Il ritorno degli anni ’70: il ciclo economico si ripete, ma come possiamo reagire oggi?

Pietro Pisello

18 Ottobre 2025 - 13:05

Stiamo attraversando un ciclo economico molto simile a quello degli anni ’70, che impone di ripensare la propria asset allocation.

Il ritorno degli anni ’70: il ciclo economico si ripete, ma come possiamo reagire oggi?

Il debito sovrano ai massimi storici, l’inflazione che non accenna a rallentare, i tassi d’interesse elevati e le tensioni geopolitiche in aumento: uno scenario che sa di déjà vu e ci riporta direttamente agli anni ’70. Una combinazione che, inevitabilmente, rischia di avere conseguenze concrete sui nostri risparmi.
A lanciare l’allarme è Ray Dalio, celebre investitore e fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund al mondo, con centinaia di miliardi di dollari in gestione. Intervenuto al Greenwich Economic Forum, Dalio ha ribadito la sua visione basata sulla teoria dei cicli economici — le cosiddette “stagioni dell’economia” — secondo cui ogni fase richiede una diversa strategia di investimento. E, secondo lui, il nuovo (o vecchio) ciclo che stiamo vivendo impone di ripensare la propria asset allocation.

Scenario economico: come negli anni ’70, cosa sta succedendo?

Secondo Ray Dalio, stiamo attraversando un ciclo economico molto simile a quello degli anni ’70, segnato da spese pubbliche eccessive e livelli di debito elevatissimi. Un mix che, nel tempo, tende a minare la fiducia nelle valute fiat.
E in effetti, è proprio ciò che stiamo osservando oggi: persino il dollaro statunitense, storicamente la valuta più solida e dominante, dall’inizio dell’anno si è indebolito di circa il 15% rispetto all’euro.
“Quando c’è molto denaro in circolazione,” spiega Dalio, “gli investitori lo collocano in strumenti di debito. Ma quando l’offerta di debito diventa eccessiva, questi investimenti potrebbero diventare meno efficaci”. Come una sorta di bolla del debito.
Ray Dalio, lo ricordiamo, è diventato celebre non solo per il successo del suo fondo Bridgewater Associates, ma anche per essere un punto di riferimento del self investment, grazie al suo celebre portafoglio “All Seasons”. Un modello di investimento pensato per funzionare in ogni fase del ciclo economico, indipendentemente che si tratti di crescita, recessione, inflazione o deflazione.
Questo portafoglio è caratterizzato - oltre che da azioni e da una forte componente di titoli di Stato (circa il 55%) – anche da asset come oro e altre materie prime. Strumenti, quest’ultimi, che tendono a performare bene proprio in “stagioni” economiche segnate da inflazione e instabilità. E infatti — sottolinea lo stesso Dalio — questi asset oggi rappresentano una delle scelte più sensate per proteggere il capitale e mantenere equilibrio nel portafoglio.

Il portafoglio 60/40 non basta più: serve l’oro

Il classico portafoglio 60/40, composto per il 60% da azioni e per il 40% da obbligazioni, sembra ormai superato. In diversi contesti di mercato, infatti, questi due asset tendono a muoversi nella stessa direzione, venendo meno al loro ruolo di bilanciamento reciproco.
Un esempio emblematico è stato il 2022, quando azioni e obbligazioni hanno subito ribassi simultanei a causa dell’esplosione dell’inflazione e del rapido rialzo dei tassi di interesse. In scenari come questi, strumenti alternativi come oro e materie prime avrebbero offerto una maggiore stabilità al portafoglio, muovendosi spesso in controtendenza rispetto agli asset tradizionali.

Quanto oro inserire nel portafoglio? Il consiglio di Ray Dalio

Secondo Ray Dalio, gli investitori dovrebbero considerare di destinare fino al 15% del proprio portafoglio al metallo prezioso, anche se quest’ultimo ha già registrato rialzi storici: i prezzi dell’oro, infatti, sono aumentati di oltre il 50% solo nell’ultimo anno.
Il motivo, spiega Dalio, è che l’oro si distingue come strumento di protezione nei periodi caratterizzati da degradazione monetaria, inflazione elevata e incertezza geopolitica. A differenza di altri asset, il metallo prezioso non dipende dalla capacità di pagamento di terzi, né dalla solidità di governi o istituzioni finanziarie.
“L’oro è l’unico bene che puoi detenere direttamente, senza dover dipendere da qualcun altro per ricevere un pagamento”, ha sottolineato Dalio, evidenziando il ruolo unico del metallo prezioso come copertura contro i rischi sistemici e l’instabilità dei mercati.
In sintesi, anche se il prezzo dell’oro è già elevato, la sua funzione di ancora di stabilità lo rende un elemento strategico per proteggere il capitale in un periodo economico turbolento.
Ovviamente, non si tratta di un consiglio finanziario. Ogni decisione di investimento deve essere valutata personalmente in base ai rischi, obiettivi e orizzonte temporale, eventualmente avvalendosi di professionisti qualificati.