Azioni ENI scattano subito al rialzo dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre e dei primi nove mesi del 2026. Guidance rivista al rialzo e più dividendi e buyback.
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ENI, il colosso petrolifero guidato dal CEO Claudio Descalzi, ha annunciato oggi venerdì 23 ottobre i conti relativi al terzo trimestre e ai primi nove mesi del 2026.
Massima attenzione alle azioni, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, che sono scattate subito in cima al listino. I titoli salgono del 2,8%, a quota 26,865 euro.
Trimestrale ENI: utile netto adjusted balzato del 125% a 2,8 miliardi
Ma veniamo alle novità più importanti emerse dalla trimestrale:
Nel terzo trimestre dell’anno ENI ha riportato un utile netto adjusted balzato del 125%, a quota 2,8 miliardi di euro.
Nei primi 9 mesi dell’anno l’utile netto rettificato è ammontato a 6,4 miliardi di euro, in rialzo del 70% su base annua.
ENI migliora la guidance per l’intero 2026
I risultati hanno consentito all’azienda di rivedere al rialzo diverse previsioni per l’intero anno 2026.
Nello specifico, a essere migliorate sono state le seguenti previsioni:
- La stima di crescita della produzione oil&gas su base omogenea, attesa ora in un intervallo compreso tra 6 e 7%.
- L’EBIT proforma adjusted di GGP, ovvero della divisione Global Gas & LNG, ora atteso a circa €1,5 mld, in crescita del 50% rispetto alla previsione iniziale.
- L’EBITDA proforma adjusted di Enilive, atteso ora a €1,4 mld, in rialzo di circa il 30% rispetto alla previsione iniziale.
- L’EBITDA proforma adjusted di Plenitude atteso a circa €1,2 mld.
Ancora, ENI ha migliorato le previsioni sulla capacità rinnovabile installata a fine esercizio a 6,5 GW, con 1,2 GW aggiuntivi di capacità in costruzione (Plenitude al 100%).
La capacità di bioraffinazione è attesa ora a 1,65 MTPA, cui si aggiungono 0,5 MTPA il cui completamento meccanico è atteso entro la fine dell’anno.
Il gruppo ha fatto notare inoltre che è in fase di sviluppo un’ulteriore capacità di 1,5 MTPA (quota Enilive).
ENI annuncia dividendo straordinario e rafforzamento buyback. Il commento del CEO Descalzi
Sulla scia dei risultati riportati e della guidance migliorata, il colosso ha annunciato la decisione di aumentare la remunerazione degli azionisti mediante la distribuzione del dividendo straordinario di €0,46 per azione per l’ammontare di €1,3 miliardi e l’aumento del programma di buyback a €3,8 mld.
I risultati sono stati definiti eccellenti dalla stessa azienda e dal CEO Descalzi:
“Gli eccellenti risultati conseguiti nel terzo trimestre derivano dalla forza del nostro modello operativo e dai selettivi investimenti nel nostro portafoglio ampiamente diversificato di asset competitivi. Grazie alla forza dei fondamentali, alle prospettive di crescita in continuo miglioramento e alla performance finanziaria storicamente solida, siamo ben posizionati per continuare ad assicurare ai nostri clienti forniture energetiche sostenibili, sicure e sempre più decarbonizzate. Nel terzo trimestre, E&P ha conseguito nuovamente una straordinaria crescita della produzione organica, pari al 7%, che riflette l’avvio di nuovi progetti, la piena operatività dei nostri asset e i benefici derivanti dall’avvio della JV Searah nel Sud-est asiatico”.
Descalzi ha ricordato che, “nel corso del trimestre abbiamo accelerato una serie di iniziative rilevanti in Sud America, Africa e Sud-est asiatico, che sosterranno la crescita e la generazione di cassa per gli anni a venire” aggiungendo che, “grazie alle nostre eccellenti attività di esplorazione, quest’anno abbiamo scoperto 1,23 mld di barili di nuove risorse di idrocarburi, un risultato ampiamente superiore al nostro obiettivo di budget, riducendo al contempo i costi di esplorazione”.
Il CEO ha fatto notare che, “oltre alla crescita nell’upstream e ai risultati stabili nelle nostre attività gas, power e nella raffinazione, stiamo conseguendo performance superiori alle nostre aspettative nei business della transizione, che contribuiscono sempre di più alla diversificazione degli utili del Gruppo”.
Descalzi ha sottolineato anche che “l’aumento di capitale e la nuova governance di Plenitude consentiranno a questa Società satellite di crescere in modo autofinanziato, mitigando l’esposizione del Gruppo”.
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