Melegatti: a rischio le colombe di Pasqua?

Per Melegatti è a rischio la campagna di Pasqua: sindacati proclamano stato di agitazione

Melegatti: a rischio le colombe di Pasqua?

Nuove nubi si addensano sulla vicenda Melegatti. I sindacati hanno proclamato un nuovo stato d’agitazione e promettono ulteriori forme di protesta contro l’incertezza sul futuro dell’azienda.

In particolare si attende di conoscere i tempi dell’avvio della campagna di Pasqua, dopo il successo che aveva ottenuto quella di Natale, grazie anche a una campagna sui social network che invitava ad acquistare panettone e pandoro prodotti dalla storica azienda veronese.

Nulla di fatto, intanto, all’incontro che ieri si è svolto tra i sindacati e il nuovo direttore dell’azienda.

Proclamato lo stato di agitazione

Dalla riunione svoltasi ieri tra i Paola Salvi di Flai Cgil, Maurizio Tolotto di Fai Cisl e Daniele Mirandola di Uila Uil con il nuovo direttore dell’azienda, Sergio Perosa, i sindacati sono usciti insoddisfatti.

Nessuna novità sulle prossime attività di produzione della Melegatti è emersa dall’incontro ed è per questo che le sigle sindacali hanno annunciato un nuovo stato di agitazione chiedendo al contempo un incontro urgente in Prefettura con tutti gli attori interessati alla vicenda: proprietà, consulenti, commissari del tribunale e rappresentanti del fondo finanziatore.

Anche se gli stipendi, in ritardo, sono stati accreditati sui conti correnti dei dipendenti nelle scorse ore, la situazione dei lavoratori resta incerta.

Per poter far partire la produzione dei dolci da immettere sul mercato per le prossime festività pasquali serve il via libera del tribunale di Verona, che però tarda ad arrivare.

Il fondo Abalone e Dal Colle in aiuto di Melegatti

Grazie all’intervento del fondo maltese Abalone, che prevedeva un innesto di circa 16 milioni di euro, di cui 6 da erogare proprio in prossimità delle feste di natale, Melagatti aveva potuto riprendere la produzione portando sugli scaffali dei supermercati italiani circa 1,57 milioni tra panettoni e pandoro.

Un’operazione che ha avuto grande risalto non solo sulla stampa ma anche sui social network dove era partita una vera e propria campagna di solidarietà di invito all’acquisto per salvare la storica azienda veronese.

Gli altri 10 milioni sarebbero attesi a breve e dovrebbero servire per finanziare la campagna di Pasqua.

I sindacati, a tal proposito, però spiegano che nell’incontro avuto, Perosa non ha fornito

“alcuna delle informazioni richieste, adducendo che non era la sede adeguata per affrontare certe tematiche rifiutando di rispondere a domande precise, quali, ad esempio, se sarà ancora il fondo Abalone il soggetto finanziatore della campagna di Pasqua 2018, e di quali siano ad oggi le criticità evidenziate dal Tribunale dal non avere ancora dato il via libera alla ripartenza delle produzioni”.

Nel frattempo, a fine dicembre, in aiuto di Melegatti è arrivata un’altra veronese, la Dal Colle che ha sottoscritto una quota del 30% nella società del fondo maltese.

L’intervento di Dal Colle è stato salutato positivamente soprattutto sotto il profilo industriale e che avrebbe consentito di riprendere la produzione dei prodotti continuativi – come le brioche – nell’impianto di San Martino Buon Allegro, mai entrato a regime.

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