La Tasi è una patrimoniale. Le 3 criticità individuate dalla Corte dei Conti

Si scrive Tasi si legge IMU? Secondo la Corte dei Conti la Tasi non è nient’altro che una patrimoniale che presenta diversi punti di criticità, vediamo quali.

La Tasi è una patrimoniale bella e buona, parola della Corte dei Conti. La magistratura contabile in un’audizione del 21 marzo (durante l’esame del decreto legge n. 16/2014) ha così bollato la nuova tassa sulla casa (sui servizi indivisibili), in vigore da quest’anno, secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2014.

Nonostante tutta la propaganda sull’abolizione, i contribuenti hanno capito già da un pezzo che la nuova tassa sulla casa sarebbe stata una nuova IMU sotto mentite spoglie (anzi è opinione diffusa che la Tasi ci costerà anche più dell’IMU).

Le premesse iniziali sono state tradite, la Tasi è come l’IMU, ecco tutte le criticità individuate dalla Corte dei Conti.

Tasi come IMU?

Secondo la Corte dei Conti la Tasi:

«doveva essere una service tax che, come accade in altri paesi europei, incide sugli occupanti, e quindi anche sugli inquilini di immobili a uso abitativo sulla base di parametri di massima dei benefici derivanti dai servizi comunali, qual è la superficie dell’abitazione, tenendo conto dell’ampiezza e della composizione della famiglia occupante».

Tuttavia la Tasi si configura come una patrimoniale e gli inquilini sono tenuti a versare solo il 10%, aumentabile fino al 30%. I punti di criticità individuati dalla Corte dei Conti sono molteplici, li riassumiamo in 3 punti:

  • la base imponibile è costituita dal valore catastale dell’immobile, mentre il contribuente è, di fatto, quasi solo il proprietario;
  • le agevolazioni sono considerate valide solo per il 2014 e ciò causa un’evidente provvisorietà sul sistema di finanziamento degli enti locali e, di conseguenza, incertezza nei contribuenti;
  • la discrezionalità concessa ai Comuni accentua le differenze di imposizione a livello locale, il ché può tradursi in una sorta di «delocalizzazione» di aziende, nonché persone fisiche, in ragione della convenienza fiscale, e un significativo calo della Tax Compliance, che misura la fedeltà fiscale dei contribuenti;

In sintesi la Tasi è una patrimoniale che rientra nella «logica dell’emergenza» relativa ai bilanci locali. Ricordiamo che negli ultimi 16 anni le tasse locali sono salite del 200% perché, come spiega la CGIA di Mestre:

“L’aumento delle tasse locali è il risultato del forte decentramento fiscale iniziato negli anni novanta del secolo scorso. L’introduzione dell’Ici, dell’Irap, delle addizionali comunali e regionali Irpef, hanno fatto impennare il gettito della tassazione locale che è servito a coprire le nuove funzioni e le nuove competenze che sono state trasferite alle Autonomie locali".

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