Quanto ci costerà il reddito di cittadinanza? Tagli per la Naspi, Garanzia Giovani e 80€

Il Governo sta pensando a come reperire i 15 miliardi di euro per introdurre il reddito di cittadinanza; a rischio la Dis-Coll, il progetto Garanzia Giovani e il bonus 80€.

Quanto ci costerà il reddito di cittadinanza? Tagli per la Naspi, Garanzia Giovani e 80€

Se il reddito di cittadinanza - così come promesso dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio - verrà veramente introdotto nel 2019 lo scopriremo nelle prossime settimane; come confermato dal sottosegretario all’Economia Laura Castelli del Movimento 5 Stelle, infatti, in questi giorni la squadra di Governo - principalmente dell’area pentastellata - sta lavorando per capire in che modo sarà possibile introdurre questo importante strumento per il contrasto alla povertà e il reinserimento nel mercato del lavoro senza mettere a rischio i conti pubblici.

Come dichiarato da Laura Castelli originariamente per introdurre il reddito di cittadinanza era stato stimato un costo complessivo di 17 miliardi di euro; il sottosegretario all’Economia, però, non ha escluso che questa cifra possa essere ridotta fino ad arrivare a 15 miliardi.

Anche se così fosse, però, il reddito di cittadinanza richiederebbe uno sforzo economico notevole, specialmente se a questo dovrebbe affiancarsi la flat tax e la riforma delle pensioni.

Ecco perché, in tal caso, ci sarebbero dei sacrifici da fare; a quanto pare, infatti, il Governo potrebbe decidere di reperire le risorse necessarie procedendo con una razionalizzazione delle spese sociali, previdenziali, assistenziali e di stimolo fiscali esistenti; insomma, verrebbero tagliati alcuni strumenti che una volta introdotto il reddito di cittadinanza non avrebbero motivo di esistere lasciando invece inalterate le tasse e le altre fonti pubbliche.

Quanto ci costerà quindi il reddito di cittadinanza e a cosa bisognerà rinunciare una volta che questo strumento per il contrasto alla povertà verrà ufficialmente introdotto? In attesa di ricevere una risposta chiara dal Governo possiamo fare riferimento alla proiezione elaborata dalla rivista “Economia e politica” diretta dall’economista Riccardo Realfonzo nella quale è stato illustrato il possibile piano con cui si potrebbero reperire le risorse necessarie per l’introduzione del reddito di cittadinanza.

Una proiezione che merita di essere riportata se non altro perché ha ricevuto il plauso di Pasquale Tridico, consulente principale di Luigi Di Maio per le politiche del lavoro. A quanto pare, quindi, il lavoro svolto dalla rivista di Realfonzo non è distante da quella che potrebbe essere la realtà dei fatti.

Vediamo quindi quali sono le previsioni fatte da “Economia e Politica” e quale sarà il costo che gli italiani dovranno pagare per l’introduzione del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza, quanto ci costerà?

Come anticipato per introdurre il reddito di cittadinanza sarà necessario un investimento da parte dello Stato che va dai 15 ai 17 miliardi di euro.

Un investimento cospicuo che rende necessari alcuni sacrifici. A tal proposito, come previsto dall’elaborazione fatta da “Economia e Politica” ci saranno dei tagli per quanto riguarda la Naspi; nel dettaglio, circa 950 milioni di euro potrebbero essere recuperati tramite la sospensione dell’assicurazione per la disoccupazione, dell’assistenza per la disoccupazione e della DisColl, ovvero l’indennità di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

Altri 2,750 miliardi di euro, poi, potrebbero essere recuperati tramite l’abolizione del reddito di inclusione introdotto nella scorsa legislatura dal Governo di Centrosinistra; d’altronde in caso di introduzione del reddito di cittadinanza non ci sarebbe alcun motivo di mantenere entrambi gli strumenti.

Ulteriori 2 miliardi di euro verrebbero reperiti dalla sospensione degli interventi di attivazioni condizionanti, come ad esempio dall’assegno individuale di ricollocazione e dal progetto Garanzia Giovani.

Poco meno di 300 milioni di euro, invece, potrebbero essere recuperati sospendendo il bonus per l’acquisto di beni culturali.

Ma anche così mancherebbero circa 9 miliardi di euro per far partire il reddito di cittadinanza; ecco quindi che per la proiezione della suddetta rivista economica si potrebbe procedere con il taglio del bonus 80 euro introdotto dal Matteo Renzi.

In questo modo verrebbero recuperati complessivamente 14,991 miliardi di euro, quindi abbastanza per far partire il reddito di cittadinanza senza richiedere ulteriori investimenti da parte dello Stato; ma per i cittadini, specialmente per coloro che non rientrerebbero nella platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto.

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