BTP a tassi fissi con rialzi del +5% in pochi giorni tra cedola e plusvalenza

Stefano Vozza

Commenta

La relazione inversa tra prezzi e rendimenti sui bond può togliere ma anche donare tanto in poco tempo come nel caso dei BTP qui esposti

BTP a tassi fissi con rialzi del +5% in pochi giorni tra cedola e plusvalenza

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Strano ma vero, il perimetro del reddito fisso accoglie strumenti di investimento che consentono robusti guadagni anche in poche sedute. Il discorso non riguarda il risparmio postale o i depositi bancari, fissi e invariabili nel valore nominale iniziale, ma i c.d. bond lunghi, cioè con elevate durate residue e buone cedole di default.
Queste obbligazioni sulla carta si presentano come prodotti del reddito fisso, ma nei fatti riescono a fare buoni rialzi e ribassi anche nel giro di pochi giorni. Insomma, una sorta di via di mezzo tra il trading aggressivo sulle azioni di Borsa e i bond tranquilli di media e corta durata. Vediamo al riguardo alcuni BTP a tassi fissi con rialzi del +5% in pochi giorni tra cedola e plusvalenza dei rispettivi corsi.

Il giovane BTP benchmark a 30 anni

È il caso anzitutto del neo bond trentennale benchmark con ISIN IT0005668238, emesso un mese fa e in scadenza il 1° ottobre 2055. Ha una cedola del 4,65% del valore nominale del prestito sottoscritto, pagata su base semestrale del 2,325%. In pratica 1.000 € nominali rendono 46,50 € annui/lordi, 40,68 € al netta della ritenuta fiscale. Al momento prezza sui 106,3 per uno yield effettivo a scadenza del 4,3%.
La recente flessione dei rendimenti ha giovato al recupero delle quotazioni dei titoli lunghi, incluso questo trentennale. Il 25/09 prezzava 102,04 mentre il 09/10 lo si acquistava a 103,5. A quest’ultimo prezzo il rialzo ad oggi dei corsi è del 2,7%, cui si aggiunge uno 0,15% di rateo pro tempore. Ai prezzi di 40 giorni fa, invece, il cumulo di rateo e apprezzamento si aggira sul 4,5% circa.

L’obbligazione a 30 anni emessa 13 mesi fa

Lo stesso trend in flessione dei rendimenti, e quindi di parziale recupero dei corsi, lo si registra anche sul trentennale in scadenza il 1° ottobre 2054. Il bond è nato a settembre dell’anno scorso, ha codice ISIN IT0005611741 e una cedola del 4,3% lordo. Oggi l’effettivo a scadenza si aggira sul 4,25% per via delle quotazioni in area 101,1, ma fino a 10 giorni fa lo si acquistava sotto cento. Ad esempio prezzava 97,05 il 25/09 e 98 il 7 ottobre, per cui anche qui i cumuli di cedola pro tempore e movimento dei prezzi si aggirano sul 3,5-4,5%.

Il BTP con cedola al 2,15%

All’aumentare della durata residua si amplificano i possibili movimenti dei corsi sul secondario. È il caso del Matusalemme nazionale in scadenza il 1° marzo del 2072, 50 anni di durata complessiva nato a marzo del ’21. La sua data di nascita incide sulla cedola ‘risicata’ del 2,15% in rapporto alla data del rimborso finale, mentre oggi titoli dagli orizzonti più contenuti pagano anche il doppio annuo.
L’obbligazione ha identificativo ISIN T0005441883 e un’elevata duration modificata al 23,3. Sul MOT prezza sui 60,6, mentre ha formato un minimo e massimo annuo a 55,53 e a 64,82. Si tratta di quasi 10 centesimi di escursione low/high che pesano in doppia cifra se stimati in termini percentuali. Solo per restare agli ultimi 50 giorni, il 2 settembre ha chiuso a 55,6, che tradotto vuol dire un apprezzamento del 9% fino ai nostri giorni, e a 58,3 il 6 ottobre (il 4% scarso). Parallelamente il peso del rateo di competenza incide poco rispetto ai due trentennali visti prima, ma contribuisce comunque a donare altro ritorno utile all’investimento.

BTP a tassi fissi con rialzi del +5% in pochi giorni tra cedola e plusvalenza

La situazione non muta considerando obbligazioni in euro emesse da Stati sovrani esteri. È il caso del Francia 0,5% (ISIN FR0014001NN8) in scadenza il 25 maggio del 2072 che sicuramente ha subito rialzi significativi dal 1° settembre. Qui tuttavia pesano più le vicende interne al Paese in merito all’avvicendamento dell’Esecutivo che le sole dinamiche del comparto obbligazionario.
Il bond ha formato un low di periodo, annuo e storico a 23,90 il 2 settembre, mentre venerdì 17/10 ha formato un recente high a 27,1. Si tratta di un 13,4% di risalita, che perde qualcosa se la stima è effettuata alla valutazione attuale a 26,57, ma sempre in doppia cifra. L’incidenza del rateo è ancor più trascurabile in questo caso, data la cedola davvero ridicola in rapporto alla durata residua e in origine.
La duration modificata qui sale al 33,3, a testimoniare la sua natura di strumento di investimento a rischio davvero considerevole. Chi lo ha sottoscritto nei primi mesi di vita oggi conta corpose perdite in conto capitale. È andata meglio, nel senso di meno peggio, a chi lo ha inserito in portafoglio negli ultimi 2 anni, dato che la perdita si aggira “soltanto” sul 10-20-30% a seconda del prezzo di carico.
Morale, i bond lunghi possono dare tanto o togliere tanto anche in poco tempo, e quindi più adatti a trader. Di fondo richiedono infatti elevata propensione al rischio e notevole dimestichezza sul come muoversi si mercati finanziari. Inoltre anche un adeguato orizzonte temporale che può variare dalle poche sedute nel caso degli speculatori, fino a un numero imprecisato di anni per chi cerca diversificazione del portafoglio.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su