I problemi della fatturazione elettronica

A partire dal 6 giugno i fornitori delle pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi alle nuove norme in materia di fatture elettroniche. I possibili problemi al riguardo.

Si parla sempre più di fatturazione elettronica (obbligo per l’emissione fissato al 6 giugno) ma molti addetti ai lavori hanno sollevato diversi problemi, tra i quali anche la compatibilità della stessa fattura elettronica e quella dell’obbligo di conservazione delle fatture (obbligo previsto dalla legge entro 15 giorni dall’emissione o ricevimento delle fatture). Infatti i tecnici hanno chiesto a gran voce un aggiornamento del decreto del Ministero dell’Economia del 23 gennaio 2001, il quale definisce le regole fiscali per la conservazione dei documenti elettronici e che prevede appunto la conservazione della fattura entro 15 giorni dall’emissione o dalla ricezione della stessa.

Già nel settembre 2013, il forum italiano sulla fatturazione elettronica ha previsto una ipotesi di variazione del decreto ministeriale del 23 gennaio. La proposta era stata fatta principalmente per due motivi:
• Allineamento delle regole fiscali alle nuove disposizioni Cad ed ad ai suoi decreti attuativi;

• Semplificazione degli adempimenti fiscali inerenti i documenti informatici (tra cui fattura elettronica, altri documenti digitali e l’assolvimento dell’imposta di bollo).

Come detto entro il 6 giugno tutti i fornitori della pubblica amministrazione dovranno fatturare attraverso fattura elettronica. Il provvedimento legislativo prevede l’obbligo di conservare le fatture sia da parte della Pubblica amministrazione sia da parte delle imprese che le emettono. Il termine di 15 giorni previsto per la conservazione (termine che, va detto, è presente solo nello Stato italiano e che molte volte è stato una concausa della mancata diffusione della fattura elettronica) potrebbe generare diversi problemi. Infatti fermo restando il termine di 15 giorni per la conservazione vi sono tempi maggiori per la validazione e pertanto potrebbe accadere di dover conservare un documento ancor prima che lo stesso sia validato, con l’impegno successivo dell’operatore di validare la precedente dichiarazione.

Per emanare il dovuto decreto sarà necessario però un preventivo nulla osta da parte del Ministro per l’innovazione e la tecnologia, un ministro che allo stato attuale risulta non esistente e le cui funzioni saranno esercitate dal Ministero per la funzione pubblica. Pertanto occorre ben presto che l’esecutivo attivi un tavolo di lavoro che oltre a definire nel dettaglio le nuove regole della fatturazione elettronica e le modalità operative per l’attuazione, si impegni a modificare le regole contenute nel decreto del Ministero dell’Economia del 23 gennaio 2001.

Infatti a breve oltre alla fatturazione elettronica i contribuenti (imprese e persone fisiche) si troveranno a dover fare i conti anche con altri provvedimenti innovativi in materia di fisco o pagamenti (ci riferiamo al pagamento in modalità elettronica che dovrebbe dare un forte contributo alla lotta all’evasione).

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