La prossima data da cerchiare in rosso per UniCredit e per capire le future mosse del suo CEO Andrea Orcel nell’arena del risiko bancario è quella di giovedì prossimo, 23 luglio. È quello il giorno in cui Piazza Gae Aulenti alzerà il velo sugli utili e sulle altre principali voci di bilancio relativi al secondo trimestre del 2026, comunicando anche la guidance sui conti dell’anno e il modo in cui continuerà a premiare i propri azionisti, con la distribuzione di dividendi e con le operazioni di buyback (riacquisti di azioni).
Orcel risponderà anche alle domande della stampa e degli analisti su quelli che potrebbero essere i prossimi target di UniCredit, a seguito del successo dell’OPS su Commerzbank e delle recenti manovre nel capitale di Generali, e a fronte di nuovi rumor che si sono avvicendati nelle ultime sessioni di Piazza Affari su un suo possibile interesse verso nuove prede tutte italiane (come, di nuovo, Banco BPM). I mercati vogliono capire meglio anche la potenziale strategia di UniCredit sul Leone di Trieste in chiave anti Intesa SanPaolo. (Leggi UniCredit, Fineco nel mirino? Tre in tutto le opzioni di Orcel in Italia).
Il consensus degli analisti ha annunciato intanto le previsioni sulla trimestrale del secondo trimestre del 2026, e non solo. In evidenza i nuovi outlook sugli utili, sui ricavi, sul margine netto di interesse, sulle commissioni e in generale sui numeri di UniCredit, relativi anche agli anni 2026, 2027, 2028.
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Previsioni conti II trimestre 2026
Il consensus degli analisti ritiene che UniCredit abbia concluso il secondo trimestre del 2026 con un utile netto (Net profit), in media pari a 2,834 miliardi.
L’utile operativo lordo è stimato a 4,184 miliardi, mentre l’utile operativo netto, considerando 205 milioni di euro di svalutazioni nette sui prestiti, a 3,979 miliardi.
I ricavi di UniCredit del secondo trimestre del 2026 sono attesi a 6,485 miliardi di euro, inclusi interessi netti per 3,656 miliardi e commissioni nette e proventi dell’attività assicurativa per 2,356 miliardi.
I costi operativi sono previsti a 2,302 miliardi, incluse spese per lo staff per 1,429 miliardi e altre spese amministrative per 636 milioni.
Il CET1 ratio di UniCredit è stimato al 14,3%.
UniCredit reduce da ottimi conti nel primo trimestre del 2026
Va ricordato che UniCredit ha concluso il primo trimestre del 2026 con un utile netto in rialzo del 16,1% su base annua a €3,2 miliardi, un EPS in crescita del 19,7% a €2,15, un RoTE salito di 2,7 punti percentuali al 25,8%, “a riprova della continua redditività di qualità e del conseguimento costante di rendimenti eccellenti ad alta generazione di capitale”
Sempre su base annua, i ricavi sono aumentati del 5% a €6,9 miliardi, le commissioni e il risultato netto assicurativo sono cresciuti del 8% a €2,5 miliardi e il margine di interesse si è confermato “resiliente” a €3,6 miliardi.
La banca italiana guidata dal CEO Andrea Orcel ha migliorato in quell’occasione la guidance, rivedendo al rialzo le previsioni per l’utile netto del 2026 a un valore uguale o superiore a €11 miliardi.
Occhio al trend delle azioni UniCredit (UCG), scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, che continua a essere positivo. Negli ultimi tre mesi di contrattazioni, il titolo ha guadagnato il 18,5%, portando i guadagni YTD, ovvero dall’inizio del 2026, a +13,6% e quelli su base annua a quasi +39%.
Previsioni utili, ricavi, costi dell’intero 2026
Per l’intero 2026, il consensus degli analisti stima per UniCredit un utile netto pari in media a 11,226 miliardi.
L’utile operativo lordo è atteso in media a 16,784 miliardi, mentre l’utile operativo netto a 15,982 miliardi, considerando 802 milioni di euro di svalutazioni nette sui prestiti.
Su prevedono ricavi per 26,161 miliardi di euro, inclusi interessi netti per 14,734 miliardi e commissioni nette e proventi dell’attività assicurativa per 9,406 miliardi.
I costi operativi sono stimati a 9,377 miliardi, incluse spese per lo staff per 5,817 miliardi e altre spese amministrative per 2,6 miliardi.
Il CET1 ratio di UniCredit è stimato al 14,6%.
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I conti di UniCredit relativi al 2027
Per l’intero 2027, il consensus degli analisti stima per UniCredit un utile netto pari in media a 12,024 miliardi.
L’utile operativo lordo è atteso a 18,036 miliardi in media, mentre l’utile operativo netto a 17,162 miliardi, considerando 874 milioni di euro di svalutazioni nette sui prestiti.
I ricavi del 2027 sono previsti a 27,343 miliardi, inclusi interessi netti per 15,355 miliardi e commissioni nette e proventi dell’attività assicurativa per 9,813 miliardi.
I costi operativi sono attesi a 9,307 miliardi, incluse spese per lo staff per 5,762 miliardi e altre spese amministrative per 2,577 miliardi.
Il CET1 ratio di UniCredit è stimato al 14,6%.
I conti di UniCredit previsti per il 2028
Per l’intero 2028, il consensus degli analisti stima per UniCredit un utile netto pari, in media, a 13,101 miliardi.
L’utile operativo lordo è stimato a 19,425 miliardi in media, mentre l’utile operativo netto a 18,483 miliardi, considerando 941 milioni di euro di svalutazioni nette sui prestiti.
I ricavi di UniCredit del 2028 sono attesi a 28,667 miliardi di euro, inclusi interessi netti per 16,061 miliardi e commissioni nette e proventi dell’attività assicurativa per 10,265 miliardi.
I costi operativi sono attesi a 9,242 miliardi, incluse spese per lo staff per 5,707 miliardi e altre spese amministrative per 2,563 miliardi.
Il CET1 ratio di UniCredit è stimato in crescita rispetto agli anni precedenti al 14,9%.
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Utili, ricavi, NII, commissioni UniCredit del II trimestre. Le previsioni di Equita SIM
Tra gli analisti del consensus, occhio alle previsioni formulate da Equita, che ha una visione positiva sulle azioni UniCredit, con un target price pari a 87,50 euro.
Gli analisti della SIM hanno reso noto di prevedere “una performance trimestrale robusta, con dinamiche solide sul fronte della
generazione dei ricavi, ottima gestione dei costi operativi e CoR su livelli contenuti”.
In particolare, a livello di ricavi, Equita prevede un NII - margine di interesse, voce condizionata dal livello dei tassi stabilito dalla BCE - “ in progressivo miglioramento”, grazie appunto all’effetto tassi, (Eur 3M +19bps QoQ), l’effetto calendario (1 giorno in più su base trimestrale) e una “dinamica favorevole dei volumi (prestiti attesi +1% su base trimestrale, +4% su base annua)”.
Equita ha precisato di stimare dunque “un NII in crescita sequenziale del +2% e sostanzialmente stabile su base annua”, aggiungendo di mettere in conto che, “alla luce del lag temporale con cui la variazione dei tassi si riflette sulla componente variabile del portafoglio, l’NII possa mostrare un’ulteriore accelerazione nella seconda parte dell’anno”.
Da segnalare che l’evoluzione del NII dipende di fatto soprattutto dal trend dei tassi dell’area euro deciso dalla BCE di Christine Lagarde, che farà tra l’altro il suo grande annuncio proprio nella stessa data in cui UniCredit annuncerà i conti, ovvero giovedì 23 luglio 2026.
Gli esperti sono fiduciosi anche nei confronti delle commissioni, prevedendo un aumento su base annua del 3%, così come sui ricavi legati all’insurance, spiegando che, “alla luce dell’andamento positivo dei mercati finanziari e di una dinamica di raccolta che riteniamo favorevole, continuiamo ad aspettarci un trend robusto delle investment fees”.
I costi operativi sono attesi sostanzialmente stabili su base trimestrale (in calo del -1% su base annua) con C/I (cost/income) al 36%.
Il CoR (costo del rischio) è stimato a un valore inferiore ai 20bps.
Equita precisa che, “in assenza di segnali di deterioramento dell’asset quality, rimane da monitorare l’eventuale utilizzo di parte degli overlays (€1,7 miliardi) per compensare i possibili impatti negativi da aggiornamento dei modelli avvenuto nel corso del trimestre (legati a variabili macro come GDP e inflazione)”.
Complessivamente, per il secondo trimestre del 2026, le previsioni di Equita sono così riassunte:
- NII (margine netto di interesse): €3,6 miliardi (+2% su base trimestrale, piatta su base annua).
- Ricavi totali: €6,5 miliardi (-6% su base trimestrale, +5% su base annua).
- Utile operativo: €4,2 miliardi (+9% su base annua)
- LLPs (Loan Loss Provisions), ovvero accantonamenti per perdite sui prestiti parti a €0,2 miliardi (18bps).
- Utile netto: €2.65 miliardi.
Equita calcola a quanto trattano le azioni UniCredit in termini di P/E attesi per il 2027-2028
Infine Equita segnala che, “a livello di capitale, stimiamo un incremento del CET1 > 20bps su base trimestrale rispetto al 14,2% riportato nel primo trimestre del 2026 grazie a i) generazione organica di capitale e ii) all’impatto positivo da reversal dell’incremento di valore delle stake in Apha e Commerzbank a seguito del pagamento dei dividendi”.
La SIM ricorda che il CET1 non include ancora il beneficio dall’ottenimento del Danish Compromise (stimato in circa 57 punti base), atteso per il terzo trimestre del 2026” e che, considerando un utile del primo semestre del 2026 stimato a un valore superiore ai €5,8 miliardi, anche al netto della stagionalità del quarto trimestre, la visibilità su un utile nel 2026 superiore a €11 miliardi viene considerata “molto elevata”.
Equita ha infine sottolineato che le azioni UniCredit trattano a un valore corrispondente a un P/E stimato per 2027-28 a 10 volte e a 9 volte (inferiore alla media di settore pari rispettivamente a 11,3x e a 10,3x).