“Chiedere il MES significa essere anti-italiano” - G. Marcotti

Tiene ancora banco in Italia la questione del MES. Giancarlo Marcotti è tornato a parlarne a Mondo & Finanza in onda sul canale YouTube di Money.it.

Partiti o deputati che firmeranno il MES sono anti-italiani”, le parole pronunciate da Giancarlo Marcotti nell’ultima puntata di Mondo & Finanza sul canale YouTube di Money.it in merito alla decisione che il Parlamento dovrà prendere circa il fondo salva-Stati.

In Italia il tema è ancora molto attuale e negli ultimi giorni la posizione del Governo sembrerebbe quella di non ricorrere allo strumento, ribadendo così l’inadeguatezza dello stesso.

Sullo sfondo il Recovery Fund, che per l’esecutivo rimane il dispositivo più efficace per riavviare la macchina del Paese e sulle cui modalità si sta riflettendo attentamente.

Caratteristica del MES è avere condizioni

L’Italia ha da qualche ora avviato il secondo stadio della Fase 2 dell’emergenza coronavirus. La ripartenza passerà necessariamente da una strategia economica ben definita che potrà essere realmente efficace solo con un sostegno delle istituzioni europee. Uno degli strumenti su cui si discute è quello del MES, il Meccanismo europeo di stabilità, e non è ancora chiaro se possa essere utilizzato senza condizioni o meno.

Tuttavia, secondo Giancarlo Marcotti, direttore responsabile di Finanza in Chiaro, sarebbe una caratteristica intrinseca dello strumento il fatto di prevedere condizionalità. Ecco cos’ha detto durante la trentesima puntata di Mondo & Finanza per Money.it:

“Il MES è il MES e prevede condizionalità. Affermare che non abbia nessuna condizionalità è una balla e una delle condizioni è che gli stranieri vengano a comandare in Italia”.

“Anti-italiano chi firmerà il MES”

Sullo strumento del MES l’esecutivo è apparso finora diviso. Da una parte Italia Viva e il Partito Democratico convinti della bontà della soluzione definita dall’Eurogruppo, dall’altra il Movimento 5 Stelle che continua a ribadire come la linea di credito da 37 miliardi sia fondamentalmente inadeguata. Stessa posizione di Meloni e Salvini che da settimane che hanno a più riprese definito il MES come una ‘trappola’.

Sarà però il Parlamento a prendere una decisione definitiva e secondo Marcotti la firma sul MES per partiti e deputati rappresenterà una dichiarazione d’intenti. Queste le sue parole:

“Un partito che chieda il MES o qualunque deputato che lo firmi opera in malafede. Chiunque si schieri a favore è un anti-italiano, non può rappresentare la volontà del popolo. Un parlamentare che vota per far arrivare in Italia gli stranieri a comandare non merita di sedere tra gli scranni in Parlamento”.

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1 commento

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Carlo • 1 settimana fa

Scusatemi, ma io non riesco a capire. Siamo senza soldi. Non siamo affidabili perchè non manteniamo i ns. impegni. Non introduciamo le riforme che noi stessi riteniamo necessari. Abbiamo un debito pubblico astronomico e sembra che non freghi a nessuno dei ns governanti.
Con questa situazione abbiamo il coraggio di andare a implorare soldi in giro, come mendicanti, e pretendiamo zero condizioni. Assurdo, assurdo, assurdo. Come si fa? Questa è la storia della formica e della cicala.
Io penso che, come minimo, noi stessi dovremmo suggerire le condizioni. Forse così un po’ di credibilità la riguadagnamo.

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