Btp 2036, domanda da 48 miliardi

Domanda record per i Btp a scadenza 1° marzo 2036 emessi dal MEF attraverso un sindacato di banche

Btp 2036, domanda da 48 miliardi

Ordini boom per il Btp a scadenza 1° marzo 2036 lanciato dal Ministero dell’Economia: avvenuto attraverso un sindacato di banche, le richieste hanno superato i 48 miliardi di euro, con un rendimento fissato a 5 punti base in più rispetto al Btp di marzo 2035.

Ordini Btp da record rispetto al mese scorso

Un record che supera quello di 45 miliardi di euro del trentennale emesso lo scorso mese. Entrando nello specifico, gli istituti che hanno avuto il mandato per il lancio dei Titoli di Stato in questione sono Goldman Sachs, Morgan Stanley, Nomura, Société Générale e UniCredit. L’operazione è avvenuta a stretto giro dal verdetto di Fitch che ha confermato il rating BBB con outlook negativo per l’Italia.

L’agenzia di rating, nella sua valutazione, aveva sottolineato i rischi legati alla crescita molto bassa ed al debito molto alto dell’Italia: preoccupazioni che hanno anticipato di qualche ora quelle espresse nel corso del weekend anche dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Timori leciti in base alla condizione economica dell’Italia che però non vengono visti come cause di possibile stop alla contrazione dello spread da parte di diversi analisti.

Ancora conveniente puntare sui Btp italiani

In particolare, secondo quelli di Commerzbank, quelli che sono gli elementi di preoccupazione dell’agenzia di rating Fitchpotrebbero portare una certa volatilità sui Btp, ma non cambiare il trend generale di contrazione dello spread".

Per quanto il paese non navighi necessariamente in buone acque a livello economico anche gli esperti di Mizuho sono dell’idea non solo del fatto che l’ammontare di emissione al 20135 sarà di 8 miliardi di euro ma anche che, come accaduto con il Btp a 30 anni emesso a gennaio, saranno molti coloro che investono in dollari interessati a puntare sui titoli di Stato Italiani in un periodo come questo, dove ci si aspetta che i tassi rimangano così bassi a lungo.

Lo scorso mese il ministero dell’Economia, come anticipato, ha collocato approfittando del momento propizio e sempre tramite un sindacato di banche, un trentennale che ha reso possibile l’emissione di titoli per 7 miliardi di euro con un rendimento del 2,5%, a fronte di una richiesta record per 45 miliardi.

Sono previsti per il pomeriggio alcuni interventi di banchieri centrali, tra di essi anche quello del presidente della Bce, Christine Lagarde presso il Parlamento Europeo e quello del numero uno della Federal Reserve Jerome Powell al Congresso. In entrambi i casi non ci si aspettano annunci che possano discostarsi troppo da quelle che sono le aspettative dei mercati: ciò non toglie che un possibile loro intervento possa spingere in direzioni differenti lo spread.

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