Tommaso Scarpellini
28 marzo
A Piazza Affari arriva il segnale nascosto che il mercato sta già prezzando
Energia forte, banche deboli. Dietro questo squilibrio si nasconde un cambio di scenario che pochi stanno leggendo correttamente.
ISIN IT0003132476 · Pagina aggiornata il
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Chiusura del 3 novembre 2026
Eni chiude la seduta del 3 novembre a 26,04 euro, in calo del -1,81% rispetto a 26,52, e scivola sotto la media mobile a 20 sedute. Il quadro di fondo resta da trend rialzista, con i prezzi sopra le medie a 50 e 200 sedute, ma nel breve il momentum si è indebolito. Per il tema della stagionalità di novembre si rimanda a l'approfondimento sulla stagionalità di Eni.
Il titolo ha aperto a 26,37, dentro il range della seduta precedente, e ha toccato un massimo di 26,49 prima di scendere fino al minimo di 25,75. La chiusura è arrivata a metà range, senza un recupero deciso verso i massimi. I volumi, pari a 7.743.416 pezzi, sono risultati sotto la media a 20 sedute di 7.917.275, segno di una discesa poco partecipata. Sulla settimana Eni cede il -1,59%, mentre il FTSE MIB guadagna il +0,63%. Per la prossima seduta il primo supporto è in area 25,69, seguito da 25,35. Le resistenze sono a 26,44 e poi a 26,84.
Il trend rialzista di medio periodo è confermato dai prezzi sopra le medie a 50 sedute (24,74), 100 sedute (23,50) e 200 sedute (22,60). La regressione a 60 sedute sale dello 0,24% al giorno con R² 0,71, mentre l'ADX a 34,6 indica un trend definito. Il quadro di breve è più incerto: il MACD ha formato un incrocio ribassista (0,593 contro 0,660) e lo stocastico, con %K a 22,8 e %D a 47,1, si porta verso l'area di ipervenduto. L'RSI a 52,4 è neutrale. Le bande di Bollinger sono a 24,51 e 27,72. Il ritracciamento di Fibonacci al 38,2% passa a 24,75. Il ciclo dominante, di circa 92 sedute, è vicino al minimo, e l'esponente di Hurst a 0,62 indica persistenza del trend. Sono tendenze statistiche, non previsioni. Novembre ha una variazione media storica di +3,70%, positiva in 4 anni su 8. Il massimo a 52 settimane è a 27,76, il minimo a 15,55.
Altre notizie
Commento alla seduta generato automaticamente sui dati di chiusura della seduta, supervisione a cura dell'Ufficio Studi di Money.it. Supporti e resistenze e altri indicatori sono calcolati a partire dai dati di mercato e non generati da AI.
Il presente testo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza o sollecitazione all'investimento.
| Simbolo | ENI |
|---|---|
| ISIN | IT0003132476 |
| Var. % | -1,81% |
| Apertura | - |
| Minimo oggi | - |
| Massimo oggi | - |
| Ultima chiusura | 26,035 |
| Minimo 52 sett. | 15,6 |
| Massimo 52 sett. | 27,65 |
| Resistenza 2 | 26,84 |
|---|---|
| Resistenza 1 | 26,44 |
| Prezzo di chiusura | 26,04 |
| Supporto 1 | 25,69 |
| Supporto 2 | 25,35 |
| RSI (14) | 52,4 |
| Volatilità media giornaliera (20 sedute) | 1,86% |
| Titolo / FTSE MIB a una settimana | -1,59% / +0,63% |
| Media mobile 50 sedute | 24,74 |
| Media mobile 200 sedute | 22,60 |
| MACD / segnale | 0,593 / 0,660 |
| ADX (14) | 34,6 |
| Bande di Bollinger (20, 2) | 24,51 - 27,72 |
| Ciclo dominante | 92 sedute, vicino al minimo del ciclo |
| Beta con il FTSE MIB (1 anno) | -0,34 |
Dati di chiusura del 3 novembre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.
Eni è la principale compagnia energetica italiana, attiva dalla ricerca di petrolio e gas fino alla vendita di energia e carburanti. Le azioni sono quotate su Euronext Milan con ticker ENI e codice ISIN IT0003132476, fanno parte del FTSE MIB e dell’Euro Stoxx 50 e sono negoziate anche al New York Stock Exchange.
L’Ente Nazionale Idrocarburi viene istituito nel 1953 e ha come primo presidente Enrico Mattei, che ne guida l’espansione internazionale fino alla morte nel 1962. Nel 1992 Eni diventa società per azioni e nel 1995 si quota in Borsa, avviando la privatizzazione. Lo Stato conserva una quota di riferimento attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti.
Il cuore del business resta l’esplorazione e produzione di idrocarburi, con attività in decine di Paesi tra Africa, Medio Oriente, Europa, Asia e Americhe. Egitto, Libia, Algeria, Mozambico, Angola, Congo e Norvegia sono tra le aree più rilevanti. Al gas naturale si affianca il GNL, che il gruppo produce e commercializza su scala globale.
Negli ultimi anni Eni ha separato alcune attività in società dedicate, aprendone il capitale a investitori esterni:
Il titolo Eni è legato soprattutto al prezzo del petrolio, in particolare del Brent, e del gas europeo, che determinano i margini della produzione. Contano inoltre il cambio euro-dollaro, perché il greggio si vende in dollari, i margini di raffinazione, l’andamento dei volumi prodotti e la politica di remunerazione degli azionisti, fatta di dividendi e riacquisti di azioni proprie. Anche il quadro geopolitico dei Paesi produttori in cui Eni è presente pesa sulle valutazioni.
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