Oggi la competizione sull’intelligenza artificiale solleva una nuova domanda: l’energia può diventare il punto debole della Cina?
Negli anni Ottanta, gli Stati Uniti misero in campo una delle più ambiziose strategie geopolitiche del dopoguerra. Con Ronald Reagan alla Casa Bianca, la spesa militare americana raggiunse livelli record. Il programma più noto fu la Strategic Defense Initiative (SDI), soprannominata “guerre stellari”: un sistema di difesa antimissile basato su tecnologie avanzate, incluso lo spazio.
L’obiettivo era chiaro: rafforzare la posizione americana, ma anche mettere pressione sull’economia sovietica. L’Unione Sovietica, già sotto stress per le rigidità del proprio modello, cercò di rispondere. Ma il prezzo pagato fu altissimo.
Molti storici oggi concordano: non fu il solo riarmo a far crollare l’URSS. Ma contribuì. La spesa militare sovietica, già elevata, aumentò ancora. Il sistema economico centralizzato, inefficiente e dipendente dalle esportazioni energetiche, non resse all’urto. Il risultato fu un collasso strutturale nel giro di pochi anni. [...]
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