In un nostro precedente articolo abbiamo già analizzato una delle principali criticità degli ETF MSCI World, strumenti molto popolari che consentono agli investitori di ottenere un’esposizione al mercato azionario globale.
Tuttavia, quella che appare come una diversificazione a livello mondiale nasconde in realtà una forte concentrazione: oggi più che mai, infatti, il peso degli Stati Uniti domina l’indice.
Di fatto, chi crede di investire in modo globale finisce per avere in portafoglio qualcosa di molto simile a un S&P 500, con tutte le implicazioni che questo comporta. Per questo motivo, può nascere l’esigenza di mantenere l’investimento sull’MSCI World, ma riducendo l’eccessiva esposizione al mercato americano. In questo articolo vi mostreremo una soluzione semplice ed efficace per raggiungere questo obiettivo.
MSCI world: composizione ed eccessiva concentrazione
L’MSCI World Index è uno degli indici azionari più utilizzati al mondo per rappresentare l’andamento dei mercati sviluppati a livello globale. È creato e gestito da MSCI Inc. (Morgan Stanley Capital International) e costituisce il benchmark di riferimento per moltissimi ETF e fondi d’investimento che puntano a replicare l’andamento del mercato azionario globale.
Nonostante il nome “World”, non copre i Paesi emergenti, ma solo quelli considerati “developed markets”. In particolare, l’indice comprende attualmente circa 1.480 società provenienti da 23 Paesi sviluppati: Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Francia, Canada, Svizzera, Germania ecc.
Per rendere l’analisi più immediata, possiamo raggruppare i Paesi dell’MSCI World in quattro grandi blocchi: Stati Uniti, Europa, Canada, Giappone e il resto dei Paesi dell’area del Pacifico (ad eccezione del Giappone).
Dalla scheda informativa dell’indice emerge chiaramente la sua forte concentrazione geografica: circa il 72,5% è composto da titoli statunitensi, mentre solo il 27,5% proviene dal resto dei Paesi sviluppati. Questo significa che se l’economia americana rallenta o il dollaro si indebolisce, gli ETF che replicano questo indice ne risentono in modo significativo.
Come costruire un MSCI world riducendo il peso degli Stati Uniti
Vediamo ora due possibili approcci per investire in modo diversificato sull’azionario globale.
Il primo metodo, già approfondito in un nostro precedente articolo, prevede l’utilizzo di ETF specifici per ciascuna regione che compone l’indice MSCI World: Stati Uniti, Europa, Canada, Giappone e altri Paesi sviluppati dell’area del Pacifico. Questa strategia consente di definire in modo flessibile i pesi geografici del portafoglio, adattandoli alla propria visione dei mercati o al livello di esposizione desiderato verso determinate aree. È una soluzione adatta a chi desidera un controllo più preciso sulla composizione del portafoglio, anche se richiede maggiore attenzione nella gestione e nel ribilanciamento periodico.
Un secondo approccio, molto più semplice e immediato, prevede l’utilizzo di due soli ETF:
- un ETF sull’S&P 500
- un ETF sull’MSCI World ex USA
Il primo permette di investire nelle azioni statunitensi, mentre il secondo copre i mercati sviluppati escludendo gli Stati Uniti. In sostanza, si suddivide l’MSCI World in due grandi blocchi: America e resto del mondo sviluppato.
Questo metodo consente di ridurre la concentrazione sul mercato americano e di aumentare la diversificazione reale del portafoglio, mantenendo però una struttura semplice e facilmente gestibile. Ad esempio, una ripartizione 50% S&P 500 e 50% MSCI World ex USA offre un’esposizione simile a quella dell’indice MSCI World, ma con un peso minore degli Stati Uniti.
Infine, se si desidera fare un ulteriore passo avanti, è possibile aggiungere anche un ETF sugli Emerging Markets. In questo modo si ottiene un portafoglio equivalente a un MSCI World All Country, che comprende sia i mercati sviluppati sia quelli in via di sviluppo, rendendo l’investimento ancora più rappresentativo a livello globale.
La scelta tra un approccio più personalizzato o uno semplificato dipende dagli obiettivi di diversificazione e dal tempo che si desidera dedicare alla gestione del portafoglio. In ogni caso, aggiungendo anche i mercati emergenti, è possibile costruire un portafoglio azionario globale, ancora più equilibrato e rappresentativo.
Ovviamente, come sempre, ricordiamo che non si tratta di un consiglio finanziario: queste informazioni hanno esclusivamente finalità didattiche e divulgative.