di lusso;
  • il finanziamento deve essere stato stipulato da almeno un anno;
  • il pagamento delle rate non può avvenire con più di 90 giorni di ritardo.

Tra le ultime novità comunicate dal MEF c’è l’aumento della soglia per la richiesta dei mutui fino a 400.000 euro (la soglia precedente era 250.000 euro), oltre che ai mutui concessi per il tramite del Fondo di garanzia per l’acquisto dei mutui prima casa, gestito da CONSAP spa.

Inoltre, è stato eliminato il requisito ISEE per poter richiedere la sospensione delle rate del mutuo prima casa, rendendo quindi l’agevolazione accessibile a molti più contribuenti: non c’è un limite di reddito per poter accedere al Fondo di Solidarietà.

Inoltre, e qui c’è l’altra grande novità in riferimento ai mutui prima casa, il Fondo Gasparrini è stato esteso anche ai lavoratori autonomi dall’articolo 54 del Cura Italia.

Così come i lavoratori dipendenti hanno l’obbligo di certificare la sospensione dell’attività lavorativa o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni, c’è una condizione specifica anche per i lavoratori autonomi.

In particolare, le partite IVA dovranno autocertificare di aver registrato, “in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data”, una riduzione del proprio fatturato.

Il calo del fatturato registrato deve essere superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, quindi deve essere una conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività dovuta alle misure di contenimento del contagio: le regole per professionisti e autonomi si applicano fino al 17 dicembre.

Ulteriori informazioni sull’accesso al Fondo arrivano col comunicato stampa del MEF del 30 marzo, in cui si specifica che:

  • è possibile beneficiare anche per chi ha già fruito in passato della sospensione (purché l’ammortamento sia ripreso da 3 mesi);
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Il decreto Liquidità ha esteso l’agevolazione anche a commercianti, artigiani e piccoli imprenditori, precedentemente esclusi dalla sospensione dei mutui.

Sospensione mutui prima casa: per quanti mesi?

Chi è in possesso di questi requisiti può chiedere la sospensione delle rate del mutuo per un periodo massimo di 18 mesi.

Si tratta però del periodo di sospensione più lungo. Il decreto attuativo del MEF dell’articolo 54 del Cura Italia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 marzo 2020, specifica che la stop alle rate del mutuo può avvenire per una durata massima complessiva non superiore a:

  • 6 mesi quando la sospensione/riduzione del lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi;
  • 12 mesi quando la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro interessa un periodo che va dai 151 ai 302 giorni di lavoro consecutivi;
  • 18 mesi se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro supera i 303 giorni lavorativi consecutivi.

La sospensione, specifica il decreto attuativo, può essere reiterata, sempre nel limite dei 18 mesi di durata massima complessiva, anche per periodi non continuativi entro le risorse in dotazione del Fondo.

Sospensione mutui prima casa: come fare richiesta? Ecco il modulo

A gestire le risorse del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che ammontano a circa 400 milioni di euro, è la Consap per conto del Ministero dell’Economia.

C’è da specificare che gli interessi saranno comunque dovuti, come specifica il comma 2 dell’articolo 54:

“Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o finanziari, il Fondo istituito dal comma 475, su richiesta del mutuatario che intende avvalersi della facoltà prevista dal comma 476, presentata per il tramite dell’intermediario medesimo, provvede, al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.”

Per fare richiesta della sospensione delle rate del mutuo della prima casa si deve innanzitutto compilare il nuovo modulo, pubblicato dal MEF il 30 aprile.

MODULO SOSPENSIONE RATE MUTUO PRIMA CASA1 – aggiornato al 29 aprile 2020 (DL 18/2020 convertito in legge)
Clicca qui per scaricare il file.

Il nuovo modulo, aggiornato e semplificato rispetto al modello precedente, può essere compilato online direttamente sui siti di:

  • Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • Consap;
  • Abi.

Una volta compilato, il modulo va inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca.

Il cittadino in possesso dei requisiti che vuole ottenere in tempi rapidi la sospensione del mutuo deve contattare la banca che gli ha concesso il finanziamento e presentare la documentazione necessaria.

Per quanto riguarda la certificazione della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro, servirà un attestato del datore di lavoro.

Infine, è importante sottolineare che in caso di sospensione del mutuo negata è possibile effettuare una segnalazione della banca tramite una mail all’indirizzo di posta elettronica com.banche@camera.it, appositamente attivato dall’On. Ruocco del Movimento 5 Stelle.

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