Congedo straordinario retribuito, eventuali controlli ed assenze

Lorenzo Rubini

23 Giugno 2021 - 13:24

condividi
Congedo straordinario retribuito, eventuali controlli ed assenze

Il congedo straordinario retribuito permette al lavoratore dipendente di prendersi cura del familiare con grave disabilità ai sensi della legge 104 fruendo di una aspettativa retribuita della durata massima di 24 mesi. Per avere diritto al congedo è richiesta la coabitazione (convivenza più residenza) con il disabile più il rispetto di un preciso e vincolante ordine di priorità familiare.

Ma quello che maggiormente preoccupa i lavoratori che fruiscono del beneficio è di poter, in qualche modo, essere tacciati di abuso e incorrere nelle gravi sanzioni che ne deriverebbero che potrebbero portare fino alla perdita del posto di lavoro. Cerchiamo di capire come funzionano eventuali controlli ed assenze del lavoratore da casa rispondendo alla domanda di un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve, volevo sottoporle un quesito, ho preso il congedo straordinario per un anno per mia mamma con la quale convivo, ho letto che i controlli posso essere chiesti dall’INPS, dal datore di lavoro e addirittura da un collega (questi ultimi non ho un buon rapporto) ma se il controllo viene a casa e non mi trova perché sono andato a camminare o a fare la spesa o a pranzo al ristorante che succede? Inoltre andrò fuori città con mia mamma per 15 giorni per portarla in vacanza quindi se mandano controlli non trovano nessuno anche qui che succede? Devo comunicare a qualcuno lo spostamento? Spero mi risponda, e la ringrazio”

Congedo straordinario retribuito

Durante la fruizione del congedo straordinario retribuito non è compito dell’INPS effettuare verifiche presso la residenza del disabile e del lavoratore che lo assiste per appurare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate o che il lavoratore si stia prendendo cura effettivamente del disabile. Non ci sarà, quindi, un controllo che “verrà a casa” e che non la trova.

I controlli effettuati dall’INPS, sono, quindi, controlli documentali sulla veridicità delle dichiarazioni rilasciate ai quali possono aggiungersi anche quelli del datore di lavoro (ma anche in questo caso nessuno verrà a bussare alla porta di casa per assicurarsi che si stia prendendo cura del disabile) che può, volendo, rivolgersi anche ad un investigatore privato per documentare l’eventuale violazione che possa giustificare il licenziamento.

Il rischio, quindi, non è quello che qualcuno venga a controllare a casa e non la trovi con l’invalido quanto, magari, che qualcuno la veda (o peggio ancora la fotografi) al ristorante senza l’invalido mentre pranza con gli amici quando sarebbe dovuto essere a prendersi cura del familiare con handicap grave.

Ovviamente l’uscire a fare spesa non è una violazione del congedo straordinario, anche se ci va senza l’invalido: ovviamente dovete pur mangiare. Ed ha diritto a uscire a camminare e prendere una boccata d’aria poiché anche se l’assistenza richiesta dal disabile deve essere continuativa non può essere certamente 24 ore su 24 ed anche il caregiver deve ritagliarsi uno spazio per la propria salute fisica e mentale.

Se, poi, decide di partire in vacanza con l’invalido che assiste non deve darne comunicazione a nessuno: sta in ogni caso continuando il suo lavoro di cura e assistenza che non è detto debba svolgersi per forza all’interno delle quattro mura domestiche. Se sua mamma può uscire, infatti, può accompagnarla anche quotidianamente a passeggiare senza incorrente in una violazione del congedo poiché anche in quel caso la sta assistendo.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti

Iscriviti a Money.it