Aumentano le verifiche in materia di transfer pricing

Da uno studio condotto per il tax update del 2014 aumentano le verifiche in materia di transfer pricing e circa un terzo dei controlli si chiudono con esito positivo.

Le verifiche in materia di transfer pricing nei confronti delle imprese multinazionali sono sempre maggiori, anche se solo nel 33 % delle società esaminate l’Agenzia delle Entrate riesce a muovere dei rilievi. Nei casi in cui non sia riconosciuta la documentazione in possesso delle società questo è dovuto principalmente al fatto che in materia di transfer pricing potrebbe mancare la comunicazione inviata preventivamente, oppure la documentazione inviata non rifletterebbe lo standard previsto dall’agenzia delle entrate (nel 18 % dei casi il mancato riconoscimento ha origini di questo tipo) oppure la documentazione inviata sarebbe incompleta (altro 18 % dei casi) o di un’analisi funzionale non adeguata.

La statistica è stata condotta dallo studio tributario EY ed ha riguardato un campione di 343 aziende, per le quali si sono rilevate informazioni in materia di transfer pricing e in materia di applicazione delle disposizioni previste dal Dl n. 78 del 2010. I dati raccolti, mostrati durante il tax update 2014 tenutosi a Milano, evidenziano che circa il 45 % del campione esaminato ha subito una o più verifiche nel periodo in esame (2006-2012). Una percentuale che si registra comunque in crescita visto che nel 2012 solo un’azienda su tre veniva controllata mentre nel 2013 l’analisi mostra che circa il 36 % delle aziende ha subito controlli.

In base ai controlli effettuati per il 44 % del campione esaminato, la verifica non ha comportato sanzioni o l’applicazione dei penali (e quindi la documentazione presentata è stata ritenuta valida), nel 22 % dei casi invece l’azienda è stata sanzionata per motivi diversi (nel 5 % per disconoscimento del merito, nel 17 % dei casi per mancanza dei presupposti) e nel 34 % dei casi non si conosce l’esito visto che la situazione è ancora pendente.

In ogni caso lo studio tributario afferma che l’attenzione delle agenzie fiscali di tutti i paesi europei ed extraeuropei resta comunque alta e in ogni caso viene sfatato il mito che la presentazione della documentazione preventiva in materia di transfer pricing possa comunque accendere i riflettori sulle aziende che predispongono tale tipo di documentazione. Comunque sia, evitare la sanzione in maniera preventiva per le imprese (e si parla spesso di sanzioni milionarie per le imprese) può rappresentare una via d’uscita molto allettante, anche perché spesso le contestazioni sfociano in contenziosi.
Ad ogni modo, secondo gli addetti ai lavori anche la strada dell’accertamento con adesione potrebbe rilevarsi un’interessante opportunità visto l’abbattimento dell’imponibile e la riduzione delle sanzioni ad un terzo.

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