UniCredit, Fineco nel mirino? Tre in tutto le opzioni di Orcel in Italia

Laura Naka Antonelli

13 Luglio 2026 - 09:07

Il CEO di UniCredit Andrea Orcel non avrebbe affatto rinunciato a conquistare una preda tutta italiana. Spunta il nome di FinecoBank.

UniCredit, Fineco nel mirino? Tre in tutto le opzioni di Orcel in Italia

FinecoBank, ma anche Banco BPM e Banca Generali. Sono in tutto tre le prede in Italia a cui il CEO di UniCredit Andrea Orcel starebbe guardando, secondo diverse indiscrezioni, dopo avere conquistato la seconda banca tedesca Commerzbank, con non poche difficoltà.

A parlare dell’opzione Fineco è un articolo che è stato pubblicato oggi, lunedì 13 luglio, da “Il Corriere della Sera”.

Titolo dell’articolo “Back to the Future: Non solo Commerz, Il Dossier Fineco per UniCredit”.

Focus azioni UniCredit, Fineco, Banca Generali, Banco BPM dopo nuovi rumor

Massima attenzione dunque oggi alle azioni delle dirette interessate dalle indiscrezioni: del possibile nuovo agguato di UniCredit a Banco BPM si è già riparlato la scorsa settimana quando, da alcune voci di mercato, è emerso come Piazza Meda potrebbe essere diventata un target più facile per la banca italiana guidata da Andrea Orcel, soprattutto per il pericolo che finisca sempre più nelle mani della Francia (leggi del maggiore azionista Crédit Agricole).

Ma oggi Il Corriere fa anche altri due nomi, attivi nel mercato del risparmio gestito, appunto Banca Generali e Fineco:

“Sul tavolo di UniCredit sembrano esserci solo tre alternative possibili: Banca Generali, indicata da numerosi rumors di mercato, il Banco BPM e Fineco Bank”.

Riguardo a quest’ultima, gestita dall’AD Alessandro Foti, Il Corriere la definisce l’opzione “più intrigante che “rappresenterebbe per Orcel, a metà strada tra Doc e Marty McFly, un Ritorno al futuro”.

Il quotidiano precisa tuttavia che dalla sede di UniCredit indicano che “ogni possibile iniziativa appare prematura, visto l’impegno richiesto dall’operazione Commerzbank”, con la Germania che fa ancora molta fatica a ingoiare il rospo, come dimostra la reazione dei dipendenti dell’istituto guidato dalla CEO Bettina Orlopp.

I titoli UniCredit danno il via alla sessione odierna di Piazza Affari, che vede l’indice Ftse Mib partire in lieve ribasso, perdendo più dello 0,70%.

Va giù anche Banca Generali, mentre Fineco si conferma invece tra le azioni migliori dell’indice benchmark della Borsa di Milano.

Banco BPM è piatta, mentre tra le altre banche grandi pedine del risiko bancario MPS-Monte dei Paschi di Siena segna un lieve rialzo e Intesa SanPaolo è lievemente sotto pressione.

Banca Generali o Fineco per UniCredit?

Riguardo all’opzione italiana Banca Generali, viene ricordato che la banca finì l’anno scorso nel mirino di Mediobanca, con il tentativo di Piazzetta Cuccia di sfuggire alle mire di MPS: una mossa che si rivelò inutile non andando in porto.

Generali controlla il 51% del capitale. Dal canto suo UniCredit, dopo i recenti acquisti di azioni, detiene l’8,8% del capitale del Leone.

Il punto è l’opzione che si staglia di fronte a Orcel - scambiare la quota di UCG in Generali , che vale circa 5,7 miliardi, per finanziare la conquista di Banca Generali, che capitalizza 7,6 miliardi, lasciando così Trieste, potrebbe non essere la migliore , se si considera che il Leone “è un buon pagatore di cedole”, tanto che UniCredit - grazie alla sua presenza nel gruppo - ha incassato nel 2026 218 milioni di dividendi.

Inoltre, “lasciare Trieste quando sta per arrivare Intesa SanPaolo” - che ha lanciato agli inizi di giugno un’OPAS su MPS - che, a sua volta, conquistando Mediobanca ha il controllo di Generali - potrebbe essere secondo il Corriere “tatticamente azzardato”.

Anche una possibile nuova mossa su BPM potrebbe rivelarsi complicata, sia per la presenza di Crédit Agricole al 30% che per l’opzione golden power esercitata dal governo un anno fa, a dispetto dei recenti rumor.

Rimarrebbe dunque Fineco, che il quotidiano fa notare “capitalizza in Borsa poco meno di 14 miliardi di euro ed è una vera e propria public company, senza cioè un azionista di riferimento”.

Si tratta tuttavia in tutti e tre i casi soltanto di ipotesi, che saranno magari commentate direttamente dal CEO di UniCredit Andrea Orcel tra poco più di una settimana, quando Piazza Gae Aulenti darà il via alla stagione delle trimestrali delle banche italiane, alzando il velo sugli utili del primo semestre del 2026.