Cessione del quinto: cos’è, calcolo, conviene?

Una guida completa sulla cessione del quinto: tutte le informazioni su cos’è, il calcolo e se conviene o meno.

Cessione del quinto: cos'è, calcolo, conviene?

In ambito di finanza personale, si sente sempre più spesso parlare di cessione del quinto senza però che ci siano le dovute conoscenze a riguardo. Lavoratori e pensionati si interrogano sul suo reale significato, cercando in rete una spiegazione alla portata di tutti, filtrata dal burocratese tipico delle banche e di altri istituti.

Nella maggior parte dei casi, la cessione del quinto dello stipendio viene accostata a situazioni in cui il richiedente naviga in cattive acque finanziarie o ha la necessità di una somma di denaro immediata per aiutare i propri figli, alla ricerca di un lavoro. Nel caso specifico, le principali figure di riferimento sono il proprio datore di lavoro e l’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale).

Di seguito spiegheremo con parole semplici cos’è la cessione del quinto, facendo chiarezza su chi sono i destinatari e quali sono i passi concreti per richiederla. Dopo aver illustrato come funziona, presenteremo il calcolo attraverso una formula matematica di immediata comprensione. In conclusione cercheremo di capire se conviene oppure no.

Cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto è un prestito personale al consumo, a cui possono accedere i pensionati oltre ai dipendenti pubblici e privati che abbiano un contratto a tempo indeterminato. Si tratta di un prestito non finalizzato, non legato dunque a un acquisto in particolare. Questa è una delle principali differenze con altre tipologie di finanziamenti, come ad esempio quello che si richiede quando si compra una nuova automobile o si ha la volontà di accendere un mutuo legato all’acquisto di una casa.

Esiste la cessione del quinto Inps e la cessione del quinto dei dipendenti pubblici o privati. La prima forma di prestito garantito si rivolge esclusivamente ai pensionati, che abbiano un’età uguale o inferiore agli 85 anni. Dall’altra parte, i lavoratori dipendenti che appartengono al pubblico, privato o statale devono necessariamente essere assunti con un contratto a tempo determinato e avere un’età minima pari a 18 anni.

Spesso e volentieri la cessione del quinto della pensione o dello stipendio è associata al concetto di prestito garantito. Che cosa significa? La spiegazione è più semplice di quanto si pensi. Infatti, il più delle volte siamo abituati a una tipologia di prestito che viene rimborsato direttamente dalla persona che lo richiede. In questo caso, invece, è l’Inps o il datore di lavoro che trattengono un valore pari al 20% netto dell’assegno previdenziale o dello stipendio, versandolo poi alla banca o a qualsiasi altro istituto finanziario o di credito che ha concesso il prestito.

C’è poi un’altra differenza fondamentale. Poniamo il caso di aver visto in televisione la pubblicità di un nuovo modello della Golf e siamo interessati al suo acquisto. Andiamo quindi dal concessionario e chiediamo maggiori informazioni a riguardo. Purtroppo, non possiamo permetterci di pagare in contanti l’automobile, abbiamo dunque la necessità di accedere alla proposta di finanziamento legata all’acquisto della vettura.

C’è un ulteriore ostacolo: siamo stati segnalati al CRIF (Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria) come cattivi pagatori, dunque al 99% il finanziamento non ci verrà concesso. Ed è esattamente qui che entra in gioco la cessione del quinto, una forma di prestito personale al consumo che non prevede alcuna limitazione a riguardo. Il pensionato o il lavoratore dipendente richiede semplicemente il prestito, che gli viene concordato indipendentemente sia esso un cattivo pagatore o meno. Con quei soldi potrà poi acquistare ciò che più desidera, anche l’auto dei suoi sogni.

Come funziona la cessione del quinto

Spieghiamo adesso come funziona la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, con le risposte alle domande più frequenti di chi è interessato a questa particolare forma di prestito garantito. A seguire presentiamo una sorta di FAQ, tramite la quale ci auguriamo di poter rispondere a qualsiasi dubbio in merito all’argomento.

  • Quanto si può richiedere? In linea teorica, l’importo massimo richiedibile è legato da una parte al livello di contribuzione e dall’altra all’anzianità lavorativa, tenendo conto che la rata mensile non può superare il quinto dello stipendio (netto) o della pensione. Nei fatti, però, diverse banche e istituti finanziari fissano come tetto limite erogabile la cifra di 75.000€. Va inoltre ricordato che il rimborso del prestito va completato entro un massimo di 120 mesi, vale a dire 10 anni.
  • Come richiederlo? Occorre recarsi presso una banca, una società finanziaria (ad esempio Compass) o alle Poste Italiane (qualora si abbia Conto BancoPosta), fissando qualche giorno prima un appuntamento con un consulente specializzato tramite una semplice telefonata. Inoltre, alcune banche (tra cui Findomestic) consentono di presentare una richiesta di preventivo della cessione del quinto direttamente online.
  • Come funziona in caso di licenziamento? Al momento della richiesta del prestito, il lavoratore o il pensionato accetta di sottoscrivere una polizza assicurativa, grazie alla quale viene coperto sia in caso di morte che in caso di perdita del lavoro. Inoltre, a garanzia della cessione del quinto viene posto il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Per questo motivo, il debitore (il lavoratore in questo caso) non può richiedere un anticipo del trattamento di fine rapporto per tutta la durata del finanziamento.
  • Come estinguerlo? Occorre presentare una richiesta formale alla banca o alla società finanziaria presso cui si è scelto di richiedere il prestito. All’interno deve essere inclusa anche la data in cui si ritiene di poter estinguere la cessione del quinto. Una volta ricevuta la domanda, l’istituto finanziario procederà con il calcolo della rata finale che il richiedente dovrà versare per intero al fine di cessare il prestito garantito.

Calcolo cessione del quinto

Prima di presentare un’eventuale richiesta, è importante conoscere il calcolo della rata della cessione del quinto, in modo da sapere in anticipo quale sarà l’effettiva spesa da affrontare ogni mese per il prestito. Si ricorda che il quinto dello stipendio o della pensione serve per ripagare l’intero capitale ricevuto in prestito in aggiunta agli interessi maturati.

Per prima cosa, è bene sottolineare come il calcolo sia effettuato basandosi sullo stipendio netto mensile. Come si ricava? Esiste una formula matematica semplice e intuitiva, che può essere applicata per qualsiasi contesto lavorativo: si moltiplica la paga oraria per le ore di lavoro complessive e le mensilità, si divide poi il risultato per 12 (il numero dei mesi in un anno).

Questo primo risultato è lo stipendio lordo percepito dal lavoratore, a noi però interessa lo stipendio netto. Da qui l’ultimo passaggio: alla somma precedente si sottrae il 27%, che corrisponde all’aliquota media pagata come tassazione sul lordo dovuto in busta paga. Ecco una simulazione di cessione del quinto:

  • Paga oraria: 10€
  • Ore di lavoro mensili: 140
  • Numero di mensilità: 13

Esempio calcolo: 10 (paga oraria) x 140 (ore di lavoro) x 13 (numero di mensilità) / 12 (mesi in un anno) = 1.516,6€
Stipendio netto: 1.516,6 (stipendio lordo) -27% (tassazione) = 1.106,68€

Una volta che si conosce lo stipendio netto, per ricavare l’importo della rata che il datore di lavoro dovrà trattenere come rimborso per la banca o la finanziaria è sufficiente dividere per 5:

  • 1.106,68 / 5 = 221,33€

A tale somma di denaro va poi aggiunto il premio della polizza assicurativa sottoscritta dal richiedente con la banca per rimborsare il prestito in caso di morte prematura o nell’eventualità di un licenziamento.

Molto più semplice il calcolo sul quinto della pensione, poiché il cedolino riporta con chiarezza l’importo netto dell’assegno previdenziale percepito ogni mese. In presenza di più pensione, occorre eseguire il cumulo.

Conviene la cessione del quinto?

La cessione del quinto conviene perché presenta un paio di vantaggi che altre forme di prestito (come ad esempio i prestiti personali) non garantiscono. In particolare, i soggetti che possono beneficiarne maggiormente sono quelli che hanno già finanziamenti in corso o che sono stati segnalati al CRIF come cattivi pagatori.

Inoltre, chiedere un prestito sacrificando un quinto della pensione o dello stipendio ogni mese conviene a chi non può contare su garanti o non può far da garante perché troppo in là con l’età. Infatti, tale prestito gode per sua natura di ampie garanzie (Inps, TFR, contratto di lavoro a tempo indeterminato).

A questo proposito, si può prendere come esempio concreto una coppia di giovani che vogliono accendere un mutuo, ma la banca richiede un garante. I genitori dei due ragazzi potrebbero fare da garanti a livello finanziario, purtroppo però da ambedue le parti è stata superata la soglia massima di età dopo la quale le banche si rifiutano di accordare il mutuo. Il genitore, se pensionato e con un’età pari o inferiore agli 85 anni, potrebbe a questo punto chiedere la cessione del quinto della sua pensione, in modo da garantire la somma di denaro che i due giovani necessitano per l’acquisto dell’immobile.

Uno dei principali vantaggi della cessione del quinto è la facilità con cui vi si può accedere, senza reali rischi che la banca o la finanziaria possa rifiutarsi di concedere il prestito. Infatti, il finanziatore dispone di ampie garanzie, sia dall’INPS che dal proprietario dell’azienda presso cui il richiedente lavora.

Un ulteriore vantaggio connesso alla cessione del quinto è la possibilità di accedere a un prestito di importo considerevole, in base a quanto si percepisce ogni mese come assegno previdenziale o come stipendio netto, con un tetto massimo fissato dalla maggior parte degli istituti di credito e finanziari a 75.000€.

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