Il mercato azionario vive livelli estremi già visti in passato. Gli oscillatori storici raccontano momenti decisivi che ancora oggi riecheggiano nei mercati.
Ci sono fasi in cui i mercati smettono di sembrare una semplice somma di numeri e iniziano ad assomigliare a un racconto sospeso. I grafici mostrano massimi ripetuti, le valutazioni sembrano tese come corde di violino e, dietro la facciata ordinata delle quotazioni, si avverte una tensione sottile. Non è il terreno delle profezie, ma quello in cui alcuni indicatori di lungo periodo entrano in aree “estreme” e costringono a porsi domande più profonde di un semplice “sale o scende?”. È proprio in questo spazio, tra storia e presente, che CAPE e Buffett Indicator diventano chiavi di lettura più narrative che operative.
La fotografia attuale: CAPE vicino a 40 e Buffett Indicator oltre il 220%
Due strumenti, per quanto imperfetti, aiutano a misurare la “temperatura” delle valutazioni: il CAPE (o Shiller PE) e il cosiddetto Buffett Indicator. [...]
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