Il 2017 degli ETF, tra record storici e sorprese

Che cosa è successo nel mercato degli ETF nel corso del 2017? L’analisi di Lyxor ha tentato di fornire una risposta.

Il 2017 degli ETF, tra record storici e sorprese

Il 2017 degli ETF sarà ufficialmente ricordato come un anno da record.

A far luce sulla questione Marlène Hassine Konqui di Lyxor, che ha tentato di fornire un quadro quanto più completo possibile sull’argomento.

A livello globale, nel corso dell’anno appena concluso il mercato degli ETF è cresciuto di oltre il 34%, con gli AuM che hanno toccato quota $4,569 miliardi. Anche gli afflussi, contrariamente a quanto accaduto nel 2016, sono aumentati in modo significativo fino ad arrivare a 595 miliardi di dollari (dati al 30/11/2017).

Il tutto, si noti, è avvenuto in un ambiente caratterizzato dalla presenza costante del rischio, da una crescita solida, da bassi tassi di interesse e da scarsa volatilità.

Il mercato azionario

Se a livello globale i flussi verso il mercato degli ETF sono aumentati in misura significativa, quelli verso l’azionario hanno addirittura registrato nuovi record storici. Per dirla in altri termini, gli ETF azionari hanno raccolto il 72% degli afflussi totali - il doppio di quanto ottenuto dagli ETF totali nel 2016.

Secondo quanto riportato dalla citata analisi di Lyxor, a vincere il primo premio nella classifica delle maggiori esposizioni è stato il mercato azionario statunitense, che ha registrato afflussi pari a 168 miliardi di dollari (-7%).

Nello stesso tempo, i flussi verso l’azionario asiatico sono cresciuti del 97%, mentre quelli sull’europeo sono risultati pari a 43 miliardi di dollari (un miglioramento deciso rispetto ai deflussi di $39 miliardi del 2016).

In aumento anche le esposizioni sul mercato azionario degli emergenti, che hanno toccato quota $49 miliardi. A livello globale, con la sola esclusione degli USA, gli afflussi sono triplicati e sono schizzati su quota 76 miliardi di dollari.

Reddito fisso e materie prime

L’analisi di Lyxor ha fatto notare come la crescita sul fronte del reddito fisso sia risultata più contenuta rispetto a quella osservata sull’azionario globale. Stiamo parlando di un +21% sbilanciato quasi totalmente a favore di:

  • Corporate bond: $49 miliardi
  • Titoli di Stato dei mercati sviluppati: $20 miliardi
  • Titoli di Stato dei mercati emergenti: $14 miliardi
  • “Aggregate bond”: $24 miliardi

L’allontanamento del rischio di inflazione e la minor appetibilità del loro profilo di rischio/rendimento ha determinato un minor interesse nei confronti degli strumenti High Yield e Inflation Linked. Solo per fare un esempio, gli ETF sugli strumenti ad alto rendimento hanno raccolto meno di 3 miliardi di dollari, il tutto contro i 6 miliardi del 2016.

Per quanto riguarda le materie prime, invece, gli afflussi a livello globale sono scesi dai 10 miliardi del 2016 ai 4 miliardi di dollari del 2017. Il motivo? Un crollo degli afflussi sui metalli preziosi, scivolati da quota 9 miliardi a quota 134 milioni di dollari.

L’Europa in focus

In linea di massima l’analisi di Lyxor ha evidenziato trend simili anche in Europa, dove gli afflussi a 94 miliardi di euro hanno più che raddoppiato i risultati del 2016 e hanno registrato un ottimo +31% rispetto al record del 2015.

In aumento, sul fronte europeo, anche gli AuM (+23% rispetto ai 635 miliardi di euro di fine 2016). In generale, gli ETF hanno registrato picchi sia sul fronte azionario, sia su quello del reddito fisso, sia su quello delle materie prime.

Scendendo più nel dettaglio dell’analisi si può notare come i flussi verso l’azionario a 63 miliardi di euro abbiano registrato un +39% rispetto al 2015 e un risultato di 4 volte superiore rispetto a quello del 2016.

3/4 di questi flussi sono stati indirizzati verso i mercati azionari più sviluppati, mentre gli emergenti hanno battuto il proprio record del 2016, quasi raddoppiando il volume di flussi.

Per quanto riguarda il reddito fisso, i flussi sono aumentati del 6% rispetto al record del 2015. Il 40% di essi (circa 11 miliardi di euro) è stato indirizzato sui corporate bond Investment Grade. La ricerca di rendimento, ha fatto notare Lyxor, ha comunque favorito gli ETF sul debito dei mercati emergenti, che hanno toccato un nuovo picco di 7,9 miliardi di euro, grazie alla politica meno aggressiva della Fed.

Sul fronte materie prime, l’Europa ha assistito ad un aumento dei flussi (+14% rispetto al record del 2016). Di questi, i 2/3 sono stati raccolti dagli strumenti su indici con vasta esposizione alle commodity; tutto ciò ha rappresentato un incremento del 20% rispetto al record del 2016 pari a 2 miliardi di euro. I metalli preziosi hanno superato il loro record del 2015 di 8 punti percentuali.

Fonte: dati ETFGI per il mercato ETF globale al 30/11/17. Dati Lyxor IAM, Bloomberg per il mercato ETF europeo al 29/12/17.

4 elementi da non dimenticare

È andata come previsto? Si chiede l’analisi di Lyxor, che ha evidenziato nel 2017 quattro grandi elementi da prendere in considerazione.

1. Ripresa dei flussi sull’azionario dei mercati sviluppati: determinata dalla ripresa delle condizioni economiche globali e dalla crescita USA di nuovo evidente. Da non sottovalutare i flussi record verso gli ETF sull’azionario francese (1 miliardo di euro), oltre che quelli sul settore finanziario europeo, ETF Value e small/mid cap .

I flussi verso gli ETF sull’azionario giapponese hanno mostrato un miglioramento dai -3 miliardi di euro precedenti a quota + €4 miliardi. La causa? Da rintracciare nelle crescenti possibilità di uscita dalla deflazione e nella probabilità di una politica monetaria più accomodante rispetto al resto del mondo sviluppato.

2. Ripresa dei flussi verso gli ETF degli emergenti: determinata e rafforzata dal graduale rialzo dei tassi di interesse Fed e dal tono comunicativo utilizzato proprio dalla banca centrale statunitense.

3. Maggior interesse verso l’obbligazionario corporate: a contribuire sono state sia le politiche accomodanti sia i bassi rendimenti. I corporate bond Investment Grade hanno raccolto il 12% degli afflussi totali.

Due terzi di questi sono andati agli Stati Uniti - grazie all’attraente rapporto rischio/rendimento sul mercato del credito - un terzo all’Europa - grazie al tono particolarmente rassicurante di Draghi e della BCE.

4. La continua ricerca del rendimento: Lyxor ha fatto notare come gli ETF generatori di reddito abbiano raccolto afflussi pari a 10 miliardi di euro nel 2017. Eppure l’anno appena concluso è stato identificato come “a due facce”.

Il debito dei mercati emergenti ha registrato 8 miliardi di afflussi; i generatori di reddito Smart Beta hanno attratto flussi pari a 1 miliardo di euro; i flussi verso gli ETF High Yield hanno raccolto 1 miliardo di euro (dai 3 miliardi del 2016). Nel secondo semestre dell’anno la decelerazione è risultata evidente soprattutto per che riguarda il debito degli emergenti e in particolar modo a causa dei timori relativi all’aumento dei tassi Fed.

*Fonte: Dati Lyxor IAM, Bloomberg per il mercato ETF europeo al 29/12/17.

Le “sorprese” del 2017

Se i flussi sull’azionario europeo sono aumentati dai 7 miliardi di euro di deflussi 2016 ai 23 miliardi di afflussi 2017, essi si sono mostrati ancora inferiori (del 39%) rispetto ai massimi del 2015. A pesare in tal senso è stata soprattutto la mancanza di fiducia nella solidità della ripresa, oltre che le incertezze politiche legate alla Germania, all’Italia e alla Brexit.

A stupire nel 2017 è stato poi il raggiungimento, da parte degli ETF globali, dei massimi livelli per le esposizioni, sia sugli emergenti che sui mercati sviluppati. A giovare in tal senso è stata la ripresa economica globale, oltre che l’elevata valutazione dell’azionario USA.

Lyxor ha poi evidenziato come nel 2017 il debito degli emergenti abbia rappresentato 1/3 del totale degli afflussi nel comparto del reddito fisso. La già citata continua ricerca del rendimento ha avuto un impatto significativo su questo fronte.

A sorprendere, secondo l’analisi di Lyxor, è stata anche la discesa dei flussi verso gli ETF High Yield che, dopo i record del 2015, sono scivolati sotto la soglia di un miliardi di euro nel 2017.

Anche i flussi verso gli ETF legati all’inflazione sono scesi sotto i massimi del 2016, eppure essi sono risultati ancora molto richiesti.

*Fonte: Dati Lyxor IAM, Bloomberg per il mercato ETF europeo al 29/12/17.

Le tendenze del 2017

Sono state quattro le principali tendenze del 2017 evidenziate dall’analisi di Lyxor:

  1. il trionfo degli ETF obbligazionari a breve termine;
  2. il buon trend di ETF tematici, settoriali e Smart Beta;
  3. l’aumento notevole dei flussi verso gli ETF ESG/SRI;
  4. la rapida crescita dei flussi verso gli ETF con copertura dal rischio di cambio.

Gli ETF obbligazionari a breve termine hanno riscosso sempre più successo in previsione dell’addio globale al QE e dell’aumento più o meno prossimo del costo del denaro. Questi ETF hanno rappresentato la soluzione più idonea per gli investitori in cerca di strategie alternative per la copertura del proprio portafoglio, soprattutto data la loro bassa esposizione ai tassi.

Mentre quelli obbligazionari a breve termine hanno riscosso successo, gli ETF tematici, settoriali e Smart Beta hanno attirato sempre più l’attenzione degli investitori in cerca di diversificazione in un contesto di bassi rendimenti.

In aumento nel 2017 anche i flussi degli ETF ESG/SRI, cresciuti assieme all’interesse degli investitori per gli investimenti sostenibili.

Infine, anche la domanda di ETF con copertura del rischio valutario è cresciuta: Lyxor ha fatto notare come con una volatilità molto bassa, il contributo della volatilità valutaria rispetto al contributo della volatilità dei rendimenti in valute locali stia crescendo in modo significativo.

*Fonte: Dati Lyxor IAM, Bloomberg per il mercato ETF europeo al 29/12/17.

Fondi attivi Vs. Fondi passivi

L’ultima parte dell’analisi di Lyxor si è concentrata sulla differenza tra fondi passivi e attivi. Ancora una volta i flussi sui primi hanno superato quelli verso i secondi, seppur in maniera meno marcata rispetto al passato.

Nel 2017, i flussi verso la gestione passiva si sono attestati a 890 miliardi di dollari a livello globale (+42% rispetto al 2016). I flussi a gestione attiva, invece, si sono attestati a 766 miliardi di dollari.

La maggior parte degli afflussi è stata registrata dai fondi attivi a reddito fisso. Complessivamente, i flussi verso i fondi attivi azionari sono risultati ancora negativi (-85 miliardi di dollari), mentre i flussi verso fondi azionari passivi hanno toccato quota 600 miliardi di dollari.

In Europa, gli afflussi verso fondi attivi e passivi hanno registrato un nuovo record di 640 miliardi di euro - la maggior parte di essi ha riguardato il reddito fisso. Sull’azionario, i flussi verso la gestione passiva hanno toccato il massimo di 99 miliardi e hanno superato i 56 miliardi di euro registrati dai flussi verso la gestione attiva.

Negli Stati Uniti la maggior parte dei flussi del risparmio gestito ha riguardato i fondi passivi (635 miliardi di dollari contro 26 miliardi). Mentre la gestione azionaria attiva ha continuato a registrare significativi deflussi, gli afflussi verso i fondi passivi sono arrivati a toccare i 200 miliardi di dollari. Nel settore del reddito fisso, i flussi verso attivi e passivi sono risultati piuttosto limitati.

*Fonte: Dati Lyxor IAM, Bloomberg per il mercato ETF europeo al 30/11/17. Fondi aperti, ex fondi di fondi e ex fondi comuni monetari.

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Argomenti:

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