UniCredit conquista Commerzbank, la furia dei dipendenti. Ma Orcel guarda già oltre, Banco BPM ora preda più facile?

Laura Naka Antonelli

10 Luglio 2026 - 10:12

Il consiglio di fabbrica: “Continueremo a impegnarci con determinazione per preservare l’indipendenza di Commerzbank. Una cosa resta chiara e immutata”.

UniCredit conquista Commerzbank, la furia dei dipendenti. Ma Orcel guarda già oltre, Banco BPM ora preda più facile?

Conquistata la banca tedesca Commerzbank, a dispetto della rabbia di Berlino, UniCredit sarebbe pronta a tornare a guardare all’Italia. Tutto, mentre dalla Germania gli attacchi contro la banca italiana si sprecano.

UniCredit conquista Commerzbank, ma i dipendenti non ci stanno: “Non la vogliamo”

Ieri il consiglio di fabbrica di Commerz ha inviato una lettera ai dipendenti, con cui ha detto chiaro e tondo di non volere avere niente a che fare con Piazza Gae Aulenti:

“Continueremo a impegnarci con determinazione per preservare l’indipendenza di Commerzbank. Una cosa resta chiara e immutata: la nostra posizione è che non vogliamo né abbiamo bisogno di UniCredit”.

E ancora: “Respingiamo questo approccio strisciante, non concordato e ostile, mascherato da operazione di mercato”.

Dal canto suo, secondo alcune indiscrezioni UniCredit starebbe guardando già avanti, valutando nuove mosse da lanciare, di nuovo, in Italia. Quell’Italia in cui le ambizioni del CEO Andrea Orcel non sono riuscite finora a concretizzarsi, come dimostra il flop dell’OPS promossa su Banco BPM, andata in fumo a causa delle rigide prescrizioni che il governo Meloni ha imposto alla banca con l’esercizio del golden power.

UniCredit, Orcel pronto a tornare a guardare all’Italia? Banco BPM di nuovo nel mirino?

Detto questo, il fallimento dell’operazione non ha certo smontato l’obiettivo del CEO Andrea Orcel di guardare anche ai “dossier domestici”, come scrive oggi un articolo di MF-Milano Finanza.

Il quotidiano ha ricordato d’altronde che UniCredit è tra le “banche più redditizie in Europa”, facendo riferimento anche allo scatto delle azioni, scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, pari a “quasi il 30% da fine aprile per una capitalizzazione complessiva di quasi 124 miliardi, oltre 1,8 volte il patrimonio netto”.

Il quadro di oggi potrebbe tra l’altro essere più favorevole alle ambizioni di Orcel.

Con Intesa SanPaoloche ha lanciato l’OPAS su MPS alternativa alla proposta di fusione alla pari promossa sul Monte dei Paschi di Siena da BPM, MF non esclude che a potersi riaprire per UniCredit sia proprio il dossier del Banco, soprattutto dopo la mossa dei francesi di Crédit Agricole, maggiori azionisti di Piazza Meda, che sono saliti al 29%.

Una nuova mossa su Banco BPM, istituto guidato dal CEO Giuseppe Castagna, “eviterebbe che un pezzo importante del sistema finanziario italiano, appunto BPM, finisca in mani straniere”.

La strategia di Orcel: ritirarsi dalla gara per BdM facendo un favore a Crédit Agricole

La strategia che Orcel potrebbe adottare sarebbe intanto quella di ritirarsi dalla gara per la conquista di BdM, ovvero dell’ex Popolare di Bari, facendo così un favore a Crédit Agricole.

L’AD potrebbe poi andare incontro alla Banque Verte, nel caso in cui UniCredit riuscisse a conquistare Banco BPM, concedendole di rilevare parte della rete degli sportelli in eccesso del gruppo.

Lato Commerzbank, UniCredit ha annunciato i risultati definitivi dell’offerta pubblica di acquisto nella giornata dell’altro ieri, mercoledì 8 luglio 2026, rendendo noto che gli azionisti del secondo istituto tedesco hanno portato in adesione azioni rappresentative del 17,60% del capitale sociale di Commerzbank: “un risultato ben oltre le aspettative iniziali”.

Si tratta di una quota che, “sommata alla partecipazione detenuta direttamente, pari al 26,77%, e agli strumenti finanziari che conferiscono il diritto di richiedere la consegna fisica di una quota del 3,22%, porta la posizione complessiva di UniCredit al 47,59% del capitale di Commerzbank”, si legge nel comunicato diffuso da Piazza Gae Aulenti, che ha poi precisato:

La posizione del 47,59% corrisponde al 49,65% dei diritti di voto di Commerzbank, in quanto le azioni proprie non conferiscono diritto di voto. La percentuale salirà comunque a tale livello una volta che Commerzbank avrà effettuato l’annullamento delle azioni proprie, operazione che la banca si è impegnata a realizzare”.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Andrea Orcel ha terminato la nota sottolineando che “la conclusione dei periodi di offerta pubblica di acquisto rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attuazione dell’investimento strategico di UniCredit in Commerzbank”, rimarcando l’intenzione di continuare “a ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, proseguendo al contempo i necessari iter regolamentari e autorizzativi connessi al proprio investimento”.

Detto questo, Orcel continua a scontrarsi con la feroce opposizione del governo di Berlino, al suo controllo di Commerzbank.

Cosa ha detto la CEO di Commerz Orlopp. Il nodo degli esuberi

Nel frattempo, stando a quanto ha riportato Reuters, la CEO della banca tedesca Bettina Orlopp ha commentato il successo dell’OPAS promossa da UniCredit affermando che, “con l’esito dell’offerta pubblica di acquisto ci troviamo ora di fronte a una situazione nuova per tutti noi”, e aggiungendo che “non permetteremo che questo ci destabilizzi”.

Di mezzo nel dossier c’è la fine che faranno diversi dipendenti dell’istituto: i vertici di Commerzbank hanno fatto notare che un’eventuale fusione tra i due istituti potrebbe comportare 11.000 esuberi, mentre il consiglio di fabbrica (works council) stima che i tagli potrebbero arrivare fino a 23.000 posti di lavoro. UniCredit ha indicato invece che potrebbero essere eliminate circa 7.000 posizioni, principalmente nelle funzioni centrali.

Intanto, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni UniCredit salgono dello 0,88%, a 82,64 euro. Bene anche MPS, che avanza dello 0,80%, a 11,29 euro circa, così come Intesa SanPaolo (+1,28%, a 6,268 euro) e Banco BPM (+0,87%, a 15,61 euro).