Mercati: investire sulle azioni tech anche nel 2021?

Pierandrea Ferrari

2 Dicembre 2020 - 17:08

2 Dicembre 2020 - 17:09

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Le grandi aziende statunitensi del settore tecnologico hanno registrato una notevole crescita negli ultimi anni, ma il 2021 potrebbe essere l’occasione per diversificare il proprio portafoglio.

Mercati: investire sulle azioni tech anche nel 2021?

Per i mercati è giunto il momento di guardare oltre i titoli performanti del settore tecnologico statunitense.

Quella che a prima vista potrebbe sembrare una provocazione è in realtà un’idea che sta prendendo sempre più piede negli ambienti borsistici internazionali. Un cambio di strategia non privo di rischi, certo, poiché il quintetto conosciuto come FAANG – acronimo di Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google – ha permesso a migliaia di investitori di rimpinguare le proprie tasche negli ultimi anni.

Ma il 2021, secondo gli analisti, potrebbe essere davvero un’opportunità per ricalibrare i propri investimenti, preferendo i titoli value (azioni di società che sembrano scambiare a un prezzo inferiore rispetto ai loro fondamentali) ai titoli growth (azioni di società - come le Big tech americane - con il potenziale di sovraperformare il mercato nel corso del tempo).

Mercati: nel 2021 occhi puntati sui titoli value

I titoli azionari delle Big tech statunitensi negli ultimi anni sono stati trainati da risultati finanziari oltre le aspettative, relativi perlopiù alle entrate e alla crescente quota di mercato. Elementi, questi, che hanno indotto le autorità antitrust ad attenzionare i movimenti e le strategie delle grandi società americane.

Ma questo dominio potrebbe ora essere giunto al termine. Ne è convinto Eric Kuby, Chief Investment Officer di North Star Investment Management, che in un’intervista rilasciata alla CNN ha dichiarato:

“Stiamo uscendo fuori da un lungo periodo in cui le Big tech hanno registrato performance straordinarie, ma ora i titoli value sono davvero poco costosi”.

La questione, dunque, ruota intorno alla sempiterna contesa tra valore e crescita. Se gli investitori tornassero a premiare la prima potremmo assistere il prossimo anno ad una eccezionale rotazione nei mercati finanziari.

E di scelta, secondo gli analisti, ce n’è. Nei loro “cahier” sono segnati in rosso i settori con un maggior valore intrinseco: energia, retail e banche. Comparti, questi, che potrebbero figurare tra quelli che beneficeranno maggiormente della distribuzione dei vaccini anti-Covid e del consequenziale smantellamento delle restrizioni attualmente in vigore.

Una linea di pensiero sposata anche da David Harden, presidente di Summit Global Investments, che interrogato sulle strategie finanziarie per il 2021 ha affermato:

“Non ci sono dubbi che i titoli value registreranno straordinarie performance. È tempo di guardare verso grandi aziende con alta qualità e bassa volatilità”.

Titoli tecnologici: da conservare nel portafoglio nel 2021?

È vero, dunque, che la ripresa il prossimo anno sarà più ampia, poiché i mercati sono stati sinora eccessivamente dipendenti dalle performance dei titoli tecnologici. D’altra parte – sostengono alcuni analisti – non vi è ragione per cui la crescita di altri settori debba forzatamente comportare un crollo delle Big tech (e, più in generale, dei titoli growth).

Un ragionamento sintetizzato con efficacia da Tom Essaye, editor di The Sevens Report, che ha dichiarato:

“Pensiamo che la rotazione verso il valore dovrebbe portare alla creazione di un portafoglio più bilanciato, e non all’abbandono di massa dei titoli growth”.

Dunque, premiare i titoli value nel 2021 è un comandamento che sembra fare proseliti a Wall Street, ma nell’interpretazione di alcuni analisti si traduce nel tentativo di bilanciare maggiormente il rapporto valore-crescita nel proprio portafoglio, mantenendo comunque una posizione su quel settore tecnologico che ha spinto la corsa di mercati durante la pandemia.

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