Fisco: 50 milioni di avvisi e cartelle esattoriali in partenza (in piena crisi)

Antonio Cosenza

2 Gennaio 2021 - 16:46

condividi
Facebook
twitter whatsapp

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha in programma l’invio di 50 milioni di atti sospesi durante la pandemia. In arrivo avvisi e cartelle esattoriali, il Governo pensa ad una soluzione per evitare lo shock.

Fisco: 50 milioni di avvisi e cartelle esattoriali in partenza (in piena crisi)

Come se non bastasse la chiusura forzata e i cali del fatturato, per molte attività torna l’incubo delle cartelle esattoriali.

Con l’inizio del 2021, infatti, viene meno la sospensione delle cartelle esattoriali, la cui scadenza era appunto fissata al 31 dicembre del 2020. E dal momento che il Decreto Milleproroghe non estende ulteriormente questo termine, già da oggi ogni giorno è buono per l’invio di quelli che - secondo le stime - sono 50 milioni di atti che sono stati sospesi durante la pandemia.

Governo e Comuni nelle prossime ore riaccenderanno i motori della riscossione coattiva e questo potrebbe comportare non pochi disagi: non solo per coloro che riceveranno una cartella esattoriale, ma anche per quegli enti che in questi mesi dovranno lavorare tutti gli atti che fino al 31 dicembre 2020 sono stati sospesi.

Si partirà da dove si era rimasti, ossia da marzo 2020, con l’intento di smaltire il pregresso nel giro di 12 mesi. Ma non sarà semplice ed è per questo che in questi giorni il Governo sta pensando a soluzioni alternative per il saldo dei debiti.

Atti non più sospesi dal 31 dicembre 2020: quante cartelle esattoriali sono in arrivo

Nel 2021 ripartono le procedure con cui l’Agenzia delle Entrate notificherà atti di accertamento, nonché potrà pignorare stipendi e conti correnti bloccando anche - per i contribuenti che hanno un debito superiore ai 1.000 euro - la possibilità di compensare, laddove previsti, con dei crediti d’imposta.

Ovviamente questo non significa che da lunedì tutti i debitori saranno soggetti a riscossione coattiva, anche perché sono moltissimi gli atti da lavorare. Nel dettaglio, secondo i dati in nostro possesso sono 34 milioni gli atti non più sospesi riferiti all’ente di Riscossione. Altri 16 milioni di atti appartengono all’Agenzia delle Entrate, per un totale quindi di 50 milioni di atti, comprensivi di cartelle e avvisi.

Insomma, una mole di lavoro per gli uffici postali e per quelli del Fisco, con il rischio che questi andranno ad intasare la loro attività ordinaria. Ecco perché servirà molto tempo prima che questo lavoro arretrato venga smaltito, con la possibilità anche che il Governo possa individuare una soluzione alternativa.

Anche perché sul versante finanziario la notifica di 50 milioni di atti rappresenta un vero e proprio shock, con cittadini e - soprattutto - imprese che sono già provati dalla forte crisi economica nonché dalle restrizioni introdotte per il contrasto al Covid, causa nella maggior parte delle occasioni di cali del fatturato.

Fisco, 50 milioni di atti in arrivo: quali alternative per evitare il caos?

A tal proposito il Governo sta ragionando sulle soluzioni possibili per evitare che l’invio delle 50 milioni di cartelle e avvisi possa andare ad intaccare un tessuto sociale che è già in difficoltà.

Ad esempio, si sta riflettendo sulla possibilità di organizzare una nuova edizione della rottamazione delle cartelle: in questo modo si spera di incentivare i contribuenti a saldare i propri debiti, in quanto non andrebbero a pagarci alcuna sanzione o interesse. Una rottamazione quater, considerando le precedenti edizioni.

Ma c’è un’alternativa, ovvero la riedizione del saldo e stralcio, cancellando quindi i debiti che non superano un certo limite. Una soluzione che andrebbe a tagliare una buona parte degli atti sospesi.

Altre ipotesi sono quelle che prevedono la possibilità di rateizzare il debito per un periodo più lungo rispetto agli attuali 10 anni e ancora, ma questa è un’ipotesi alquanto remota viste le polemiche sul tema che nei giorni scorsi hanno visto protagoniste le associazioni di categoria e dei professionisti, l’allungamento dei termini di accertamento.

Ma attenzione: anche prevedendo soluzioni alternative non si risolverebbe il problema delle notifiche. È necessario, infatti, notificare il debito per darne notizia al debitore prima di poter procedere con una delle soluzioni ipotizzate; e questo ripropone il problema del flusso di lavoro degli uffici del Fisco, i quali potrebbero dover lavorare non meno di 4 milioni di atti al giorno.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories